LA FOTOGRAFIA SCATTATA ALLA FARNESINA

L’Italia dello spazio: fatturato da 1,9 miliardi. M5s-Lega: tecnologie siano al servizio dei cittadini

di Andrea Carli

Giorgetti: "Con tecnologia spazio evitabili tragedie come Genova"

5' di lettura

Un settore in cui operano circa 250 imprese. Un comparto che nel 2017 ha prodotto 1,9 miliardi di euro di fatturato. E che nel triennio 2014-2016 ha registrato un aumento del 3% degli occupati. Allo stato attuale dà lavoro a oltre 6mila persone. È l’identikit dell’industria dello spazio in Italia.

L’innovazione deve tradursi in qualcosa di concreto
L’obiettivo, indicato sia dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche spaziali e aerospaziali Giancarlo Giorgetti (Lega), sia dal Sottosegretario agli Affari esteri e Cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano (M5s) è fare in modo che le tecnologie possano essere utilizzate per migliorare la vita quotidiana delle persone. «L’innovazione si deve tradurre in qualcosa di concreto per tutti noi - ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti -. Un esempio è la triste vicenda del crollo del ponte di Genova. Se con l’applicazione di sistemi che usano i dati satellitari fossimo arrivati prima, forse quella tragedia si sarebbe potuta evitare».

Loading...

Nuova governance con un Comitato interministeriale
L’occasione per fare il punto su questo settore è stata fornita dalla Farnesina, che ha organizzato oggi a Roma un incontro per illustrare a imprese, enti di ricerca e corpo diplomatico - il ministero è impegnato anche in un’attività di diplomazia economica per la promozione del Made in Italy all’estero e per l’internazionalizzazione delle aziende - la nuova riforma in materia di spazio. Prevista dalla legge 7/2018, entrata in vigore il 25 febbraio, la riforma istituisce un Comitato interministeriale, che opera sotto la direzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduto da Giorgetti. Del Comitato fanno parte 12 ministri e il presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni. In ambito europeo la posizione dell’Italia si va definendo in questi giorni, con la discussione sul regolamento Ue di riforma del settore spazio (Regolamento programma spaziale dell’UE – 2021/27).

Profumo (Leonardo): nuova governance fattore chiave per sviluppo settore
La nuova governance, ha spiegato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo - rappresenta un elemento chiave per rafforzare il settore, rendendolo pienamente organico alle esigenze istituzionali, accrescere il ruolo italiano sullo scenario europeo ed internazionale e raggiungere adeguatamente e tempestivamente gli importanti obiettivi che ci attendono a breve e a medio termine». «Uno dei primi compiti del Comitato - ha continuato Profumo - sarà guidare lo spazio italiano verso i prossimi obiettivi a medio termine, come la definizione del nuovo Regolamento europeo per lo spazio, il filone “Difesa Ue” e la conferenza ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) del 2019, che nel prossimo ottobre sarà preceduta dall’Interim Ministerial Meeting. Si guarda inoltre alle nascenti collaborazioni a livello europeo e internazionale, come il programma Space Surveillance and Tracking e la Lunar Orbital Platform Gateway».

Giorgetti: tecnologia satellitare avrebbe potuto evitare crollo ponte di Genova
Proprio Giorgetti ha ricordato che la prima riunione del Comitato è stata il 6 settembre, e che i primi dossier sul tavolo riguardano i nuovi satelliti del programma di Cosmo SkyMed e il programma di cooperazione con la Cina. Giorgetti ha anche anticipato la stesura di un Documento strategico della politica nazionale dello spazio, una sorta di linee guida. Tra queste, il principio in base al quale avranno il via libera i programmi spaziali «con ritorni pratici per le persone». Giorgetti ha parlato di «benefici sociali che le infrastrutture spaziali possono garantire al cittadino, ed economici sul piano della creazione di nuovi posti di lavoro».

Di Stefano: più spazio decisionale per l’Italia all’interno dell’Esa
Sulla stessa linea di Giorgetti, il Sottosegretario agli Affari esteri e Cooperazione internazionale, il pentastellato Manlio Di Stefano: «Vogliamo applicare i risultati raggiunti dalla ricerca in questo comparto anche sul piano civile. La space economy deve puntare sui servizi alle persone. Occcorre stimolare gli investimenti privati e il business correlato alle applicazioni spaziali». Secondo Di Stefano «lo spazio si prospetta come una nuova frontiera della capacità manifatturiera del nostro Paese. Un dato mostra il valore della nostra manifattura: nel mondo il fatturato delle imprese di settore deriva per il 40% dal manifatturiero e per il 60% dal settore dei servizi; in Italia la percentuale è invertita e il 60% del fatturato spaziale deriva dalla nostra manifattura». L’esecutivo M5S - Lega, ha aggiunto, punterà «a ottenere più spazio all’interno dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea: il nostro coinvolgimento attuale non è in linea con quello contributivo», ha concluso Il Sottosegretario.

Del Re: tecnologie applicate allo spazio per sviluppo sostenibile
C’è poi tutto un filone che riguarda la connessione tra industria dello spazio e sviluppo sostenibile. «La ricerca e l’esplorazione dello spazio, un comparto in cui l’Italia è leader devono diventare il volano dello sviluppo sostenibile del Paese. L’Italia si colloca in prima linea nel raggiungimento dell’Agenda 2030 tramite l’utilizzo delle tecnologie applicate allo spazio», ha ricordato la vice ministra Emanuela Claudia Del Re in apertura della conferenza. «Le infrastrutture satellitari, i dati, le informazioni e i servizi integrati - ha aggiunto - giocheranno un ruolo cruciale solo se diverranno parte integrante di questo impegno collettivo, che ci attendiamo sia globale e attivo in ogni Paese al fine di raggiungere i Sustainable Development Goals».

Battiston (Asi): sovra ritorno nell’investimento di 4 punti percentuali
All’incontro alla Farnesina è intervenuto anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana. Roberto Battiston ha messo in evidenza, con riferimento ai programmi promossi dalla Commissione europea (Galileo, Copernicus e H2020 Space i principali), che il ritorno italiano sugli investimenti sostenuti nel medio periodo, dal 2014 - 2017, è stato di circa il 16,4%. «Assumendo una contribuzione ai programmi spaziali europei di circa il 12,48% - ha detto -, si registra un sovra ritorno nell’investimento di 4 punti percentuali, pari a 276 miliardi di euro». Battiston ha rivendicato il livello di avanguardia raggiunto dall’industria dello spazio in Italia («la scoperta dell’acqua sotterranea su Marte è tutta italiana, sia dal punto di vista della tecnologia che ha consentito questa scoperta sia da quello della lettura dei dati», ha ricordato). Risultati che possono fare la differenza per la conquista di nuovi spazi a livelli a livello internazionale. La parola chiave è “diplomazia economica”, «anche Copernicus e Galileo sono due programmi di “space diplomacy” europei», ha ricordato. La cabina di regia di Palazzo Chigi «Lo spazio in Italia merita grande attenzione istituzionale e bisogna continuare lungo questa strada». Sia a livello nazionale sia in Europa il problema della «nuova governance è complesso». E «richiede un coordinamento necessario», ha concluso Battiston. Il comitato interministeriale è chiamato a svolgere questo ruolo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti