space economy

L’Italia nello spazio con l’Europa: lanciato nella notte Vega con 53 satelliti

Da Avio a D-Orbit determinante il contributo dell’Italia nella concorrenza alla SpaceX di Musk

di Leopoldo Benacchio

Con Vega debutta lo spazio alla portata di tutti

Da Avio a D-Orbit determinante il contributo dell’Italia nella concorrenza alla SpaceX di Musk


3' di lettura

Ci si era messo il Covid, fermando le operazioni per oltre due mesi, poi il brutto tempo, che aveva rimandato qualche settimana fa il lancio e ancora due giorni fa addirittura un tifone, che aveva minacciato l'antenna di controllo del lancio, che sta nel territorio degli Stati Uniti, ma alla fine questa notte alle 3:51 il razzo Vega VV16 è partito.

Tutto perfetto, dopo due ore circa la missione era compiuta, i satelliti trasportati messi in orbita e raggiunto un ennesimo bel successo per l'industria italiana. L'Europa grazie alla Avio di Colleferro, che costruisce e mette in assetto di lancio il razzo vettore Vega nella base europea di Kourou nella Guyana francese, è di nuovo al top dell'impresa spaziale e relativa economia, con un evento che la porta al livello dei grandi player internazionali, con in testa il famoso Elon Musk di SpaceX e Tesla.

In volo - Copyright ESA

Vega, alla sua sedicesima impresa, di cui 15 perfettamente riuscite, ha rilasciato all'altezza giusta e soprattutto in modo frazionato, in altre parole non tutti assieme e non tutti nella stessa orbita, la bellezza di 53 satelliti, da mini a micro e a nano. Per farsi un'idea andiamo come peso da 1 a 400 chilogrammi e come volume dalla scatola da scarpe alle dimensioni di un piccolo mobile di casa, in pratica l'intero catalogo delle nuove tecnologie spaziali.

In volo - Copyright ESA

I satelliti che erano a bordo di Vega e che ora percorrono le orbite che sono state loro prescritte appartengono a 21 clienti diversi, di ben 13 nazioni, che hanno voluto scegliere questo vettore per andare nello spazio,

Un lancio quindi che rappresenta un record per l'Italia e soprattutto l'Europa ed è una pietra di riferimento per il mondo intero. Oltretutto ci rende estremamente competitivi, come sicurezza e come costi, nell'agguerrito mercato odierno dell'accesso alle orbite basse, dai 300 agli 800 chilometri da suolo, in cui concorrono tutti, dai privati americani ai potenti cinesi agli indiani.

Oramai, come dimostra ulteriormente questo lancio europeo, a nessuna nazione, e anche a nessuna industria o Ente, è precluso come costi l'accesso allo spazio. Tra i 53 satelliti c'è di tutto, da quelli che fanno osservazione della Terra, alle telecomunicazioni, scienza, tecnologia e educazione.

Fra gli altri il DIDO3, un laboratorio di microgravità per la ricerca biologica e farmacologica, collaborazione fra l'Agenzia Spaziale Italiana, Asi, e quella israeliana, Isa.Per rilasciare i satelliti all'altezza da terra corretta, fra i 515 chilometri e i 530, è stata usata per la prima volta la piattaforma Small Spacecraft Mission Service, un dispenser che rilascia singolarmente i singoli carichi. Un'idea concettualmente semplice, pensiamo a quei dispensatori di pastiglie o caramelle in uso, ma non certo semplice da realizzare, che rappresenta il vero asso nella manica nella riduzione dei costi ora possibile con Vega. La realizzazione della piattaforma è il risultato di una collaborazione tra società italiane e della Repubblica Ceca che vede l'Italia come capofila.

L’ulteriore chicca di questo lancio è un'altra realizzazione italiana, lo ION CubeSat Carrier sviluppato dalla società D-Orbit. Un satellite, del peso al lancio di 150 chili, che a sua volta, come in un gioco di bambole russe matrioska, trasporta al suo interno un certo numero di microsatelliti cubesat che rilascia in orbita al momento giusto.

Con questo lancio il nostro Paese ribadisce il suo ruolo di primo piano nel campo spaziale, oggi diventato un importante mercato in piena espansione. Abbiamo la filiera completa di produzione ed operazione, dalla ricerca nella scienza e tecnologia dello Spazio alla realizzazione di satelliti e vettori, come abbiamo appena visto, alla ricezione ed elaborazione dati dallo spazio.

Se tutto andrà bene poi nella difficile contesa si potrà sperare che, con il candidato adatto, l'Italia possa ora di nuovo avere il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea, Esa, una nomina, sostanzialmente politica, la cui scadenza è prossima e che impegna a fondo il nostro Governo, che ha dimostrato impegno in questo campo.

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