Europei di calcio

L’Italia stende anche la Svizzera e vola verso gli ottavi

Una macchina da gol con una difesa altrettanto brillante visto che da 968 minuti non subisce gol. L’Italia vede già gli ottavi

di Dario Ceccarelli

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4' di lettura

Avanti un'altra. Dopo la Turchia, tre a zero anche alla Svizzera. Ormai è un vizio. Un marchio di fabbrica di questa Italia scintillante che, superando in scioltezza gli elvetici (doppietta di Locatelli e rasoterra di Immobile), vola già agli ottavi di finale di questo Europeo itinerante che non poteva partire in un modo migliore.

Domenica prossima gli azzurri si giocheranno contro il Galles (vincitore per 2-0 sulla Turchia) il primo posto nel girone. Chi la spunta va direttamente a Londra, il secondo ad Amsterdam. Ci basterebbe anche un pareggio. Ma non sono discorsi per una nazionale come questa il cui imperativo è vincere e far spettacolo con dei numeri che non ammettono discussioni o inutili speculazioni al ribasso. Imbattuti da 29 partite (a un passo del record di Pozzo), gli azzurri hanno realizzato 32 reti negli ultime 11 prove.

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Forti in attacco e in difesa

Una macchina da gol con una difesa altrettanto brillante, visto che da 968 minuti non subisce gol. Una retroguardia impenetrabile. Lo si è visto anche quando Chiellini, per un risentimento al flessore sinistro, è stato sostituito da Acerbi. Eravamo al 24' del primo tempo, in una fase molto delicata della partita. Cinque minuti prima, allo stesso Chiellini, era stato annullato, dopo l'intervento del Var, un gol che avrebbe precocemente tagliato le gambe agli svizzeri. Una segnalazione corretta, va detto, perchè un tocco involontario col braccio sinistro c'era effettivamente stato. Dal possibile uno a zero si era quindi passati alla sostituzione del perno della difesa. Un momento critico. Certo non facile. Eppure, non è cambiato nulla. Acerbi si è inserito perfettamente.

Locatelli protagonista

A riprova che in quest'Italia contano gli uomini, certo, ma anche una formula di gioco che ben digerisce anche le alternanze. A proposito di alternanze, questa è stata la sera di Manuel Locatelli, 23 anni, il centrocampista del Sassuolo che ha preso il posto dell'infortunato Verratti, top player della nazionale. Per Locatelli, protagonista di una doppietta d'autore, è stata una notte magica. Sia per l'autorità con cui si è imposto, sia per la bellezza delle due reti. La prima, al 26esimo, tutta firmata col marchio del Sassuolo. L'azione parte da Manuel che, con un preciso lancio sulla destra, serve il compagno Berardi. Il movimento è rapidissimo. Berardi si sposta verso il fondo e col destro serve lo stesso Locatelli che, dopo una corsa di 40 metri, si fa trovare puntuale per insaccare in rete.

E qui si capisce che anche per la Svizzera non c'è trippa. I12mila tifosi italiani fanno vibrare l'Olimpico e Locatelli, incredulo per la felicità, corre verso la panchina, per abbracciare tutti i compagni, dove da poco si era seduto lo stesso Chiellini con la borsa del ghiaccio sulla gamba dolorante.

Una doppietta da ricordare

Splendida anche la seconda rete di Locatelli. Qui siamo nella ripresa, al 52esimo. Quando gli svizzeri, dopo una prima sostituzione in attacco (Gravanovic per Saferonovic) provano a fare pressione all'Italia. Nulla di concreto, però ci provano. Ma i loro progetti s'infrangono subito davanti alla seconda prodezza di Locatelli che, dopo un appoggio di Barella, fa partire dal vertice dell'area un rasoterra chirurgico che non dà scampo. Un gol potente, di bellezza classica. Che ricorda quei colpi d'antan di Gigi Riva, quando di sinistro centrava l'angolo opposto.

Muro azzurro impenetrabile

Per Locatelli, alla sua terza rete in azzurro, è l'apoteosi. Per la Svizzera è quasi il colpo di grazia. La squadra di Vladimir Petkovic, che occupa il tredicesimo posto nel ranking Fifa, quindi non un comodo sparring partner, cerca di replicare, ma va quasi sempre a cozzare contro la difesa azzurra. Prima si fa notare Shaqiri, mezza punta talentuosa che da buona posizione sparacchia sopra la traversa. Poi al 63' deve intervenire lo stesso Donnarumma per respingere, da pochi metri, una doppia conclusione di Zuber. È la prima volta che il nostro portiere viene chiamato in causa. Però la sua uscita è provvidenziale. Sul due a zero, la partita scivola verso un binario quasi obbligato. La Svizzera si porta avanti con una pressione sterile che l'espone però al contropiede azzurro. A una ventina di minuti dalla fine, sostituendo Chiesa per Insigne e Toloi per Berardi, Mancini cambia l'assetto tattico. Il solito 4-3-3 diventa un 3-5-2 con Toloi chiamato a fare il quinto a destra. Ma queste sono accademie che poco cambiano la sostanza.

La rete di Immobile

L'Italia ha due marce in più. La Svizzera, comunque tenace e tatticamente ben posizionata, avverte la stanchezza. È confusa, nervosa. Un giorno in meno di riposo si fa sentire. E qui entra in scena Ciro Immobile. Finora, pur movendosi come la pallina di un flipper, il bomber laziale non aveva combinato granché. Tante conclusioni, ma tutte imprecise. Forse per troppo affanno, o per scarsa freddezza. Alla fine, però, centra il bersaglio. E lo fa all'89esimo, dopo una energica interdizione di Toloi che gli offre il pallone sul destro: ne viene fuori un rasoterra molto angolato che s'infila nell'angolo destro grazie anche a una esitazione del portiere Sommer.

Qualche pallone sprecato

È la ciliegina che mancava nella notte dell’Olimpico. Per Immobile, già in rete contro la Turchia, è il secondo gol all'Europeo. Ma soprattutto è un'altra iniezione di fiducia per il proseguimento del torneo. Si spreca ancora troppo, però. Anche Spinazzola, questa volta meno brillante rispetto alla prima partita, ha sbagliato molto sotto porta. Di questa inclinazione allo spreco si è anche lamentato Mancini tessendo comunque le lodi dei suoi giocatori: «Non fatevi ingannare dal risultato, la Svizzera è una squadra molto forte. È' stata una partita durissima. Noi avremmo potuto segnare prima, abbiamo avuto diverse occasioni, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Contro il Galles? Giocheremo per vincere, come sempre».


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