La svolta

L’Italia trova la ripresa sprint con gli incentivi

Nel primo semestre il Monitor di Fla evidenzia una crescita del 21,4% rispetto al 2019

di Giovanna Mancini

2' di lettura

Nell’anno (ormai quasi biennio) del Covid, era prevedibile che il mercato italiano registrasse un andamento migliore rispetto a quelli esteri, anche in un settore come quello dell’arredo-design che, dalla crisi del 2008, aveva visto proprio nell’export la leva per tornare a crescere.

Sorprende tuttavia la consistenza e la solidità della crescita sul mercato italiano, iniziata nel secondo semestre del 2020 e proseguita nei primi sei mesi di quest’anno: secondo il Monitor di FederlegnoArredo, le vendite di mobili e illuminazione in Italia sono aumentate del 67,3% rispetto allo stesso periodo 2020 e del 21,4% rispetto al primo semestre 2019. Le previsioni sono positive per l’intero anno, nonostante le incertezze ancora legate alla pandemia, che si sommano al problema del rincaro e della scarsità delle materie prime.

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«La domanda è molto elevata – conferma Paolo Fantoni, vicepresidente di FederlegnoArredo e ceo del gruppo Fantoni, che produce mobili per l’ufficio, ma soprattutto pannelli destinati proprio alla produzione di mobili –. Nei primi sei mesi abbiamo dovuto dimezzare le scorte di magazzino di pannelli, per fare fronte a una domanda superiore alle aspettative».

Domanda spinta in parte dal rimbalzo “post-lockdown”, ma soprattutto a una maggiore attenzione al mondo della casa e agli incentivi a essa legati, in particolare il rafforzamento del bonus mobili (il cui tetto è salito quest’anno da 10mila a 16mila euro). Tanto che, fa notare Fantoni, «sarebbe meglio spalmare questi incentivi su un arco temporale più lungo, altrimenti il rischio è che il rincaro delle materie prime determini aumenti per i consumatori e una riduzione di margini per i produttori».

Conferma il trend Giovanni Anzani, ceo di Poliform, che a fine luglio ha registrato un incremento del 49% di ordini in Italia rispetto allo stesso periodo 2020. «Il mercato di fascia alta va molto bene: i clienti hanno riscoperto il piacere di vivere meglio la propria abitazione – osserva Anzani – investendo sulla casa risorse prima destinate a viaggi, ristoranti o vestiti. Non credo sia una bolla, ma questa crescita, anche se a ritmi inferiori, continuerà per almeno due-tre anni».

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