rischio sicurezza nazionale

L’italiana Permasteelisa fa litigare la Cina e Trump (che blocca l’acquisizione)

di Marco lo Conte

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Il grattacielo Shard a Londra (Afp)


2' di lettura

Il Dipartimento del Tesoro Usa è intervenuto bloccando la vendita per 467 milioni di euro dell'italiana Permasteelisa, dalla giapponese Lixil a Grandland Holdings, gruppo cinese di costruzioni. Decisivo l’intervento del Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius) che può interviene bloccando le acquisizioni di società straniere per motivi di sicurezza nazionale americana (tradizionalmente si è concentrato su settori sensibili come le telecomunicazioni e il cibo). Ma il suo mandato si è allargato, secondo quanto previsto da una legge apposita firmata dal presidente Trump lo scorso agosto.

Permasteelisa, che genera circa il 40% delle sue entrate nelle Americhe, produce rivestimenti per l’edilizia esterna. È nota per aver fornito materiali per la sede Apple di Cupertino (California), il Moma di Manhattan, oltre al One World Trade Center di New York.

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Sicurezza nazionale
Il settore che apparentemente sembra avere poco a che fare con la sicurezza nazionale, ma a quanto si è appreso i funzionari del Cfius hanno considerato il rischio che i lavori sulle strutture di alcuni palazzi statunitensi potrebbero costituire l'occasione per inserire microfoni e spie, mettendo a rischio la sicurezza nazionale. Rumors a parte, quel che è certo è che la decisione scaturisce dalla contesa sui dazi tra Usa e Cina. «La guerra commerciale probabilmente ha avuto un peso» ha detto il dirigente finanziario Lixil, Sachio Matsumoto.

L'amministrazione Trump ha già scatenato il Cfius come arma contro gli accordi cinesi: lo scorso gennaio Group Holding Ant, affiliata di Alibaba, e MoneyGram (società Usa di trasferimento di denaro) hanno fermato la fusione dopo il no della Casa Bianca. A marzo, l'amministrazione ha bloccato l'acquisizione di Qualcomm (Usa) da parte dell'allora Broadcom, con sede a Singapore. Broadcom ha successivamente trasferito la sua sede legale negli Stati Uniti.

La storia
Permasteelisa era stata venduta dai fondi Alpha (famiglia Lanzavecchia) e Investindustrial di Andrea Bonomi per 573 milioni di euro ai giapponesi di Lixil. Fiore all'occhiello della tecnologia italiana, l'azienda produce ricavi per 1,3 miliardi circa) era stata fondata nel 1973 da Massimo Colomban e mantiene la propria sede a Vittorio Veneto. Nell'agosto dello scorso anno, la casa madre giapponese aveva annunciato di aver accettato di vendere l'azienda alla Grandland di Shenzhen per 467 milioni di euro. Secondo le parti, l'operazione era tesa ad accrescere gli ordini del 20% in tre anni sul mercato cinese, oltre a comportare una riduzione del debito da 425 a 180 milioni. L'ad del gruppo veneto Riccardo Mollo aveva parlato della nascita di «un leader globale del settore».

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