Corte Ue

L’Iva resta differenziata per evitare confusione al fisco

di Roberta De Pirro

default onloading pic
(kkolosov - Fotolia)


2' di lettura

La Corte di Giustizia boccia ancora una volta l'applicazione dell'aliquota Iva ridotta alle cessioni di e-book. Nella sentenza relativa alla causa C-392/15, depositata il 7 marzo 2017, esaminando il caso proposto dalla Corte costituzionale polacca, i giudici unionali ribadiscono che è legittimo applicare l'Iva ridotta alle cessioni di libri e giornali cartacei e quella ordinaria alle cessioni di libri in formato ebook, consultabili in streaming o con download.
La ratio di tale distinzione è rinvenibile nella continua evoluzione della tecnologia, che potrebbe mettere in difficoltà le amministrazioni fiscali nell'individuare con certezza quali prodotti digitali agevolare e quali no. 

Escludendo l'applicazione di un'aliquota Iva ridotta ai servizi forniti per via elettronica, si evita infatti ai soggetti passivi e alle amministrazioni fiscali nazionali di dover esaminare, per ogni tipo di servizio elettronico fornito, se esso rientri in una delle categorie di servizi che possono beneficiare dell'Iva ridotta. Tale assunto non è certamente nuovo, se solo si considera come già in passato la Corte abbia condannato l'introduzione di tale regime di favore, concludendo per l'incompatibilità dell'aliquota Iva ridotta - introdotta da Lussemburgo e Francia - con gli articoli 96 e 98 della Direttiva 112/2006/CE (sentenza nelle cause C-502/13 e C-479/13 depositate il 5 marzo 2015). A parere dei giudici, infatti, l'Iva ridotta può applicarsi soltanto alle cessioni di beni e non anche di servizi forniti per via elettronica. Dato che le cessioni di ebook si qualificano come prestazioni di servizi, esse non possono beneficiare dell'aliquota Iva ridotta.

Dello stesso parere è anche l'agenzia delle Entrate, che ha chiarito che le pubblicazioni di prodotti editoriali diffuse per via telematica rientrano nell'ambito del cosiddetto “commercio elettronico diretto”, qualificandosi come prestazioni di servizi (risoluzione 186/E/2003). Le operazioni di commercializzazione di prodotti editoriali elettronici (e-book) sono da considerarsi ai fini Iva prestazioni di servizi con conseguente applicazione dell'Iva ordinaria. Esse non possono rientrare nell'ambito di applicazione del regime speciale Iva editoria di cui all'articolo 74, comma 1, lettera c) del Dpr 633/1972, né fruire dell'aliquota Iva agevolata del 4% (circolare 23/E/2014).
Eppure, nonostante tale costante orientamento, il legislatore nazionale è apparso sordo agli stessi, ammettendo dapprima con la legge n. 190/14 l'applicazione dell'aliquota Iva al 4% per la cessione dei soli e-book e di seguito, con la legge 208/2015, estendendo l'ambito di applicazione anche alle cessioni di giornali, notiziari, quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, tutte pubblicazioni identificate da codice ISBN o ISSN.

A questo punto, non resta che attendere l'esito della proposta di direttiva presentata nel dicembre scorso dalla Commissione per cercare di dirimere definitivamente la questione.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti