fotografia

L’obiettivo gentile di Paolo Roversi: corpi, luoghi nudi (e molta moda)

Al Mar - Museo d’Arte di Ravenna, città natale del fotografo da 50 anni emigrato a Parigi - Studio Luce il titolo della retrospettiva curata da Chiara Bardelli Nonino

di Angelo Flaccavento

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2' di lettura

Ravenna, la città dei mosaici e dell'opulenza bizantina - un misto di delicatezza ieratica, luce divina e manualità terrena - nonché ultimo porto del nostro padre letterario, Dante Alighieri, dedica una consistente mostra retrospettiva ad un suo figlio illustre, emigrato a Parigi da quasi cinquant'anni ma sempre legatissimo alla terra d'origine: Paolo Roversi, fotografo dall'immaginario inconfondibile, evanescente ma possente, ritrattista di corpi nudi, luoghi nudi e molta moda.

Curata con grande sensibilità da Chiara Bardelli Nonino, la mostra si intitola Studio Luce, come la casa studio di Roversi, in rue Paul Fort a Parigi - atelier d'artista nel senso autentico del termine, abitacolo di fantasie rese vive e scolpite dalla luce - e ripercorre in un percorso ascensionale su tre piani, con i formati delle immagini che si fanno sempre più grandi e che da piccoli si gigantizzano, una larga fetta dell'opera di questo autore, maestro di una luminosità soffusa che abbraccia l'ombra e la plasma.

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Il tratto che più colpisce nello sguardo di Roversi, sodale di creatori immaginifici come Rei Kawakubo e Romeo Gigli, ma compagno d'armi anche di Dior come di Nino Cerruti, è la capacità di lavorare con la moda, che per sua natura è cronometro del tempo, cancellando il tempo stesso. Le foto di Roversi sono evocative: sembrano dagherrotipi emulsionati dai sogni, hanno una qualità materica e pittorica, e non si riesce a collocarle in un ben definito momento temporale.

L'ossessione odierna per l'alta definizione non lo tange minimamente: il fuoco è sempre morbido, i colori pastosi, le possibilità espanse. L'obiettivo è gentile: scruta, indaga, per rivelare la persona, non per classificarla crudamente. Non è un caso che Roversi parli della propria fotografia di moda come ritratto. Ritratto in senso classico, nel quale gli abiti sono parte del racconto. Nel chiostro solenne ma sereno del Mar - Museo d'Arte della Città di Ravenna, il racconto è ricco, e trova una perfetta ambientazione spaziale, e temporale.

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