L’incompiuta

L’occasione di Matera ancora senza ferrovia

di Luigia Ierace

2' di lettura

Matera non sarà più l’unico capoluogo di Provincia non sere servito dalla rete ferroviaria italiana. Il Recovery Plan permetterà di completare un’infrastruttura che da 40 anni è il simbolo delle incompiute in Basilicata: la linea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella. L’«attivazione – per Rfi – è prevista entro il 2026, grazie a un investimento complessivo di 365 milioni».

Interamente finanziata, anche grazie ai 50 milioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per il suo completamento il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha nominato commissario straordinario Vera Fiorani, ad e dg di Rete Ferroviaria Italiana. Entro cinque anni dovrebbe realizzarsi il sogno di uno snodo delle Ferrovie che neppure con Matera Capitale Europea della Cultura 2019 si era concretizzato.

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Costata oltre 500 miliardi delle vecchie lire, l’opera, i cui lavori erano partiti nel 1982 per bloccarsi nel 2002, è poi finita anche nel mirino della Corte dei Conti. Successivamente, anche sull’onda del riconoscimento internazionale per Matera, la ferrovia è stata inserita nel “Decreto Italia Veloce”. La nuova linea collegherà Matera alla rete nazionale attraverso una linea elettrificata di 20 km a singolo binario. La stazione, che non è nel centro urbano ma nell'area periferica di La Martella (a 7 km), sarà collegata in via diretta con la stazione di Ferrandina e, verso Nord, attraverso la nuova bretella di collegamento, con la linea Battipaglia - Potenza - Metaponto (Lunetta di Ferrandina). Sono stati realizzati interventi nella stazione di La Martella e nella Galleria Miglionico. Per l’estate è attesa la pubblicazione del bando di gara da 230 milioni. «Non si tratta di un intervento risolutivo dei problemi di accessibilità a Matera, – sottolinea Vito Arcasensa, vice presidente di Confindustria Basilicata – ma le ricadute sul territorio saranno considerevoli. Il beneficio maggiore riguarda la connessione all'Alta velocità e alla Zes interregionale Jonica». Quanto agli effetti sul turismo, per il Dg dell'Apt Basilicata, Antonio Nicoletti, «è necessario garantire più frequenti collegamenti con il resto d'Italia». «Probabilmente è l'opera più attesa in città», conclude il sindaco Domenico Bennardi .

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