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L’offerta di case in condivisione crolla del 43%

Secondo Idealista, lo stock disponibile è crollato in quasi tutti i capoluoghi di provincia italiani rilevabili. Pesano il ritorno degli affitti brevi ma è anche l’effetto post-covid. Il costo delle stanze per studenti e lavoratori è quindi cresciuto del 4,3%, per una richiesta media per la “singola” di 365 euro/mese contro 350 euro dell’agosto del 2021

di Davide Madeddu

3' di lettura

La giostra delle case condivise viaggia tra rincari e contrazioni. Ossia minore offerta e prezzi più alti in uno scenario che vede lievitare i costi nei centri universitari e a Milano che resta la città con i prezzi più alti. È, in pillole, quanto emerge dall’analisi effettuata dal portale immobiliare Idealista.it sulle stanze in affitto. A leggere i dati si scopre che, nell’ultimo anno, l’offerta di appartamenti in condivisione è diminuita del 43 per cento. In questo scenario cresce il prezzo e cala l’età media dei coinquilini che passa dai 34 ai 32 anni.

Il report

A leggere il rapporto si scopre che «lo stock disponibile è crollato in quasi tutti i capoluoghi di provincia italiani rilevabili». Il crollo regista punte che superano il 60 per cento. Come è successo a Cagliari e Lecce dove il calo è stato del 64 per cento, seguito poi da Bari e Milano (61 per cento). E poi i principali centri universitari come Bologna (-53%), Firenze (-52%), Roma e Napoli (entrambe -48 per cento). Padova e Catania segnano un calo rispettivamente del 46% e del 44%. Torino si ferma al 40 per cento. Un’inversione di tendenza si registra solo in 5 dei 42 capoluoghi monitorati.

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«L’aumento maggiore – ha spiegato Vincenzo De Tommaso, responsabile Ufficio Studi di Idealista – si è verificato a Catanzaro, dove le persone che cercano di affittare una stanza hanno il 27% in più di offerta tra cui scegliere. Incrementi anche a Caserta (25%), Vicenza (22%), Venezia (19%), e Trento (5 per cento). C’è poi la questione del costo delle stanze per studenti e lavoratori fuori sede. In questo caso si registra un aumento del 4,3% nell’ultimo anno a livello nazionale, per una richiesta media per la “singola” di 365 euro sl mese contro 350 euro dell’agosto del 2021».

Rincari e riduzioni

I rincari più forti interessano soprattutto i centri universitari e arrivano a toccare, come nel caso di Padova, anche una crescita del 30 per cento. Significativa anche Torino con un +25%, Ferrara 24%, Bologna 22,9 per cento. Tra le grandi città, Napoli segna il maggiore incremento, con una crescita del 6,7% rispetto all’anno scorso. A Roma e Milano l’aumento viaggia rispettivamente al 6,3% nel primo caso e al 5,3 nel secondo.

In sei città il prezzo delle stanze in appartamenti condivisi si è ridotto: è il caso di Siena dove la riduzione dei prezzi è del -6,3 per cento, seguita da Catanzaro (-6,1%), Salerno (-3,4%), Campobasso (-2,6%), Chieti (-2,4%) e Latina (-1,7 per cento). In 10 città i prezzi non si sono mossi.Reggio Calabria, invece, è la città più economica per chi affitta una stanza con 170 euro mensili. La seguono Campobasso (185 euro), Viterbo e Benevento (entrambe 190 euro). Quanto ai costi: Milano, con 500 euro di media di richiesta mensile è la città italiana dove si spende di più. Al secondo posto poi Bologna dove per affittare una stanza si spendono anche 430 euro, cinque in più rispetto a Roma dove il costo medio viaggia intorno ai 425 euro. Segue poi Torino (400 euro), Padova (390 euro), Firenze (387 euro), Bergamo e Trento (entrambe 370 euro). All’opposto, Reggio Calabria è la città più economica per chi affitta una stanza con 170 euro mensili. Con prezzi poco più alti Campobasso (185 euro), Viterbo e Benevento (entrambe 190 euro). Nell’ultimo anno si è abbassata anche l’età di coloro che condividono un appartamento. Si è passati dai 34 anni del 2021 ai 32 del 2022. In alcuni casi, però, l’età arriva anche a 44 anni oppure cala a 22. Nella maggior parte si tratta di lavoratori o studenti.

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