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L’offerta del Quirinale ai partiti: Governo «neutro» per evitare l’aumento dell’Iva

di Lina Palmerini

3' di lettura

La scelta è fatta: lunedì ci sarà l'ultimo, veloce, giro di consultazioni per cercare di costruire un Governo «neutro», con un programma minimo che si occupi di legge di bilancio e Ue. Con la stessa linearità con la quale Sergio Mattarella aveva iniziato il suo percorso verificando con i partiti le possibili maggioranze politiche, così lo chiude davanti all’assenza di novità bruciando i tempi. Aveva annunciato la sua decisione per oggi, facendo capire di voler aspettare le scelte della direzione del Pd di ieri ma si è capito che sarebbe stata più una discussione interna che un dibattito sulle alleanze per un Governo.

L’accelerazione del Colle
E così la scelta è stata anticipata: lunedì ci sarà un ultimo giro di consultazioni. Un passaggio veloce, di un solo giorno, che già fa sentire il clima che si respira al Quirinale: costruire una soluzione «neutrale», super partes. Un Governo che avrebbe al centro un programma minimo fatto di legge di bilancio per evitare l’aumento dell’Iva e la tutela dell’Italia negli appuntamenti europei di fine giugno dove si discuterà di immigrazione e budget europeo. Niente riforme costituzionali, niente vasti programmi come quelli lanciati da Renzi, tantomeno la legge elettorale che – se vorranno – i partiti potranno fare in Parlamento ma senza che questo Esecutivo ne sia investito.

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Priorità Europa ed economia
L’obiettivo è dunque centrato su due aspetti: l’economia e l’Europa mettendo insieme punti su cui i partiti sono d’accordo. Tutti sono favorevoli a bloccare l’aumento delle aliquote Iva che porterebbero giù i consumi con effetti anche sull’occupazione. E tutti sono pronti a difendere gli interessi italiani in sede Ue sulla riforma del trattato di Dublino o sul negoziato per non perdere le risorse dei fondi europei del bilancio 2021-2027? E anche sulla guerra dei dazi su cui si è schierata l’America, è necessaria la voce dell’Italia visto che sull’export verso gli Usa fonda gran parte della sua crescita, certo più dell’interscambio con la Russia anche prima delle sanzioni. E dunque il profilo di questo Governo – e del suo premier – potrebbero avere queste caratteristiche, un incrocio di competenze finanziarie e internazionali e senza “marchi” di partito.

Mattarella: serve corresponsabilità per le sorti del Paese

Al voto all’inizio del 2019
Anche la durata punta al minimo, cioè ad approvare il bilancio e terminare i lavori a dicembre con voto nei primi mesi del 2019. Nelle consultazioni di lunedì Mattarella non sottoporrà ai partiti questo Governo ma metterà sul tavolo un argomento chiaro: in assenza di soluzioni politiche o c’è questo Esecutivo oppure vi assumerete la responsabilità davanti al Paese di un voto in autunno, dell’esercizio provvisorio e quindi dell’aumento dell’Iva. In ogni caso, sarà questo Governo «neutro» a portare il Paese alle urne, anche se non riceverà la fiducia dal Parlamento. Una drammatizzazione necessaria di fronte alle scadenze che ci aspettano su cui ieri sono già arrivate le bacchettate del Commissario Ue Moscovici.

Confronto in salita
Nulla è scontato e le trattative per Sergio Mattarella sono comunque in salita nel convincere i partiti, a cominciare da Di Maio e Salvini che ieri insisteva per un pre-incarico mettendosi già contro le nuove scelte del Colle. Il giro di lunedì servirà anche per verificare se il leader leghista ha trovato i numeri per una maggioranza o la consistenza di un’ipotesi di Giorgetti con sostegno del Pd. I 5 Stelle saranno i primi a essere consultati lunedì, subito dopo il centro-destra, poi il Pd e infine le forze più piccole e a chiudere i presidenti delle Camere.In assenza di colpi di teatro o delle «nuove convergenze» di cui parla Salvini, sarà il capo dello Stato a conquistare la scena e a mettere in campo il Governo «neutrale», già da martedì prossimo.

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