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L’ok di Pechino al default di Baoshang: prima banca a dichiarare fallimento

L’istituto di credito regionale di proprietà privata è stato abbandonato al suo destino

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Con un avviso sul sito web l'autorità di controllo sul sistema bancario cinese China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC) ha concesso l’approvazione alla banca regionale Baoshang Bank, con sede nella Mongolia Interna e di proprietà all’89% della conglomerata privata Tomorrow Holding Co.Ltd., per l’avvio della procedura fallimentare in quella che è la prima bancarotta bancaria nella recente storia cinese. La CBIRC ha concordato in linea di principio che Baoshang Bank potesse dichiarare bancarotta e ha chiesto alla banca di segnalare eventuali problemi rilevanti durante la procedura.

La contromossa delle autorità

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La dichiarazione, datata 12 novembre, è stata pubblicata perché entro lunedì scorso si sarebbe dovuta completare l’acquisizione della banca, ormai in grave stato di crisi. Ma le cose sono andate diversamente e la CBIRC ha aperto le porte al fallimento.

Nel maggio 2019 la banca è stata commissariata a causa di gravi rischi di credito. Si è scoperto un “buco” finanziario di 220 miliardi di yuan (32 miliardi di dollari Usa), causato dalla massiccia appropriazione indebita di fondi da parte del suo maggiore azionista.

Una vicenda tormentata

Baoshang, che si era impegnata a svalutare il capitale, era poi diventata il target di un possibile salvataggio da parte della Banca centrale nel maggio del 2019. L’Istituto di credito era in affanno sul pagamento di 585,6 milioni di yuan, stando a quanto dichiarato dal National Interbank Funding Center (NIFC) che da tempo aveva lanciato l’allarme.

In agosto la ventilata acquisizione da parte della Banca centrale dovuta a «seri rischi di credito» aveva scioccato i mercati finanziari e fatto lievitare i costi dei prestiti interbancari prima che la Banca centrale iniettasse liquidità nel sistema.

La svolta sui fallimenti

Il China financial stability report della Banca Centrale cinese appena pubblicato indica, invece, tutta un’altra strada, quella dei default controllati.«I salvataggi – si legge nel documento – devono essere effettuati in modo sistematico e orientato al mercato».

Il fallimento di Baoshang testimonia che alle aziende in crisi, in questo caso perfino una banca, davanti al mancato pagamento dei bond in scadenza sarà dato via libera al fallimento controllato. Chi merita di soccombere non sarà più aiutato.

Negli ultimi sette anni, da quando è stato autorizzato il primo fallimento per mancato pagamento del debito corporate a Shanghai, i crolli aziendali sono cresciuti del 300%, anche se in cifre assolute i defaults toccano “appena” quota 12mila nel 2018.

D’ora in poi il numero è destinato a crescere.

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