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L’Olanda premia ancora Rutte, boom dei liberali europeisti

Premier avviato a un quarto mandato dopo il voto per rinnovare il Parlamento, tra stringenti misure anti-Covid. La sopresa è però il partito D66

di Michele Pignatelli

Aggiornato il 18 marzo 2021 ore 09:30

Mark Rutte al seggio, resta il favorito alle elezioni in Olanda

3' di lettura

Vittoria annunciata per il premier olandese uscente Mark Rutte, con il suo partito liberalconservatore Vvd che si conferma primo in base a una proiezione basata sull’88,5% dei voti scrutinati, guadagnando due seggi rispetto alla precedente legislatura: 35 contro 33.

Il boom dei liberali europeisti

Ma la vera sorpresa è il balzo del partito liberaldemocratico D66, che guadagna cinque seggi, sale a 24 e diventa saldamente secondo nella Tweede Kamer, la Camera bassa del Parlamento olandese, 150 seggi in tutto.

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Merito con tutta probabilità della sua leader, Sigrid Kaag, vero e proprio astro nascente della politica olandese. Cinquantanove anni, ministra del Commercio estero e della cooperazione allo sviluppo nell’ultimo gabinetto, prima di approdare alla politica, tra il 2015 e il 2017, era stata coordinatrice speciale Onu per il Libano. Parla arabo, ha un marito palestinese e una visione cosmopolita ed europeista, in contrasto con l’euroscetticismo delle destre e l’europeismo quanto meno tiepido o utilitaristico di Rutte.

Nel dibattito finale tra i leader, martedì sera, ha insistito su come l’Europa e l’euro siano cruciali per gli interessi olandesi e sottolineato come, in quanto piccolo Paese, l’Olanda possa «avere più influenza geopolitica insieme agli altri», soprattutto Francia e Germania. Al leader populista del Pvv Geert Wilders ha detto chiaro e tondo che le sue argomentazioni in materia di Islam suonano «come un disco rotto».

Wilders in calo, risale la destra di Baudet

Proprio la destra xenofoba di Wilders registra, stando alle proiezioni, una battuta di arresto, passando dal secondo al terzo posto e perdendo tre seggi (17 contro 20). Riguadagna invece terreno a sorpresa (8 seggi in tutto) il Forum per la democrazia (FvD) di Thierry Baudet, l’altra formazione di estrema destra che nel 2019 era arrivata a superare Wilders ma sembrava implosa dopo l’emergere della sua anima più estremista e la fuga di alcuni suoi esponenti. Il Forum ha puntato tutte le sue carte su teorie complottiste sul Covid e sulla contestazione delle misure restrittive imposte dal governo: una strategia che sembra aver dato frutto.

Rutte premier più longevo d’Europa

Resta il fatto che Rutte, al potere dal 2010, definito il “premier teflon” per la sua capacità di navigare in qualsiasi acqua della politica, si avvia ad ottenere un quarto mandato, resistendo alle critiche per le misure restrittive imposte negli ultimi mesi – in particolare il coprifuoco notturno – e anche a uno scandalo su assegni familiari ingiustamente sottratti a migliaia di famiglie che ha spinto il governo alle dimissioni anticipate.

Rimane da capire, con i nuovi equilibri, se resterà in piedi l’attuale coalizione di governo (che oltre a Vvd e D66 comprendeva i cristiano-democratici del ministro delle Finanze Wopke Hoekstra, scesi da 19 a 15 seggi, e l’Unione cristiana, 5 seggi) o se si creeranno nuove combinazioni. Escludendo le destre, tradizionalmente fuori dalla stanza dei bottoni, i partiti più votati dopo quelli citati sono quello laburista (PvdA) e la sinistra di Sp, con 9 seggi; calano pesantemente (da 14 a 7 seggi) i Verdi.

Molto probabile, in ogni caso, una svolta in senso più europeista, visto il successo del D66.

Affluenza alta nonostante il Covid

Il primo voto politico nella Ue ai tempi del Covid ha visto un’affluenza alta, intorno all’80%, anche grazie alla decisione di spalmare il voto su tre giorni, da lunedì a mercoledì, e di garantire agli ultrasettantenni la possibilità di esprimersi per posta.

Per garantire il distanziamento e la massima sicurezza si sono allestiti seggi un po’ ovunque, dalle palestre alla chiese, dai musei alle sale per concerti. Si è votato persino in un mulino a vento, mentre ad Amsterdam sono state istituite delle urne elettorali drive-through, che consentivano di votare direttamente dall’auto o dalla bicicletta.

Quanto alle matite elettorali, diverse municipalità, per evitare di doverle igienizzare, le hanno lasciate agli elettori. Con il risultato che sono diventate veri e propri souvenir.

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