In Sicilia

L’omaggio alle donne dell’azienda Barbera: sul mercato ecco Olià

Accordo con Arcidonna per questa edizione limitata di cinquemila bottiglie

di Nino Amadore

Accordo con Arcidonna per questa edizione limitata di cinquemila bottiglie


3' di lettura

Si chiama Olià, olio al femminile. Ed è l’ultimo prodotto dei Premiati Oleifici Barbera . Frutto di un accordo con Arcidonna, associazione nazionale nata proprio a Palermo nel 1986, è un omaggio alle donne che rappresentano il 60% della forza lavoro presente in azienda. Si tratta di un prodotto di nicchia, ricavato da olive Biancolilla, in edizione limitata, con una produzione iniziale pari a 5.000 bottiglie (ma l’azienda è pronta ad aggiungere un ulteriore stock) che entreranno in commercio nei mercati italiani e internazionali ad un prezzo medio di vendita al pubblico tra i 9 e 9.50 euro a bottiglia. «Il progetto Olià – spiega Manfredi Barbera, alla guida dei Premiati Oleifici Barbera – intende valorizzare lo spirito d’iniziativa e l'identità femminile, cuore pulsante della nostra azienda, attraverso un processo del tutto involontario. Anche per questo con Olià abbiamo deciso devolvere una quota di ogni bottiglia venduta ad Arcidonna, per sostenere progetti in favore delle donne».

Una iniziativa che arriva in un anno in la produzione è stata inferiore rispetto alle attese, con notevoli differenze fra un territorio e l’altro, ma con una qualità in generale più che eccellente. La raccolta manuale delle olive è stata anticipata di circa dieci-quindici giorni rispetto al calendario previsto e le temperature più alte rispetto alla media stagionale, hanno inoltre garantito una perfetta integrità del frutto, con un processo di maturazione anticipato. Sotto il profilo morfologico le olive sono risultate leggermente più piccole, con una maggiore concentrazione degli apporti polifenolici che hanno enfatizzato le caratteristiche organolettiche delle cultivar autoctone: Nocellara Biancolilla e Cerasuola.

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«Abbiamo raccolto prima, con un anticipo anche di due settimane rispetto ai tempi normalmente previsti. Questo anticipo di maturazione è dovuto – dice ancora Barbera, che è anche consigliere nazionale di Federolio – a specifiche condizioni pedoclimatiche e a un prolungato mantenimento delle temperature sopra le medie stagionali che, soprattutto per le aree costiere della Sicilia, ha determinato anche un frutto più piccolo e concentrato». Il trend per la campagna olearia 2020 in Sicilia certifica che nel complesso le quantità prodotte si attestano intorno al 80% rispetto all’anno precedente. Una produzione che porta la Sicilia al secondo posto tra le regioni italiane con il sorpasso di una storica regione olearia come la Calabria.

In particolare nell’isola, secondo i dati di Barbera, si registrano ottimi risultati nell’agrigentino e nelle zone della Sicilia orientale, con le due Dop Monte Iblei e Monte Etna che segnano quantità e qualità in linea con le attese, mentre il trapanese e alcune aree del palermitano registrano un notevole calo della produzione. Nelle zone vocate della tardiva Tonda Iblea – nell’areale compreso tra le campagne di Buccheri e gli altri centri collinari del siracusano e del ragusano – le previsioni produttive lasciano ben sperare. «Merito della pioggia - spiega Barbera - che, arrivata al momento giusto, ha inciso positivamente sul processo vegeto-produttivo degli olivi, mentre il caldo notevole registrato in tutta la regione, con medie superiori ai 30 gradi nel periodo estivo, ha garantito una totale assenza della mosca olearia: tali condizioni hanno infatti impedito alle uova della mosca di schiudersi».

Ottime previsioni sia in termini qualitativi che quantitativi anche per la Nocellara Etnea, varietà di media maturazione e che, per l’epoca di raccolta, non ha dovuto anticiparla. «Per l’olio italiano – spiega Barbera – sarà un anno piuttosto impegnativo con i consumi che, a causa della crisi nel settore della ristorazione, si concentreranno maggiormente nel canale retail, all’interno dei supermercati e nei negozi al dettaglio. Una situazione difficile che comunque non ci trova impreparati, grazie ad una politica di diversificazione che abbiamo messo in campo negli anni precedenti sia nei mercati che nei prodotti, ma anche per quanto concerne i canali di distribuzione. Una strategia che ci ha consentito di registrare un +10% nelle vendite del 2019, segno positivo che riscontriamo anche mesi di ottobre e novembre 2020. Una grande sfida attende l’extravergine italiano che, essendo un prodotto di qualità, si colloca in una fascia di prezzo premium destinata a subire ulteriori rincari, con contraccolpi nei consumi a causa della diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie».

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