E-commerce

L’omnicanalità è il nuovo campo di battaglia per i brand del lusso

Le vendite online sono destinate a salire al 20% del totale degli acquisti di lusso - Crescono i progetti di aziende ed e-player

di Marta Casadei

2' di lettura

Con le vendite online destinate a passare dal 12 al 20% del totale nel lusso in due anni - queste le stime dell’ultimo True Luxury Consumer report di Bcg - anche grazie all’effetto trainante del Covid, le aziende di fascia alta non possono certo restare a guardare. E nemmeno sedersi sugli allori: le piattaforme e-commerce dell’epoca pre lockdown potrebbero non bastare a un consumatore che ha deciso (liberamente o costretto dalle circostanze) di trasformare quello virtuale nel proprio canale privilegiato di acquisti.

La shopping experience virtuale, infatti, dovrà essere sempre più unica e funzionale e, insieme, integrarsi al meglio con quella offline. Dovrà essere portato a termine, dunque, quel famoso modello omnicanale o multicanale che da anni ha già evidenziato notevoli vantaggi. E che, molto probabilmente, sarà l’unico sistema di approccio allo shopping da parte della clientela nativa digitale.

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Le grandi aziende del lusso hanno cominciato a lavorare immediatamente su questo fronte: dai grandi gruppi come Lvhm e Kering a Giorgio Armani che, ai primi di luglio, ha voluto nel board del proprio gruppo il fondatore di Yoox e ceo di Ynap: un personaggio chiave per traghettare l’azienda in una dimensione nuova. Armani, infatti, ha stretto un accordo con Ynap per riprogettare l’esperienza di acquisto on e offline rendendola più efficace ed efficiente grazie alla combinazione di questi due canali.

Un altro segnale del ruolo sempre più decisivo delle piattaforme di vendita online, abbinate comunque ai canali fisici, arriva dai multimarca: La Rinascente ha inaugurato il proprio negozio virtuale subito dopo la fine del lockdown. Un canale importantissimo per tenersi in contatto con una clientela affezionata, ma magari costretta a rimanere nelle città di origine per via delle limitazioni sulla mobilità. E che dire dei cosiddetti e-player, le insegne che sono nate direttamente in digitale: Zalando, che punta a chiudere l’anno in crescita a doppia cifra (le stime parlano di un 15-20% di ricavi in più) durante l’emergenza Covid-19 ha guadagnato nuovi partner e ha scelto di riposizionarsi verso l’alto, inaugurando una sezione dedicata ai designer brand. Amazon, invece, ha annunciato in concomitanza con la New York Fashion Week il lancio di una nuova app dedicata ai designer di lusso. Si chiamerà Luxury Stores e sarà (per ora) su invito, riservata ai clienti di Amazon Prime negli Stati Uniti. All’interno della app, sul modello dei mega marketplace cinesi, ogni designer avrà il proprio store: il primo sarà quello di Oscar De La Renta. Ovviamente, a fare la differenza sarà anche la tecnologia: grazie a uno speciale visore a 360° sarà possibile far ruotare l’immagine di un abito indossato da una modella virtuale (di cui si può scegliere sia la taglia e la forma del corpo, sia il colore della pelle, per immedesimarsi meglio) per controllarne il fitting.

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