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Europa e Wall Street brillanti. A Milano (+2,4%) vola Unicredit, spread a 107

Il differenziale tra Btp e Bund si è portato ai minimi da 4 anni. Unicredit sotto la lente ipotesi intervento stato su Npl. Euro torna a top da aprile 2018

di Eleonora Micheli ed Enrico Miele

La Borsa, gli indici di oggi 6 gennaio 2021

Il differenziale tra Btp e Bund si è portato ai minimi da 4 anni. Unicredit sotto la lente ipotesi intervento stato su Npl. Euro torna a top da aprile 2018


5' di lettura

Chiusura in forte rialzo per le Borse europee nel giorno dell'Epifania, nell'attesa della proclamazione negli States dei due senatori della Georgia. Gli indici del Vecchio Continente hanno beneficiato dei dati incoraggianti sul fronte macroeconomico, del via libera dell'Ema al vaccino di Moderna e delle indicazioni sulla vittoria in Georgia dei senatori democratici, che consentirebbe al partito del presidente eletto, Joe Biden, di controllare il Congresso, anche se per un soffio. Milanoha chiuso in progresso del 2,4%, con lo spread sceso sui minimi da 4 anni, a 107 punti. hanno fatto meglio Londra e Madrid, vantando un rialzo di oltre il 3%. Gli occhi degli investitori sono inoltre puntati sulle valute con l'euro che in giornata ha violato al rialzo la soglia di 1,23 dollari, massimo dall'aprile 2018. Adesso passa di mano a 1,2283 dollari. A Wall Street il Dow Jones supera per la prima volta i 31.000 punti.

Suspence per voto in Georgia e dati Pmi servizi sotto la lente

In mattinata gli investitori hanno apprezzato i dati positivi sull'attività dei servizi, che lo scorso dicembre è notevolmente migliorata, pur rimanendo in contrazione. L'Indice Pmi che la misura è infatti salito a 46,4 punti, in aumento dal 41,7 di novembre . Per tutta la giornata, però, gli occhi del mercato sono rimasti puntati verso la Georgia, nell'attesa dell'annuncio dell'esito delle elezioni di ballottaggio per i senatori. Esito particolarmente importante in quanto determinerà l'eventuale controllo del Congresso da parte dei Dem e quindi l'attuazione delle politiche annunciate in campagna elettorale dal presidente eletto, Joe Biden. L'agenda del presidente potrebbe favorire le aziende dei settori tradizioni , quelle più colpite dalla crisi,e potrebbe invece imporre maggiori tasse e restrizioni antitrust ai grandi gruppi tech. Il controllo del Congresso da parte dei Dem consentirebbe a Joe Biden di realizzare quanto promesso in campagna elettorale, ovvero misure di sostegno a rilancio all'economia, che tuttavia finirebbero per pesare sul debito pubblico Usa e questo spiega perché i tassi dei Treasuries hanno iniziato a salire. L'incremento dei tassi sui bond americani, a sua volta, penalizza i titoli tech Usa, che generalmente si muovono in modo inversamente proporzionale ai rendimenti. In effetti i titoli delle big tech Usa hanno registrato un andamento volatile e incerto. I più gli investitori, come evidenziato anche da un report di Goldman Sachs, non escludono tasse in aumento nei prossimi mesi per le imprese americane e ovviamente soprattutto per quelle che nell'anno della pandemia hanno fatto affari d'oro, ossia quelle tecnologiche. Per contro l'agenda di Biden, sostengono sempre gli osservatori, potrebbe favorire le aziende green e i gruppi che sono stati più penalizzati dalla crisi provocata dal Covid 19. Intanto negli States ha destato preoccupazione anche il dato sull'occupazione nel settore privato, diminuita a dicembre per la prima volta da aprile (-123.000 posti di lavoro), a causa delle nuove restrizioni decise per contrastare l'aumento dei casi di coronavirus.

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A Milano corre Buzzi, ancora bene gli energetici

A Piazza Affari nel pomeriggio si sono infiammate le Unicredit (+6%), sull'ipotesi, rilanciata da Reuters, che lo stato potrebbe scendere in campo, attraverso Amco, per rilevare circa 14 miliardi di euro di crediti deteriorati dell'istituto. La mossa è finalizzata a favorire il matrimonio dell'istituto con Banca Mps (+3,6%) e quindi a consentire al Tesoro di uscire dal capitale di Rocca Salimbeni, rispettando gli accordi siglati con l'Europa nel momento del salvataggio. Anche i titoli dell'istituto senese, dopo il +6% della vigilia, hanno continuato a guadagnare terreno, mentre il mercato si interroga anche sull'ipotesi di scorporo dalla banca di una legal entity dove far confluire la rete toscana e il marchio Mps. In più, sempre secondo Reuters, Mps potrebbe a sua volta essere ulteriormente alleggerita di Npl.Tra le banche, dopo la debolezza dei giorni scorsi, sono state gettonate anche le Banca Pop Er e le Banco Bpmentrambe in progresso di oltre il 5%. Si sono distinte anche le Mediobanca, nell'attesa delle mosse di Leonardo Del Vecchio, che intanto nei gorni scorsi ha di nuovo comprato azioni, portando la sua partecipazione complessiva a un soffio dal 12% del capitale.

Buzzi in volata con Cnh

Sono inoltre risultate in evidenza le azioni di Buzzi Unicem (+7,9%) , visto che la società potrebbe essere tra i potenziali beneficiari dei piani di stimolo negli Stati Uniti sulle infrastrutture. Piani che saranno varati nel caso in cui i Democratici, vincendo le elezioni in Georgia, avranno il controllo del Congresso, seppur risicato. Dopo l'accelerata della vigilia, sono state ancora gettonate le azioni del comparto energetico, beneficiando della buona performance delle quotazioni del greggio. Così Eni ha registrato un progresso del 3,2% Saipem del 5% e Tenaris del 5,3%. Sono sugli scudi anche le Cnh Industrial (+6,6%) , sull'ipotesi che la società abbia riallacciato i contatti con la cinese Faw per la possibile vendita di Iveco. Un portavoce di Cnh ha effettivamente confermato che sono in corso discussioni preliminari tra le due parti. Una eventuale vendita di Iveco rappresenterebbe uno scenario alternativo rispetto al progetto di spin-off presentato lo scorso anno da Cnh Industrial, che prevede la divisione del gruppo in due società (attività on-highway - sostanzialmente Iveco e Fpt - separate da quelle off-highway), entrambe quotate. Stando sempre alla Reuters, Iveco sarebbe nel mirino anche di un altro gruppo cinese: Shandong Heavy Industry Group, che avrebbe fatto una offerta di 3,5 miliardi di euro.

Ancora occhi su Fca, in coda Diasorin

Fiat Chrysler è invece andata male, lasciando sul parterre oltre il 2%. Le azioni erano però salite nei giorni scorsi, festeggiando il via libera da parte dei soci alla fusione con Peugeot e in vista del debutto sui listini del nuovo gruppo Stellantis, previsto il 18 gennaio a Milano e Parigi e il 19 a New York. In coda al FTSE MIB è scivolata Diasorin (-3,98%) che, dopo essere stata tra le blue chip migliori del 2020 grazie ai test diasgnostici per il Covid-19, potrebbe ora essere penalizzata dalla diffusione del vaccino. Sotto i riflettori anche il comparto del lusso, con Monclerr al palo sulla scia della debolezza registrata ad Hong Kong dalle azioni di Prada, penalizzate dalla pubblicazione dei dati di aggiornamento sul secondo semestre 2020 inferiori alle previsioni degli analisti.

Bitcoin da record, sopra 35.000 dollari per la prima volta

Il bitcoin riprende la corsa ai record, dopo una breve pausa, superando per la prima volta la soglia dei 35.000 dollari. Negli ultimi sette giorni, la più celebre delle criptovalute è salita di quasi il 25% e la sua capitalizzazione complessiva si avvicina a 650 miliardi di dollari. Secondo gli operatori, molti investitori hanno approfittato del recente calo della valuta per prendere posizione. Gli analisti di JP Morgan rilevano, per altro, che l’ondata speculativa potrebbe aumentare ulteriormente, ma che i livelli attuali del bitcoin non possono essere considerati duraturi.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Petrolio ancora in rialzo dopo Opec+

Il greggio consolida le posizioni, dopo lo sprint della vigilia in seguito all'impegno dell'Arabia Saudita per un taglio extra della produzione di un milione di barili al giorno in febbraio e marzo. Il future di febbraio sul wti si conferma sopra i 50 dollari al barile, segnando un rialzo dell'1,5%.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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