L’Onu: stop alle ostilità

Biden: «Il nostro obiettivo era il terrorismo, non la costruzione di una nazione»

Il discorso alla Nazione del presidente Usa: gli americani non possono continuare all’infinito una guerra che gli afghani non vogliono combattere

Afghanistan, Kabul: all’aeroporto la folla si aggrappa agli aerei per fuggire

4' di lettura

«Noi siamo andati in Afghanistan 20 anni fa con l’obiettivo di sconfiggere Al Qaeda e Osama Bin Laden. La nostra missione era contro il terrorismo, non costruire una nazione. Oggi la minaccia terroristica si è espansa in Africa e in Asia. Questa minaccia richiede i nostri sforzi. Non possiamo restare in eterno in Afghanistan», queste le parole del presidente Usa Joe Biden nel suo discorso alla nazione. «I militari americani - ha proseguito l’inquilino della Casa Bianca - non dovrebbero morire in una guerra che gli afghani non vogliono combattere per sé stessi. Abbiamo dato loro tutti gli strumenti di cui avevano bisogno. Li abbiamo armati, abbiamo dato loro un’aviazione che i talebani non hanno, abbiamo pagato loro uno stipendio. Quello che non abbiamo potuto dar loro era la volontà di combattere per il loro futuro. La scelta che avevo era proseguire l’accordo negoziato da Donald Trump con i talebani o tornare a combattere». Certo, l’Afghanistan è caduto «più rapidamente del previsto». Tuttavia, «se necessario» gli Usa condurranno azioni antiterroristiche nell’area. Il presidente Usa ha minacciato una risposta «devastante» se i talebani attaccheranno gli interessi americani, in particolare durante le operazioni di evacuazione in corso a Kabul. In caso di attacco la risposta sarà «rapida e potente». Biden è netto: «Non voglio ripetere gli errori del passato». Il riferimento è ovviamente al Vietnam, «che ho vissuto in prima persona. Non possiamo combattere in eterno una guerra civile». La diplomazia, comunque, lavora. In giornata il capo delle forze americane a Kabul ha incontrato i dirigenti dei talebani a Doha. Il tutto mentre il dipartimento di Stato Usa ha chiesto ai cittadini americani di stanza in Afghanistan di rimanere al riparo e di non andare all’aeroporto di Kabul.

L’Onu: ostilità ferme e governo inclusivo

I membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu «hanno chiesto l’immediata cessazione di tutte le ostilità in Afghanistan e l’istituzione, attraverso negoziati, di un nuovo governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne». In una dichiarazione all’unanimità, i Quindici «hanno sottolineato che devono essere garantite la continuità istituzionale e il rispetto degli obblighi internazionali dell’Afghanistan, nonché la sicurezza e l’incolumità di tutti i cittadini afghani e internazionali». I membri del Consiglio hanno chiesto «la fine immediata delle violenze, il ripristino della sicurezza, dell’ordine civile e costituzionale e colloqui urgenti per risolvere l’attuale crisi di autorità nel paese e per arrivare a una soluzione pacifica». Infine hanno «riaffermato l’importanza della lotta al terrorismo in Afghanistan per garantire che il territorio non venga utilizzato per minacciare o attaccare alcun paese, e che né i talebani né alcun altro gruppo o individuo sostengano i terroristi».

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Le parole di Guterres

«I prossimi giorni saranno fondamentali. Il mondo sta guardando, non possiamo e non dobbiamo abbandonare il popolo afghano». Ha esordito così il segretario generale Onu, Antonio Guterres, nella riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu sulla presa di Kabul da parte dei talebani. «Chiedo - ha continuato - la fine immediata della violenza, il rispetto dei diritti di tutti gli afghani e il rispetto da parte dell’Afghanistan di tutti gli accordi internazionali di cui è parte. In questo momento grave esorto tutte le parti, in particolare i talebani, a esercitare la massima moderazione per proteggere le vite umane».

La richiesta di moderazione dell’Onu

Il quadro d’insieme è inquietante: «Stiamo ricevendo notizie agghiaccianti di gravi restrizioni ai diritti umani in tutto il paese. Sono particolarmente preoccupato per le notizie delle crescenti violazioni contro le donne e le ragazze afghane che temono un ritorno ai giorni più bui. È essenziale che i loro diritti conquistati a fatica siano protetti. La comunità internazionale - ha proseguito il segretario generale delle Nazioni Unite - deve essere unita, dobbiamo parlare con una sola voce per sostenere i diritti umani in Afghanistan. Invito i talebani e tutte le parti a rispettare e proteggere i diritti e le libertà». Guterres ha poi sottolineato che «la comunità internazionale deve unirsi per assicurarsi che l’Afghanistan non sia mai più utilizzato come piattaforma o rifugio sicuro per le organizzazioni terroristiche».

Paura per donne e oppositori

Secondo Guterres, «il mondo sta seguendo gli eventi in Afghanistan con il cuore pesante e profonda inquietudine per ciò che ci aspetta. Tutti noi abbiamo visto le immagini in tempo reale. Caos, disordini, incertezza. E paura. Molto è a rischio, il progresso, la speranza, i sogni di una generazione di giovani donne e ragazze, ragazzi e uomini afgani. Le Nazioni Unite sono impegnate a sostenere gli afgani, continuiamo ad avere personale e uffici nelle aree che sono finite sotto il controllo dei talebani», ha aggiunto. «Abbiamo una provata abilità a combattere il terrorismo efficacemente senza avere una grande presenza militare sul terreno e riterremo responsabili i talebani di non consentire ad Al Qaida di avere un rifugio sicuro in Afghanistan», ha aggiunto Sullivan.

Messaggi di distensione all’Occidente

I talebani inviano intanto messaggi distensivi all’Occidente. «Assicuriamo a tutti i diplomatici, ambasciate, consolati e operatori caritatevoli, siano essi internazionali o nazionali, che non solo non verrà creato alcun problema per loro da parte dell’Iea (Emirato islamico dell’Afghanistan, ndr), ma sarà loro fornito un ambiente sicuro». Lo ha dichiarato Suhail Shaheen, portavoce dei talebani, in un tweet citato da Sky News.

Johnson parla con Macron: un G7 sull’Afghanistan

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha chiesto un incontro virtuale dei leader del G7 «nei prossimi giorni» per discutere della situazione in Afghanistan. Downing Street ha affermato che Johnson «ha espresso la sua intenzione di ospitare un incontro virtuale nei prossimi giorni» durante una telefonata al presidente francese Emmanuel Macron, nella quale ha sottolineato la necessità di un «approccio unitario» sulla situazione. Londra detiene la presidenza di turno del G7. Il presidente Francese Macron conferma di aver parlato con Johnson della situazione afghana, sottolineando che i militanti islamici proveranno a beneficiare dell’instabilità della regione. Due aerei militari e unità delle forze speciali francesi arriveranno «nelle prossime ore» per contribuire all’operazione di evacuazione.

Merkel: «La priorità è evacuare»

Torna a parlare sul tema anche il cancelliere tedesco Agnela Merkel: «In primo piano ci sono le operazioni di evacuazione. Dobbiamo cercare di portare fuori quante più persone possibile». Sull’Afghanistan c’è stata «una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune. Non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo prepost», e questo è «molto amaro» dopo una missione durata per ben 20 anni.

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