Il trader andy hall a vienna

L’Opec sullo shale oil chiede consiglio al trader «Dio»

di Sissi Bellomo

2' di lettura

A pochi giorni dal vertice in cui discuterà il futuro dei tagli di produzione, l’Opec chiede consiglio anche a «Dio»: Andy Hall – che si era guadagnato questo soprannome grazie a performance strepitose nel trading di petrolio – è stato invitato a un incontro privato, che si terrà oggi nel quartier generale dell’Organizzazione degli esportatori di greggio a Vienna.

Secondo il programma, finito in mano alla Bloomberg, la sua presentazione riguarderà lo shale oil americano, con un focus sugli aspetti finanziari dell’industria. Il dibattito, alla presenza del segretario generale dell’Opec Mohammed Barkindo, prevede anche la partecipazione di un rappresentante di Citigroup e di un consulente di Schlumberger, colosso dei servizi petroliferi.

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A dire la verità, Andy Hall è un Dio al tramonto. Le sue scommesse rialziste sul petrolio, che l’hanno reso ricco e famoso, sono state tradite troppo a lungo dal mercato, spingendolo l’estate scorsa ad arrendersi: il fondo bandiera della sua società, la Astenbeck Capital Management, ha chiuso dopo una perdita del 30% nel primo semestre che aveva spinto molti investitori alla fuga.

In oltre trent’anni di carriera – durante i quali è passato anche da Bp e da Phibro (poi rilevata da Citigroup) – Hall tuttavia ha davvero fatto miracoli, arrivando a guadagnare 100 milioni di dollari nel 2008. Ed evidentemente non ha perso la fiducia dell’Opec.

Il gruppo da circa un anno ha cambiato atteggiamento nei confronti degli hedge funds: non sono più speculatori colpevoli di distorcere il mercato, ma preziosi consulenti (e possibili alleati).

Anche Pierre Andurand, dell’omonimo fondo, si sarebbe visto qualche mese fa con il ministro saudita Khalid Al Falih, così come Jonathan Goldberg, fondatore del Bbl Commodities Value Fund. I loro fondi sono ancora attivi, ma il crollo del petrolio ha travolto molti hedge funds specializzati negli ultimi anni e non solo quello di Hall.

«Il trading algoritmico ha un dominio crescente del mercato», ha denunciato il gestore comunicando ai clienti la chiusura dell’Astenbeck Master Commodities Fund II. «Investire in petrolio con un approccio basato principalmente sui fondamentali è diventato sempre più sfidante».

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