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L’open innovation corre in rete: dieci progetti per la sostenibilità energetica

di P.Sol.

3' di lettura

Dal datacenter alla cybersecurity giù giù fino a fonti rinnovabili più efficienti ai sensori intelligenti per monitorare la qualità dell’aria. L’innovazione scorre lungo tutta la rete di distribuzione dell’energia partendo dalle aule universitarie. Sono dieci, lungo l’intera filiera energetica, i progetti innovativi selezionati nella terza edizione di Next Energy, la call for ideas promossa da Terna e Fondazione Cariplo svolta a Milano nei giorni scorsi.

I progetti selezionati accederanno a un programma di empowerment imprenditoriale e di incubazione a cura di Cariplo Factory, della durata di tre mesi, diffuso su tutto il territorio nazionale. Tra i requisiti richiesti un livello di technology readiness level compreso tra 2 e 5 e almeno un componente del team con meno di 35 anni. Al termine del periodo di incubazione, a maggio, la giuria premierà il progetto più promettente con un voucher di 50.000 euro in servizi di accelerazione e go to market.

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Open innovation necessaria

«Abbiamo ampliato le aree di interesse di questa edizione di Next Energy - spiega Catia Bastioli, presidente di Terna, soddisfatta per il raddoppio delle candidature, ma anche per la qualità delle proposte - con la consapevolezza che la protezione e il sostegno del territorio rappresentino il driver fondamentale della sostenibilità a supporto della grande transizione energetica in atto verso le fonti rinnovabili, che si concretizza in un sistema diffuso composto di tanti punti di produzione e di consumo, a volte coincidenti nella figura del prosumer. In questa chiave abbiamo bisogno di reti superintelligenti in grado di monitorare in continuo il sistema e di leggere i numeri e la forma del dispacciamento».

Da questo putno di vista l’intero settore energetico è tra i più avanzati nel ricorso all’open innovation, alla ricerca di un’innovazione diffusa: «È una strada necessaria: anche le grandi imprese non possono più permettersi di fare da sole, hanno bisogno di quell’innovazione che non trovano al loro interno - prosegue Bastioli -. Il nostro obiettivo è creare una community, un ecosistema che ci permetta di avere a portata di mano soluzioni che possano risolvere i problemi e contribuire alla gestione della rete. Arrivando anche a coinvolgere le comunità locali, indispensabili per realizzare interventi condivisi che evitino tensioni continue».

I conti del climate change

D’altra parte le tecnologie corrono a ritmi troppo veloci offrendo soluzioni sempre nuove per poter offrire servizi su misura del consumatore. E anche l’ambiente cambia e un’azienda come Terna, che gestisce un’infrastruttura fisica, si trova a dover fare i conti con una insolita frequenza dei fenomeni estremi attribuibili al climate change. In un mondo che deve quindi fare i conti quotidianamente con la sostenibilità e l’efficienza energetica.

Tra i progetti selezionati ci sono quindi classiche soluzioni di maggior efficienza delle rinnovabili: Solqube ha sviluppato pannelli solari portatili in 3D con superfici riflettenti, Vt Energy Innovation unisce la tecnologia fotovoltaica a concentrazione con un nuovo concetto di inseguimento solare, Windcity ha prodotto una turbina a geometria variabile in grado di adattarsi alle variabilità della natura, mentre Creon ha progettato un sistema di illuminazione autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a celle a combustibile microbiologiche.

BlockIt punta a cambiare la concezione del datacenter come struttura altamente energivora riutilizzando il calore dissipato tramite teleriscaldamento e Cryptolab ha sviluppato una tecnologia per permettere di criptare i dati nei trasferimenti online. In materia di dati Weedea sfrutta machine learning e data mining per il monitoraggio statico e dinamico di edifici e infrastrutture, tenendo anche conto del climate change.

Poi alla fine della catena rimane il tema cruciale dell’inquinamento. Per una società come Preinvel con una tecnologia di filtraggio per ridurre le emissioni di polveri e inquinanti, ce ne sono altre concentrate sul monitoraggio dell’aria fin dentro casa. Il sensore di Nexus Qubee misura la qualità dell’aria indoor tenendo sotto controllo particelle e CO2 e il vaso smart di Wisair è in grado di controllare l’aria con un sensore alimentato dall’energia chimica in eccesso rilasciata dalle radici della pianta.

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