tradizioni britanniche

L’ora del tè: come officiare la liturgia londinese

di Stefano Salis


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3' di lettura

La leggenda non chiarisce se, quando Anna Maria, duchessa di Bedford, per placare il languore tra il pranzo e la cena (che si serviva tardi, nel suo palazzo) inventò la pausa delle 5 per un buon tè, si prevedessero, insieme alla bevanda, già anche gli «scones» con la «clotted cream». Certo è che - correvano gli anni 40 dell’Ottocento - da quella brillante idea della duchessa, il tè del pomeriggio diventava un evento, non certo una sosta. Che la «civiltà perfezionata» sotto il Big Ben ha provveduto poi, nei secoli, ad affinare, fino a renderla una vera e propria arte. E non è un’esagerazione.

Londra è la capitale mondiale indiscussa del rito del tè pomeridiano: molto più che una pausa durante il giorno, è diventato qualcosa di più sofisticato e via via lussuoso; tempo per se stessi, per la famiglia, per la voglia di bellezza e meraviglia, che sono componenti decisive dell’atmosfera complessiva. Sontuosi come pranzi o pienamente sostitutivi di una cena, a seconda del vostro mood, gli afternoon tea sono una complessa liturgia: rigorosa ma aperta alla fantasia; e le reinterpretazioni sono molte. Tanto che è forse più facile dire quello che non deve mancare: prima di tutto il tè, naturalmente. A volontà. La vostra tazza viene riempita quante volte vorrete e c’è sempre la possibilità di cambiare diverse qualità nella stessa serata (scelta preferibile). Se volete il latte, va messo prima del tè (anche se è oggetto di lunghe discussioni); la bevanda va mescolata muovendo verticalmente il cucchiaino (non girando). Poi: i tramezzini (da mangiare con le mani, e di sicuro almeno in uno troverete cetrioli), gli «scones», pasticcini talmente tipici da essere imperfetta qualsiasi traduzione in italiano, con uva passa o senza niente, da accompagnare con la marmellata e la clotted cream (anche qui: è una crema a metà strada fra il burro e la panna montata e non esiste praticamente da noi). Non è chiaro se si mangi prima la metà con marmellata e dopo la cream o viceversa: le abitudini variano da regione a regione.

Il rito del té prevede che, a fronte di una tariffa non proprio economica - per un afternoon tea in una location particolare e con un bicchiere di champagne, che consiglio vivamente, si arriva facilmente a 45-55 sterline a persona - ci sia però l’opportunità di mangiare quanto si vuole. I dolcetti - che variano da luogo a luogo e vengono serviti in stupende e coregrafiche alzatine - dovrebbero essere l’ultima cosa: ma in questo caso, l’etichetta va regolata a proprio piacere...

Da patito del genere, ho fatto l’afternoon tea in quasi tutti i posti più classici e cool di Londra (una guida aggiornata, quella di Susan Cohen, London’s Afternoon Teas. A Guide to the Most Exquisite Tea Venues in London li censisce con molta precisione, dando anche qualche ricetta): da hotel carichi di storia (Savoy, Ritz, Claridge’s, Goring, Langham, che si fanno forti del loro status di “tradizione” consolidata di alta qualità) a quelli, sempre di lusso, che propongono varianti più “divertenti” e contemporanee (il Sanderson con il suo eccellente tè a tema Alice nel Paese delle meraviglie, il Rosewood, che quest’anno ha vinto il premio per il tè più contemporaneo, tutto dedicato all’arte, con pasticceria disegnata sulla falsariga di capolavori artistici, il Royal Cafè, il Connaught, il fantastico giardino del Number Sixteen, la selezione dell’Ampersand sulla scienza con biscotti dinosauro e simili), fino ai locali: se lo Sketch “tutto rosa” realizzato da India Mahdavi rispetta un “codice colore” anche nei dolci, il Wolseley (per me, i migliori scones) è tradizionalissimo, mentre da Fortnum & Mason la grande attenzione al tè è vincente. In molti locali troverete il pianista; è il caso, se possibile, di evitare. Il tè è per chiacchiera o riposo, come diceva, a suo tempo, Gladstone. Il National Tea Day in Inghilterra è il 21 aprile: celebrarlo seduti in uno di questi posti simbolo potrebbe essere la maniera più degna. Ultima nota: non dimenticate di prenotare per tempo, però.

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