intervista

L’Oréal Italia completa il turnaround

di Marika Gervasio

2' di lettura

«L’Italia è decisamente un mercato strategico per L’Oréal. Siamo molto ben posizionati tra i primi dieci Paesi del gruppo a livello mondiale e vogliamo continuare sulla strada che ci ha portato ottimi risultati». Cristina Scocchia, amministratore delegato e presidente di L’Oréal Italia racconta obiettivi e strategie della filiale italiana del gruppo francese che ha chiuso il 2016 con ricavi per oltre 25,8 miliardi, in crescita del 2,3% rispetto al 2015.

Alla luce dell’andamento positivo del gruppo, com’è andato il 2016 per L’Oréal Italia?

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Siamo molto soddisfatti dei risultati 2016. Abbiamo chiuso l’anno con un aumento del fatturato del 3,2%: circa dieci volte la crescita del mercato pari allo 0,3%. Anche l’Ebit è salito in maniera significativa, più dell’11%. Abbiamo inoltre accresciuto la nostra quota di mercato, conquistando nuovi consumatori. Possiamo dire di aver portato a compimento il processo di turnaround iniziato nel 2014 e proseguito con successo già nel 2015. Ci siamo riusciti grazie a un piano strategico incentrato su diversi punti.

Quali?

La semplificazione delle strutture e dell’organizzazione, che ci ha permesso di liberare risorse da reinvestire nella crescita. E l’ampliamento del perimetro in cui competiamo, grazie all’ingresso sia in nuove categorie merceologiche sia in nuovi canali distributivi. Siamo infatti cresciuti nel retail diretto grazie a Kiehl’s, Nyx Professional Make-up e L’Oréal Paris. Non solo, siamo entrati nei saloni estetici di fascia alta con Décleor e nelle Spa con Carita. Ci siamo rivolti a nuovi target, soprattutto i Millennials, e abbiamo accelerato la trasformazione digitale dell’azienda potenziando in primo luogo Crn ed e-commerce.

Quanto investite in comunicazione digitale?

Il 20% del nostro budget, in particolar modo in Crm e precision advertising, grazie alle quali siamo in grado di raggiungere più consumatori, in modo più efficiente e personalizzato.

Dai marchi del lusso a quelli della grande distribuzione, della farmacia e dei saloni professionali: come sono andate le singole divisioni?

Gli ottimi risultati che abbiamo ottenuto sono stati possibili grazie a un bel gioco di squadra. Tutte e quattro le divisioni sono cresciute in fatturato. Compresa quella del Largo consumo, che ha chiuso il 2016 in crescita nonostante un mercato di riferimento ancora negativo (-1,7%) grazie ad un aumento significativo della quota di mercato. Vogliamo continuare con la strategia che si è rivelata vincente. Ma non è tutto. A gennaio abbiamo lanciato una nuova marca in cui crediamo molto: Botanicals. Una linea di prodotti con ingredienti naturali di alta qualità e processi di estrazione ecosostenibili, senza parabeni, coloranti e siliconi. Ci permetterà di cogliere il trend della naturalità che è uno dei più importanti e consolidati del mercato della cosmetica.

A proposito di ecosostenibilità, che novità ci sono dallo stabilimento di Settimo Torinese?

Quello di Settimo Torinese è uno degli stabilimenti più grandi del gruppo: esportiamo il 93% della produzione in 36 Paesi. È una fabbrica all’avanguardia nell’automazione, nel processo produttivo e nella sostenibilità ambientale. Dal gennaio 2016 produciamo a zero emissioni di anidride carbonica e nei mesi scorsi abbiamo anche lanciato un importante progetto di responsabilità sociale, grazie al quale favoriamo l’ingresso nel mondo del lavoro di persone con la sindrome di down.

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