semestrale

L’Oréal, a luglio i ricavi tornano a crescere. Calo semestrale (-11,7%) ma Cina e digitale a segno più

Il colosso del beauty registra performance positive per la divisione Active (La Roche Posay, Skinceuticals) nonostante il lockdown. Margine operativo al 18 per cento

di Marta Casadei

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(REUTERS)

Il colosso del beauty registra performance positive per la divisione Active (La Roche Posay, Skinceuticals) nonostante il lockdown. Margine operativo al 18 per cento


2' di lettura

La performance in Cina, che nel secondo trimestre dell’anno ha messo a segno un promettente +30% nei ricavi, e quella nel digitale, con l’ecommerce che ha registrato un incremento del 64,6% e sono arrivati a valere un quarto delle vendite nella prima metà dell’anno. Sono questi gli elementi di forza sui quali il gruppo L’Orèal sta puntando nell’attraversare un anno che, a livello globale, è decisamente più che complesso. Ma che sta già registrando i primi segnali positivi: secondo il ceo Jean Paul Agon, nel mese di luglio i ricavi sono tornati a crescere per la prima volta dopo il mese di gennaio.

I dati della semestrale

I dati del primo semestre mostrano un calo di fatturato dell’11,7% con i ricavi del colosso del beauty che hanno di poco superato quota 13 miliardi di euro (con una flessione che, nel secondo trimestre, si è accentuata: -19,4%), con mercati come quello europeo e nord americano in calo rispettivamente del 16,1% e 15,2 per cento. L’utile operativo è sceso del 18,4% circa. Altri indicatori, invece, hanno saputo resistere meglio all’onda d’urto del coronavirus: «Il Gruppo è stato in grado di portare risultati che dimostrano una resistenza solida: la profittabilità al 18%, vicina al livello annuale del 2019; un calo ridotto degli utili per azione e, soprattutto, un conto delle perdite e dei profitti che è stato salvaguardato molto bene, con un margine lordo elevato, costi più bassi e investimenti in ricerca e driver di business», ha detto Agon.

La divisione Active (La Roche-Posay) cresce nonostante il virus

A impattare sul business, le inevitabili chiusure dei punti vendita dovute alle restrizioni imposte dai governi. Se le divisioni Luxe, Professional e Consumer hanno registrato un calo - rispettivamente del 16,8%, 21,3% e 9,4% -, nonostante il Covid-19, la divisione Active (cui fanno capo i marchi SkinCeuticals, CeraVe e La Roche-Posay) ha messo a segno un +9% nei ricavi del primo semestre. Registrando risultati particolarmente positivi in Nord America e in Asia. Indipendentemente dai brand, ad avere maggiore successo sono stati i prodotti skincare e le tinture per capelli, mentre ad essere colpito più violentemente dal Covid-19 è stato il segmento make-up, penalizzato anche dalla mancanza di occasioni lavorative e sociali.

In Cina ritorno alla crescita on e offline

In termini di mercati, le performance migliori sono concentrate il Mainland China: nel secondo trimestre il mercato è ripartito e l’appetito dei consumatori cinesi per i marchi noti e di qualità e per i prodotti di cui sentono di potersi fidare è sempre forte. Dal mese di maggio sono tornate a crescere anche le vendite nei negozi fisici.

Lanci di prodotti nel secondo semestre

La consapevolezza che la crisi sanitaria mondiale non sia ancora finita, così come annunciato dal ceo, non mette freno ai piani di L’Oréal: «Nella seconda metà dell’anno intraprenderemo un piano aggressivo di lanci di nuovi prodotti e per stimolare, in collaborazione con i nostri partner retail, il ritorno al consumo dei prodotti beauty. Siamo determinati a performare meglio del mercato, ritrovare la strada della crescita se le condizioni sanitarie lo permetteranno e chiudere l’anno con una profittabilità solida».

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