sostenibilità

L’Oréal, ricavi in ripresa grazie a web e farmacia

L’impegno green accelera: dalle formule sempre più biodegradabili ai flaconi in plastica riciclata o ottenuta da Co2 industriale

di Marika Gervasio

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Una fase produttiva nello stabilimento L’Oréal di Settimo Torinese

L’impegno green accelera: dalle formule sempre più biodegradabili ai flaconi in plastica riciclata o ottenuta da Co2 industriale


2' di lettura

Ha presentato in anteprima mondiale - in collaborazione con LanzaTech e Total - il primo flacone cosmetico in plastica prodotto con l’anidride carbonica emessa nelle attività industriali catturata e riciclata: il gruppo L’Oréal continua il suo percorso nella sostenibilità e nel terzo trimestre dell’anno è tornato a crescere. Ha chiuso, infatti, il periodo con un incremento dei ricavi dell’1,6% superando i 7 miliardi di euro che porta il fatturato totale al 30 settembre a 20,1 miliardi (-7,4%) con una crescita eccezionale (+15,2%) della divisione Active cosmetics (brand venduti in farmacia come Vichy, la Roche-Posay, SkinCeuticals e CeraVe) e dell’e-commerce (+61,6%) che ha raggiunto una quota del 23,7% sulle vendite totali.

«Abbiamo affrontato questo difficile periodo reagendo su tre fronti: retailer, consumatori e dipendenti - racconta Giorgos Kontakos, nominato direttore generale della divisione Prodotti grande pubblico di L’Oréal Italia ad aprile, proprio nel pieno dell’emergenza - per essere preparati ai cambiamenti che porterà l’impatto del Covid. Si registra un calo del make up a fronte di un’altra area in forte espansione come l’e-commerce. Inoltre stiamo registrando l’accelerazione di segmenti specifici dallo skincare ai prodotti per la beauty routine casalinga come maschere in tessuto e prodotti per la pulizia del viso, con una richiesta crescente da parte dei consumatori di prodotti naturali».

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Green e sostenibilità, etica e ambientale, sono un altro fattore chiave per il settore cosmetico il cui peso nelle scelte d’acquisto è stato accelerato dalla pandemia.

«Sono fondamentali per noi, così come la vicinanza a retailer e consumatori. Per questo motivo abbiamo lanciato una serie di progetti legati ai nostri marchi, L’Oréal Paris, Garnier, Maybelline, Essie e Franck Provost, come “L’Italia che vale” in collaborazione con Banco Alimentare per ringraziare il nostro network distributivo per gli sforzi sostenuti durante il lockdown e aiutare le famiglie italiane in difficoltà. Ma anche, con L’Oréal Paris, “Dona le tue rughe” a sostegno della ricerca contro i tumori femminili della Fondazione Veronesi e “Stand up”, in collaborazione con l’associazione Ong Hollaback!, un programma di formazione e sensibilizzazione contro le molestie in luoghi pubblici per formare un milione di persone a prendere posizione in maniera sicura quando si è vittima o testimone di un atto di molestia in luoghi pubblici».

Questo per quanto riguarda l’impegno sociale. Sul fronte ambientale, invece, novità arrivano dalla gamma Elvive: entro la fine del 2020 tutti i flaconi di shampoo e balsamo saranno prodotti in plastica 100% riciclata e saranno riciclabili. Anche le formule sono più sostenibili con meno silicone e biodegradabilità aumentata. Garnier, invece, lancia lo shampoo solido Ultra Dolce con il 94% di ingredienti di origine vegetale e packaging in cartoncino 100% riciclabile e zero plastica. Una novità che rientra «nell’ambizioso piano del marchio - aggiunge Kontakos - che entro il 2025 prevede: tutti i prodotti realizzati con zero plastica vergine; tutti i pack riutilizzabili, riciclabili o compostabili e tutti i siti industriali “carbon neutral”». Senza dimenticare, conclude il manager «lo stabilimento di Settimo Torinese, uno dei più grandi del mondo del gruppo e un modello di sostenibilità essendo dry factory, a emissioni neutrali di anidride carbonica e valorizzando il 100% dei rifiuti».

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