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L’Oréal spinge sul digitale per i marchi professionali

di Marika Gervasio


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Un momento del concorso per giovani parrucchieri United Pro Future lanciato da L’Oréal Professionnel

2' di lettura

Digitale e personalizzazione: sono i due pilastri su cui si basa la strategia di crescita della divisione Prodotti professionali del gruppo L’Oréal, che nel 2018 ha registrato un giro d’affari di quasi 3,3 miliardi di euro, pari al 12,1% dei ricavi totali del gruppo, come spiega Natalie Roos, presidente mondiale della divisione.

«Oggi l’industria professionale dei parrucchieri si sta evolvendo molto velocemente grazie al boom del digitale ed al trend della personalizzazione nei servizi beauty: due incredibili opportunità di sviluppo per il nostro settore. Innanzitutto quindi massimizziamo i nostri investimenti in ricerca e sviluppo per innovazioni tecnologiche nel campo della colorazione o dell’haircare e sulla creazione di nuovi servizi professionali tailor-made, come i protocolli professionali a elevata personalizzazione Kérastase Fusio Dose e L’Oréal Professionnel Power Mix, ma anche la grande rivoluzione nel campo della colorazione: Botanea, la prima colorazione L’Oréal Professionnel 100% vegetale».

Lancio, quest’ultimo, che conferma l’impegno del gruppo e della divisione in materia di sostenibilità. La sua formula è composta da tre erbe tintorie responsabilmente estratte in India: henna, cassia e indigo. Il suo packaging è stato disegnato per ridurre al minimo l’impatto ambientale. I refill sono distribuiti in bustine di carta certificata Fsc (Forest Stewardship Council). «Siamo inoltre molto impegnati nel programma Sharing Beauty With All lanciato dal gruppo – continua la presidente –. Lo stabilimento di Burgos, che produce più del 40% dei nostri prodotti è best in class per la sostenibilità, è tra le prime dry factory del gruppo con una centrale energetica a biomassa e una impronta di carbonio neutrale. In più, dal 2018 sono stati ridotti a zero i rifiuti in discarica».

Tornando al digitale, «i consumatori vogliono vivere esperienze retail memorabili e personalizzate, dunque le innovazioni digitali diventano cruciali per stimolare lo sviluppo del settore e creare una “consumer journey” completa, prima, durante e dopo la visita in salone». Un esempio è il programma Salon Emotion, «una sfida lanciata con successo già nel 2015, che sta portando ottimi risultati in termini di aumento del traffico in salone e di sell-out e che nel 2019 toccherà circa 40mila saloni nel mondo – continua Roos –. L’obiettivo è modernizzare il circuito, supportando il parrucchiere in un dialogo con la cliente per trasformare la visita in un’esperienza emozionale ed irrinunciabile in modo da attrarre e fidelizzare nuove clienti, soprattutto millennial».

Poi c’è l’app Style My Hair Pro, «uno strumento che rivoluziona l’esperienza di vendita nella fase di diagnosi: alla consumatrice viene proposto un cambio look attraverso una tecnologia 3D di realtà aumentata che le consente di vedere subito sul suo volto il risultato del colore capelli consigliato dal parrucchiere». Ancora, la divisione ha recentemente creato L’Oréal Access, una piattaforma di e-learning e networking per i professionisti del settore.

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