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L’Oréal, spinta con il fondo Bold Obiettivo start up non solo beauty

Il progetto di corporate venture capital del gruppo francese realizza 4-5 investimenti ogni anno e cerca occasioni in Italia

di Monica D'Ascenzo

2' di lettura

Fare innovazione attraverso l’open innovation e gli investimenti in venture capital. Il gruppo L’Oréal ha scelto la via di scendere in campo per individuare le eccellenze digitali e tecnologiche nel proprio settore e portare l’innovazione al proprio interno creando il fondo Business Opportunities for L’Oréal Development (Bold), finanziato al 100%. «L’Oréal ha creato il fondo Bold nel 2018 come parte della strategia in tema di innovazione. Il progetto di corporate venture capital è anche un modo di coinvolgere gli stakeholder e di collaborare con partner esterni. Attraverso l’open innovation il gruppo può sviluppare progetti con i partner» spiega Gouzelle Ishmatova, chief strategy officer del fondo di corporate venture capital di L'Oréal in visita in Italia, che aggiunge: « Gli investimenti sono rivolti principalmente a tre ambiti: innovazione per l'industria del beauty guardando ai brand più disruptive nella costruzione del futuro del settore; tecnologia nei servizi alla clientela; sostenibilità».

Il target sono nuovi modelli di business in marketing, ricerca e sviluppo, digitale, vendita al dettaglio, comunicazione, supply chain e packaging. Ma non solo. Il fondo guarda anche alle soluzioni sostenibili e innovative in tema di inquinamento da plastica, risparmio idrico e consumo di energia. «Siamo un fondo strategico e cerchiamo società che pensiamo che possano essere fondamentali per il futuro del settore beauty. Nel processo di selezione guardiamo soprattutto alle sinergie e al contributo che le start up possono dare allo sviluppo delle nostre strategie di business. Prendiamo in esame circa mille start up all’anno, ma gli investimenti sono 4 o 5» spiega Ishmatova, che prosegue: «Abbiamo realizzato una decina di investimenti, ma non li rendiamo tutti pubblici. Investiamo a livello globale dall'Asia agli Stati Uniti. Speriamo di riuscire a fare un investimento anche in Italia nel prossimo futuro. Al momento siamo poco noti nel vostro Paese e stiamo incontrando acceleratori per farci conoscere e per connetterci all'ecosistema italiano, che sta diventando interessante».

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Il gruppo non rende noti gli ammontari investiti. «Investiamo con quote di minoranza e siamo partner di medio-lungo periodo di start up che possono essere dal seed stage al growth. Oltre agli investimenti nel capitale possiamo supportarle nel loro processo di crescita e di internazionalizzazione » sottolinea la manager.

Particolare attenzione viene posta al tema della diversity. «Il 30% del nostro portafoglio di start up ha fondatori donne contro la media del 10% del mercato. Team con diversity portano a risultati migliori e lo dimostrano diversi studi. Anche il nostro team di investimento è a prevalenza femminile, con una percentuale dell'80%» evidenzia Ishmatova, che conclude: «Quando le persone vengono da mondi ed esperienze diverse portano una visione dei problemi diversa e portano con sé anche la capacità di proporre soluzioni innovative».

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