ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA

L’oreficeria sfida la crisi e salva l’export ad Alessandria

L’assemblea di Confindustria Alessandria è stata l’occasione di fare il punto sui distretti. Grazie agli orafi di Valenza e nonostante la vicenda Pernigotti, la provincia conferma 1,6 miliardi di export nel I trimestre 2019. Alessandro Miglietta rieletto presidente

di Filomena Greco


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2' di lettura

Terra di logistica e di fabbriche. Di distretti di eccellenza come il distretto del cioccolato di Novi Ligure o l’oreficeria di Valenza. Proprio a questo comparto si deve, ad esempio, la tenuta delle esportazioni della provincia: nel I trimestre dell’anno le vendite all’estero sono calate del 3,6% in tutto il Piemonte, mentre Alessandria ha confermato il miliardo e 600 milioni di merci esporate all’estero.

Un dato che fa il paio con i dati economici relativi al primo trimestre dell’’anno, rilevati da Unioncamere Piemonte, con Alessandria che guadagna il risultato migliore in Piemonte (+1,2%), dovuto soprattutto al buon andamento del settore alimentare che cresce nel trimestre di oltre 4 punti. Se ne è discusso all’Assemblea di Confindustria Alessandria, nella Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Confindustria: da Pavia sfida per rilancio competitivita'

Un tessuto industriale che resta vivace e che ha nella sua cultura industriale variegata la sua forza. A raccontare questa forza e il caso della Paglieri che da società “monoprodotto”, con lo storico Felceazzurra, è diventata nell’arco di un paio di decenni una società che ha differenziato, con accanto ai tradizionali prodotti destinati all'igiene della persona, core per l'azienda alessandrina, fino ai prodotti per il bucato e l’igiene della casa, ad esempio gli ammorbidenti che oggi valgono il 50% del fatturato.

«Ci confrontiamo con multinazionali dell’igiene, abbiamo investito 10 milioni di euro per ampliare il nostro stabilimento – racconta Debora Paglieri – e abbiamo deciso di curare direttamente in azienda la produzione di detersivi e ammorbidenti». Una storia di sviluppo, come quella della Romani Spa, società che opera nella logistica, stocca caffè verde per i torrefattori di tutta Italia e da poco ha investito per ampliare la sua presenza sul territorio.

In questo contesto il presidente degli industriali Vincenzo Boccia ricorda però che “piccolo” è una condizione da superare, sottolinea il peso del gap infrastrutturale e ribadisce i ritardi della formazione tecnica che finisce per colpire le pmi. «La sfida oggi è tra Europa e mondo esterno, da qui bisogna partire per difendere il patrimonio industriale dei territori italiani». Temi chiave dell’intervento di Boccia, la produttività, il cuneo fiscale, la presenza dell’Italia in Europa, il reddito minimo e le incognite della manovra. Senza dimenticare il tema centrale della Tav, tornato in primo piano dopo l’avvio della procedura da parte di Telt per un miliardo di lavori sulla tratta italiana del tunnel di base.

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