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L’organizzatore del concorso non consegna la Porsche in palio? Lo Stato paga il vincitore con la cauzione

La cauzione di importo pari alla posta in palio versata dall’organizzatrice non può essere incamerata dal ministero ma va versata a chi ha vinto

di Patrizia Maciocchi

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La cauzione di importo pari alla posta in palio versata dall’organizzatrice non può essere incamerata dal ministero ma va versata a chi ha vinto


2' di lettura

Se l’organizzatore di un gioco a premi non consegna al vincitore la porsche del valore di oltre 54 mila euro, il ministero dello Sviluppo economico non può tenersi la cauzione versata dalla società promotrice, ma deve consegnarla al fortunato che si era accaparrato il biglietto. La Corte di cassazione (sentenza 24428) dà ragione al giocatore che, dopo essere stato baciato dalla dea bendata, non si era visto assegnare la fuoriserie. E oltre al danno la beffa: aveva perso anche due gradi di giudizio. L’uomo aveva infatti chiesto al ministero di consegnargli il corrispondente dell’auto in denaro. Per i giudici di merito però, la cauzione che l’organizzatore del concorso aveva versato allo Stato, non aveva la funzione di assicurare l’effettiva attribuzione del premio ma quella di tutelare la pubblica fede. E il ministero era estraneo alla lite tra promittente e promissario.

La sentenza

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L’azione contro il ministero

Ad avviso del Tribunale, come della Corte d’Appello, il ricorrente avrebbe dovuto agire in giudizio nei confronti del promotore del gioco in virtù del rapporto obbligatorio esistente tra le parti, dal quale derivava il diritto al risarcimento del danno in denaro, per non aver adempiuto alla prestazione. Invece in Cassazione la partita vinta è contro il dicastero dello Sviluppo economico. La Suprema corte ricorda che il concorso a premi è un’iniziativa, con scopi in parte commerciali, diretta a far conoscere prodotti, servizi, ditte ecc. E l’articolo 7 del Dpr 430/2001, prevede che il ministero delle Attività produttive possa disporre l’incameramento della cauzione, in caso di violazioni relative alla consegna dei premi. Per la Corte di legittimità è dunque chiaro l’intento del legislatore di garantire che le poste promesse siano effettivamente assegnate: un diritto che può essere assicurato solo versando al vincitore la cauzione.

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La cauzione non è una sanzione

Condividere la conclusione raggiunta dai giudici di merito vorrebbe dire riconoscere alla cauzione una funzione sanzionatoria. Finalità non solo contraddetta da un’interpretazione letterale della norma, ma anche dalla considerazione che le sanzioni a carico degli organizzatori inadempienti sono disciplinate dalla stessa legge in modo autonomo. Il fatto poi che sia previsto l’incameramento del denaro non vuol dire che l’amministrazione possa tenerselo definitivamente. Il vincitore è l’effettivo beneficiario della prestazione - conclude la Corte - anche se necessariamente individuato in un secondo momento.

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