preziosi

L’oro accelera il ribasso e punta verso 1.200 dollari

di Sissi Bellomo

(Reuters)

2' di lettura

Non c’è pace per l’oro. Dopo il misterioso flash crash di una settimana fa – e dopo la performance negativa di giugno, primo calo mensile da inizio anno – le quotazioni del lingotto non solo non si sono riprese, ma hanno accelerato il ribasso.

Ieri c’è stata una discesa di quasi il 2%, che ha portato l’oro sotto 1.220 dollari l’oncia, sui livelli di inizio maggio.

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Non ci sono più stati ordini anomali, come quelli osservati lunedì scorso e poi di nuovo martedì, per cui si sospettava l’errore di un trader. Ma la seduta è comunque stata drammatica, con vendite che hanno spinto il metallo prezioso a sfondare un importante supporto tecnico, la media mobile degli ultimi 200 giorni, posta a 1.335 dollari, e hanno così aperto la strada a ulteriori ribassi.

L’analisi dei grafici evidenzia che potrebbe cedere a breve anche la soglia psicologica di 1.200 dollari l’oncia.

Alla vigilia della festività Usa del 4 luglio i volumi di scambio ieri erano sottili. E a favorire le vendite c’è stato anche un rimbalzo del dollaro. Ma il biglietto verde ormai conta poco: l’oro da qualche tempo cala anche quando la divisa americana si apprezza.

La realtà è che il lingotto sta perdendo attrattiva per gli investitori, distratti dai continui record dei listini azionari e ora anche dall’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato, frutto del cambio di rotta delle maggiori banche centrali, tutte apparentemente orientate a ritirare gli stimoli.

Gli hedge funds hanno cominciato a chiudere posizioni rialziste al Comex, in parte sostituendole con scommesse al ribasso: secondo gli ultimi dati della Cftc l’esposizione netta lunga è stata ridotta del 27% nella settimana al 27 giugno (a 72.655 futures).

Le liquidazioni dei fondi probabilmente sono continuate.E ci sono indizi che la fuga non riguardi solo l’oro «di carta», ma anche quello fisico.

La Us Mint, la zecca statunitense, ha segnalato un crollo delle vendite di monete American Eagle: -92% in giugno rispetto a un anno fa, per un totale di appena 6mila once. Nel primo semestre ne ha vendute per 192.500 once, il minimo dal 2007.

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