L’ospedale a Milano

L’ospedale in Fiera rimarrà per tutto l’anno

Slitta al 2021 il progetto di ospitare la Rai della Lombardia: la struttura potrebbe servire per una possibile seconda ondata autunnale del virus

di Sara Monaci

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(ANSA)

Slitta al 2021 il progetto di ospitare la Rai della Lombardia: la struttura potrebbe servire per una possibile seconda ondata autunnale del virus


2' di lettura

Il progetto del nuovo ospedale allestito negli ex padiglioni della Fiera di Milano (quartiere Portello) allunga le sue prospettive. Dovrebbe rimanere in piedi per tutto l’anno, con i suoi 250 posti letto per la terapia intensiva e sub intensiva. Il piano iniziale della Fondazione Fiera Milano, proprietaria degli edifici da 25mila metri quadrati, di ospitare la Rai della Lombardia slitta in avanti. Di quanto precisamente non si sa, è ipotizzabile che il prossimo anno il dossier possa essere riaperto. Al momento l’orientamento della Regione Lombardia è di lasciare i posti letto almeno fino a dicembre, in vista di una possibile nuova ondata di virus in autunno.

Non sarà una struttura utile solo alla Lombardia. Se ci fosse bisogno verrebbero qui ospitati anche pazienti provenienti da altre regioni.

Intanto sono appena arrivati i primi pazienti, dopo l’apertura dei primi moduli avvenuta una settimana fa (con i primi 53 posti al livello 15 della struttura).
Si tratta di un uomo di 72 anni e di una donna di 63 anni, entrambi provenienti da due strutture del milanese. Era in programma l’arrivo anche di un terzo malato di coronavirus proveniente dalla provincia di Bergamo, ma le sue condizioni si sono aggravate e non hanno permesso il trasporto.

Il Policlinico, cui è stata affidata la gestione della struttura, ha scelto «un percorso prudenziale» partendo con un numero limitato di ricoverati, per poter garantire la massima sicurezza ad ogni paziente.
Ma già nelle prossime ore si organizzeranno ulteriori ricoveri in base alle richieste del territorio, gestite dall’Unità di crisi regionale.
In questa fase saranno attivi nel Padiglione in Fiera per ciascun turno di assistenza 2 medici anestesisti, 6 infermieri, 2 tecnici di radiologia medica e 2 operatori sociosanitari, oltre al personale di supporto. Le persone che si alterneranno nell’arco delle 24 ore saranno per ora una cinquantina.

A regime dovrebbero lavorare qui un migliaio di persone, se tutti i posti verranno occupati. Nel giro di una decina di giorni dovrebbero essere infatti realizzati 250 posti letto in tutto. I prossimi 40-50 saranno al primo piano, poi si proseguirà con ulteriori moduli (ovvero stanze da circa 7-8 posti) sempre al livello 15 (il secondo piano per i padiglioni).

L’ospedale è stato realizzato grazie alle tante donazioni dirette e indirette, e alla sinergia tra pubblico e privato: la progettazione ingegneristica è di Infrastrutture lombarde, la controllata regionale delle strutture ospedaliere, le aziende al lavoro sono state 40, l’Ordine degli Ingegneri ha realizzato il collaudo mentre alcune imprese hanno acquistato i respiratori dalla Cina. Il costo al momento è di circa 21 milioni.

L’ultima donazione è stata quella di Esselunga, che ha aggiunto ai suoi 2,5 milioni donati all’inizio dell’emergenza altri 1,2 milioni. Anche Nexi ha donato al progetto qualche giorno fa 1 milione. La gestione è stata affidata dalla Regione al Policlinico di Milano.

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