Opinioni

L'oste tedesco non Mes-ce il vino

di Alberto Forchielli e Fabio Scacciavillani

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(Afp)


3' di lettura

Accedere in tempo utile ai fondi del Mes senza vincoli e controlli è una pura chimera. In Italia il Partito Unico della Spesa (Pus) da giorni batte sulla grancassa per incitare alla replica della trita sceneggiata sui meccanismi di sostegno ai paesi membri di Eurolandia. Ma l'oste tedesco non Mes-ce il vino. Ad ogni crisi la recita a soggetto si ripropone stolidamente identica: ai paesi del Nord Europa (dipinti come infami strozzini) viene intimato di elargire immediatamente all'Italia risorse illimitate senza azzardarsi a richiedere alcun impegno in cambio. Ma fuori dal teatrino il fenomeno chiamato realtà spazza via le illusioni e lacera il palcoscenico di cartapesta ammuffita.

La Banca centrale europea ha già messo in campo una valanga senza precedenti di risorse che consentirà al governo italiano di emettere montagne di titoli di stato ad interessi stracciati, in un mercato anestetizzato. Ergo la solidarietà europea incondizionata si è già estrinsecata attraverso il bilancio della Bce. l'Italia ha potuto varare una manovra di stabilizzazione immediata e si accinge a programmare un ulteriore intervento espansivo solo e soltanto perché il sistema paese Italia beneficia a piene mani della credibilità e della solidità di Germania e paesi con i conti pubblici in ordine.

Se l'Italia non fosse parte dell'euro area, in questo momento drammatico, invece di poter spendere fondi pubblici cospicui, il governo avrebbe dovuto mettere in piedi urgentemente manovre di austerità di magnitudine mai sperimentata in tempo di pace. Solo menti estremamente labili possono partorire l'idea che il Tesoro della Repubblica Italiana avrebbe potuto pagare i ventilatori e le apparecchiature medicali indispensabili per salvare vite umane con una lira deprezzata almeno del 50% mentre l'economia veniva quasi completamente bloccata.

Purtroppo qualsiasi ammontare di trasferimenti non basta mai per una classe politica abituata a considerare l'irresponsabilità come virtù e i vincoli di bilancio come un irritante prurito.

Ma nonostante i vagheggiamenti anche questa volta i questuanti mangeranno granito, efficace locuzione a cui ricorrono in Germania per indicare l'esito di imprese disperate. Nei paesi dove l'aritmetica non è un'opinione, nessun governo, nessun partito, nessuno statista sopravviverebbe politicamente se acconsentisse al saccheggio delle risorse comuni. Tutta la classe politica tedesca è convinta che sia necessario accordare un sostegno all'Italia in questo frangente terribile. Tuttavia ciò non implica che verranno firmati assegni cabriolet senza condizioni per alimentare una macchina degli sprechi in piena attività (tranne brevi periodi) da oltre 60 anni. In ogni caso i fondi del Mes costituiscono un prestito (magari con zero interessi), non sono risparmi accumulati e tenuti in qualche fantomatica cassaforte come viene falsamente argomentato. Quindi un giorno o l'altro andranno ripagati.

In sintesi, esiste un consenso europeo per assegnare ad alcuni paesi deboli come l'Italia risorse più sostanziose, ma con una destinazione precisa e sotto il controllo dell'Europa (come avviene per i fondi strutturali) secondo quanto stabilito nei Trattati, sottoscritti da tutti i paesi e votati da tutti i Parlamenti. Inoltre non è solo l'Italia a scontrarsi con l'incubo Covid-19. La Spagna ed altri paesi potrebbero trovarsi in emergenze e ristrettezze addirittura più gravi. E tutti (non esclusa la Germania) il Day After avranno mastodontiche esigenze di cassa, per cui nessuno si svena per un paese che crede di imporre ricatti.

In Germania le autorità stimano che dopo l'epidemia arriveranno tempi durissimi (si ipotizza un crollo del Pil fino al 20%). Peraltro la Corte Costituzionale tedesca ha stabilito in una sentenza storica che la Germania non può concorrere a trasferire risorse all'estero senza controlli, perché costituirebbe un esproprio delle risorse pubbliche.

Insomma il mandato politico ai tavoli europei prevede che si possa discutere di risorse anche cospicue, ma l'assenza di impegni verificabili entro scadenze precise è pura fantasia, o propaganda di infima lega.

Anche l'ipotesi Coronavirus bond appare un cavallo di Pomigliano per violare subdolamente la cinta muraria posta di difesa del rigore. Al massimo per placare le strida e concedere una vittoria simbolica potrebbe ipotizzarsi un'emissione limitata per finanziare spese sanitarie strettamente legate alla cura dei contagiati. Ma nulla che lasci presagire la pioggia di helicopter money.

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