Emergenza sanitaria

L’outlet di Valmontone diventa hub vaccinale, Otb offre spazi ad hoc

Si moltiplicano le iniziative per accelerare la campagna di immunizzazione di dipendenti e abitanti dei territori dove operano aziende e gruppi – Nel centro alle porte di Roma in otto mesi si arriverà a 780mila somministrazioni

di Redazione Moda

4' di lettura

Aumentano di giorno in giorno le aziende della filiera del tessile-moda che aderiscono alla possibilità di organizzare centri vaccinali al servizio dei proprio dipendenti, dei loro familiari e delle comunità dei territori dove operano. Due i casi più recenti, l’outlet Valmontone e il gruppo Otb di Renzo Rosso, che affiancano analoghe iniziative di protagonisti del settore, da Giorgio Armani a Prada, passando per i gruppi francesi Kering e Lvmh per tutte le sedi italiane, ai quali si aggiungono, solo per fare qualche altro nome, Ovs e Damiani.

Il drive-in operativo in Lazio dal 19 aprile

Partirà lunedì prossimo, 19 aprile, il più grande centro vaccini drive-in del Lazio e il più ampio mai progettato, fino ad ora, in Italia con la capacità di somministrare, a pieno regime, fino a 3mila dosi al giorno, grazie alla trasformazione di un’area di 20mila metri quadri all’interno di una zona parking di Valmontone Outlet (foto in alto). «Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’assessorato alla Salute del Lazio, la Asl Roma 5 e l’Outlet di Valmontone – ha spiegato Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale Asl Roma 5 –. La collaborazione ha coinvolto sia la proprietà dell’outlet, Dws Group, sia Promos, la società che si occupa della commercializzazione e gestione della struttura) che, oltre ad offrire lo spazio sul quale sarà costruito il centro vaccinale, stanno investendo i fondi necessari per le spese di realizzazione e allestimento».

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L’esempio americano: drive-in anziché walk-in

Realizzato partendo dai modelli di successo già attivi negli Stati Uniti, il drive-in di Valmontone consente - rispetto alla modalità walk-in - una maggiore rapidità nell’afflusso e nel deflusso degli utenti e, più in generale, di tutte le operazioni vaccinali, traducendosi in numeri molto più elevati, seppur a parità di risorse impiegate e di sicurezza per utenti e operatori. L’isola vaccinale sarà il fulcro su cui si fonderà lo schema innovativo del nuovo centro vaccini: una micro struttura, composta da un container posizionato sotto una tensostruttura, dove due infermieri provvederanno alla vaccinazione simultanea di 4 auto in meno di 25 minuti, 7 giorni su 7, dalle ore 9 alle 19.

Gestione automatizzata

Il personale di accettazione, con l’aiuto di un sofisticato software che controllerà l’effettiva prenotazione e la corretta compilazione della modulistica, smisterà le auto in arrivo e le indirizzerà dal personale volontario verso il “punto di osservazione” dove saranno monitorate le condizioni dei passeggeri, senza farli scendere dall’auto, prima di procedere con la somministrazione del vaccino.Oltre 65 i professionisti impiegati tra cui 19 medici, 30 infermieri e 16 operatori sanitari, che eserciteranno nell’area, sia nelle postazioni di primo soccorso e prima assistenza, sia nelle 7 le isole previste - di cui una “rossa” (una struttura medicalizzata destinata all’accoglienza dei pazienti che presentano reazioni critiche) - che saranno in grado di gestire un flusso di 26 auto in contemporanea, arrivando ad effettuare oltre 250 somministrazioni all’ora per un totale di circa 2/3mila persone vaccinate al giorno. Dall’accettazione al check-out, senza mai scendere dall’auto, e in totale sicurezza, il centro potrà arrivare a coprire, negli 8 mesi di esercizio, oltre 740mila pazienti.

Le inziative di Renzo Rosso con Otb e Otb Foundation

La Fondazione Otb, creata da Renzo Rosso con la sua holding Otb, ha confermato la collaborazione iniziata a inizio pandemia con la direzione dell’Ulss 7 Pedemontana per sistemare i locali della nuova sede di vaccinazione a Bassano Del Grappa (Vicenza), il cui potenziale bacino di utenza supera le 100mila persone. Come altre aziende del settore, anche il gruppo Otb ha messo a disposizione propri locali per l’allestimento di centri vaccini per la popolazione e ha predisposto un piano vaccinazioni, con adesione su base volontaria, per i suoi oltre 2mila dipendenti italiani.

Non solo vaccini

Dall’inizio della pandemia, il gruppo e la Fondazione hanno lavorato per supportare il personale medico, le persone affette dal virus, e la popolazione con iniziative concrete di diverso tipo. Molte di queste hanno visto la partecipazione attiva dei dipendenti di OTB. «L’esempio più recente è l’alto numero di adesioni volontarie alla richiesta di supporto alle operazioni di vaccinazione organizzate dalle aziende sanitarie del territorio – si legge in una nota ufficiale –. Così come ha visto una calorosa partecipazione l’iniziativa di raccolta di pacchi spesa di prima necessità e abiti di seconda mano da donare a famiglie in difficoltà, progetti che Otb Foundation ha attivato nei primi mesi dell’emergenza. Nel difficile anno passato, il gruppo ha assicurato la più rapida ripresa delle attività dei dipendenti grazie a un adeguamento delle strutture alle nuove normative imposte dalla pandemia, ad esempio per la riapertura dell’asilo aziendale».

Protocolli di sicurezza aziendali

Il Brave Garden è stato tra i primi a riaprire in Veneto dopo il lockdown, essendosi dotato di attrezzature specializzate come termoscanner e purificatori d’aria, doppi armadietti per i bambini, e avendo ampliato il suo organico per suddividere le classi e facilitare il rientro a scuola. Durante la pandemia, la Fondazione ha donato quasi un milione di dispositivi di protezione individuale e attrezzature specializzate a oltre 100 strutture tra ospedali, case per anziani e associazioni di diversa natura in tutta Italia. Ha finanziato i lavori di conversione di reparti ospedalieri in aree Covid, e sostenuto le spese di positivi asintomatici in isolamento fiduciario fuori casa grazie a strutture alberghiere che hanno contribuito a liberare posti negli ospedali.

Aiuti concreti per l’emergenza economica

La Fondazione ha inoltre fornito beni alimentari di prima necessità e prodotti farmaceutici a molte famiglie alle prese con seri problemi economici, anche attraverso il sostegno a empori solidali già operativi e altri che sta aiutando ad aprire. A seguito del perdurare della chiusura delle scuole e con l’obiettivo di garantire a più studenti possibile l’accesso alla didattica a distanza, la Fondazione ha donato centinaia di tablet a istituti di tutto il Paese. «Sono particolarmente orgoglioso di come Otb e la nostra Fondazione abbiano reagito tempestivamente a un evento imprevisto e dirompente come questo virus – ha commentato Renzo Rosso –. Abbiamo dimostrato non solo di essere un gruppo solido e ben gestito, ma anche di condividere un forte senso di responsabilità e solidarietà sociale a tutti i livelli dell’organizzazione, e valori e obiettivi comuni che vanno oltre quelli economici».

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