l’annuncio di nancy pelosi

Scandalo Ucraina, al via inchiesta per impeachment contro Trump

Sotto accusa per la registrazione di una telefonata, avvenuta il 25 luglio con Zelenskiy, nuovo presidente ucraino: Trump avrebbe minacciato la sospensione di aiuti militari se Zelenskiy non avesse ordinato un’inchiesta su Joe Biden, ex vicepresidente con Barack Obama e ora candidato democratico nella corsa alla Casa Bianca

di Antonella Scott


'La promessa di Trump all'Ucraina, per azzoppare Biden'

3' di lettura

Dal Russiagate al Kievgate, questa volta sarà fatale per Donald Trump? Nancy Pelosi, la speaker democratica alla Camera dei Rappresentanti, ha annunciato l’avvio di un’indagine per una possibile apertura di un procedimento di impeachment da parte del Congresso contro il presidente in carica, affermando che le azioni dell’amministrazione Trump danneggiano la sicurezza nazionale e «hanno violato la costituzione». Anche senza aspettare la diffusione del testo della telefonata al centro dello scandalo, promessa da Trump per mercoledì. In parallelo, lo scandalo scuote i primi passi della presidenza Volodymyr Zelenskiy, eletto dagli ucraini soprattutto in nome della guerra alla corruzione.

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Nancy Pelosi è sempre stata finora molto cauta sul fronte dell’impeachment. Molto dipenderà dalla registrazione di una telefonata fatale, avvenuta il 25 luglio scorso fra Trump e Zelenskiy, il nuovo presidente ucraino. Che Trump avrebbe minacciato con la sospensione di aiuti militari americani all’Ucraina, per un valore di 391 milioni di dollari e già approvati dal Congresso Usa, se Zelenskiy non avesse ordinato un’inchiesta per incastrare Joe Biden, ex vicepresidente di Barack Obama e ora rivale democratico nella corsa alla Casa Bianca, e il figlio Hunter.

Martedì sera Trump ha detto in un tweet di aver dato ordine all’amministrazione di rilasciare la trascrizione «completa, senza censure o ritocchi» della chiamata. Verrà diffusa mercoledì per dimostrare, è sicuro Trump, che la telefonata è stata «assolutamente appropriata», e che dimostrerà l’assenza di alcuna pressione e di alcuno scambio “aiuti in cambio di inchieste”.

Una trama imprevista: l’ex attore e ora presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, in basso a sinistra, ascolta l’intervento di Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York

Le accuse all’Europa

A New York, dove sia Trump che Zelenskiy stanno seguendo i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Trump ha negato le pressioni sul leader ucraino. «Non gli ho chiesto» di indagare sui Biden, ha detto ai giornalisti. La risposta a ogni interrogativo sta nel transcript della telefonata del 25 luglio, segnalata da un funzionario dell’intelligence americana non ancora identificato. Una settimana prima, ha rivelato il Washington Post, Trump aveva dato ordine al responsabile ad interim dell’amministrazione, Mick Mulvaney, di fermare gli aiuti a Kiev. Il Congresso sta indagando sulle motivazioni di Trump, sospettando che l’obiettivo fosse danneggiare il rivale, servendosi di risorse pubbliche. Anche se all’Onu il presidente americano ha dato una spiegazione diversa: la sospensione degli aiuti, ha detto, era un modo per scuotere i Paesi europei e indurli a contribuire di più nel sostegno all’Ucraina. «Siamo noi a mettere la maggior parte dei soldi, e mi chiedo perché», ha detto Trump.

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Ombre sul procuratore generale

Il presidente poi è ripartito all’attacco di Biden, «lui e suo figlio sono corrotti». L’inchiesta che Trump vorrebbe vedere aprire riguarda le pressioni che Biden, nel gennaio 2016, avrebbe esercitato a sua volta sull’allora presidente ucraino, Petro Poroshenko, per bloccare inchieste su Burisma, una compagnia di gas nel cui board siede Hunter Biden. Il padre avrebbe preteso la testa del procuratore generale di allora, Viktor Shokin, in modo da bloccare un’inchiesta su Burisma. Ma di questo, dicono gli inquirenti ucraini, non esistono prove. Mentre Shokin, rimosso effettivamente nel marzo 2016, era nel mirino di riformatori ucraini, Fondo monetario internazionale, Usa e Ue. Per i sospetti di corruzione.

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