femminismo usa e nuovi linguaggi

L’uguaglianza di genere si discute da Playboy

Le principali esponenti del femminismo artistico americano come Merilyn Minter, Xaviera Simmons e Natalie White discutono con il critico d'arte Jerry Saltz di arte, sesso e nuovo emendamento sull'uguaglianza di genere nella sede di Playboy di New York

di Giuditta Giardini


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3' di lettura

Per tutto il XX secolo, dalle suffragette, passando per Virginia Woolf, poi Simone de Beauvoir, le cosiddette femministe hanno coniugato analisi politiche ed economiche con la critica delle strutture culturali e la produzione artistica. Ragionando sulle parole della de Beauvoir, nella seconda metà del XX secolo, le donne si sono confrontate con il fatto che il “mondo come volontà e rappresentazione” fosse unicamente il prodotto della mente e della visione maschile. Questo pensiero ha ispirato la produzione artistica della fine degli anni ’70 quando le (ancora) poche artiste in campo hanno tratteggiato i canoni di un'estetica - per la prima volta - femminile.

Natalie White, Lady Liberty, 2016 (Courtesy The Artist)

Le artefici di questo appropriarsi del corpo e della visione femminile hanno affrontato gli stessi ostacoli che Robert Mapplethorpe ha incontrato facendosi portavoce dell'omosessualità nell'arte (in mostra “ Implicit Tensions: Mapplethorpe Now ” al Guggenheim di New York fino a fine anno). Sulla promettente scia della sessualità latente dei fiori dischiusi di Georgia O’Keefe (auction turnover: 66.666.700 $) e del “Dinner Party” per sole donne di Judy Chicago (“Study for Fresno Fan” è stato battuto da Sotheby’s a giungo 2019 per 50.000 $), le paladine del femminismo artistico americano odierno celebrano la vulnerabilità e l'imperfezione del corpo femminile.

Davanti ad un pubblico ristretto di poche decine di spettatori nella Playhouse di Playboy di Soho, Manhattan, la scorsa settimana, il premio Pulitzer 2018 e critico d'arte, Jerry Saltz, ha raccolto le testimonianze delle artiste Marilyn Minter, Xaviera Simmons e Natalie White sul ruolo della donna nella produzione artistica contemporanea e l'importanza del punto di vista femminile (“female gaze”). Ora che dietro le macchine fotografiche di Playboy ci sono quasi più donne che uomini e anche l’editore capo (Liz Suman) e il direttore della fotografia sono donne inevitabilmente cambia la percezione dell’altra metà del cielo tra le pagine della rivista. La metamorfosi della playmate da oggetto sessuale ad oggetto di venerazione è in atto, ma il risultato non è scontato. Ancora oggi “una donna intelligente, indipendente che crea immagini pornografiche spaventa gli uomini” sostiene l'artista femminista e dichiaratamente anti-Trump, Marilyn Minter (20.000-40.000 $, Christie’s). La Minter è nota per aver rivoluzionato con il suo libro “ Plush “(Fulton Ryder, 2014) commissionato da Playboy e la personale “ Pretty/Dirty “ al Brooklyn Museum l'immaginario artistico femminile “profanando” uno dopo l'altro gli attributi “perfetta, “santa” ed “immacolata” che gli uomini avevano predisposto per le donne. “Mi sono concentrata su quei dettagli del corpo femminile che gli uomini hanno rinnegato nella storia dell'arte, come i peli pubici”. Dietro i vetri appannati delle opere della Minter si vedono peli pubici e peli ascellari, mentre i protagonisti dei primi piani glitterati sono sopracciglia incolte, bugni e unghie sporche.

L’artista afro-americana Xaviera Simmons (20.000-30.000 $, Sotheby's), chiamata così in onore di Xaviera Hollander autrice di “Happy Hooker: my own story”, racconta come il forte liberalismo sessuale di sua madre - con cui è cresciuta – l’abbia aiutata ad abbattere il puritanesimo che la società ha imposto alla sua generazione. Oggi la Simmons è una delle artiste politicamente più impegnate per i diritti delle donne nel panorama americano e assieme alla Minter e a Natalie White sostiene l'approvazione dell'Equal Rights Amendment (proposta di legge per la riforma della costituzione americana che introduce il principio di parità dei diritti uomo-donna). L'artista e modella, Natalie White, già famosa per aver posato per George Condo (“Nude and Forms” ha realizzato 5,2 milioni di $ da Christie's nel maggio 2018), Michael Dweck e Peter Beard, da qualche anno lavora soltanto per sé stessa. I suoi auto-ritratti sono venduti a 5.000 $ l’uno. Tra le varie iniziative in supporto all'emendamento, la White gestisce una pagina dedicata alla riforma “ Natalie White for Equal Rights ” e di recente ha posato per Playboy con solo una bandiera americana addosso.

L’appello che le esponenti del femminismo artistico lanciano è rivolto alle nuove generazioni di donne: «Dovremmo essere meno competitive e supportarci a vicenda», spiega Natalie White. Marilyn Minter racconta quanto sia stato difficile negli anni accettare la bravura delle sue colleghe. Il motivo? «Ancora oggi in America (ma non solo) se c'è un tavolo per dieci persone il posto per le donne è uno su dieci». Con la riforma della Costituzione americana si cerca di cambiare la logica dei posti, ma la mentalità delle donne deve essere ugualmente educata. «Ho imparato che per esorcizzare la paura che qualcuna prenda il mio posto – spiega la Minter - devo affrontarla e dirle “amo il tuo lavoro” e la paura passa».

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