IL NEGOZIATO

M5S-Pd, Conte al lavoro sul programma. Oggi vertice con Di Maio e Zingaretti. Grillo: occasione unica

Ieri mattina incontro tra il presidente della Repubblica e il premier incaricato, dopo che l’ultimatum di Di Maio aveva congelato la trattativa per la nascita di un esecutivo giallo rosso. Dopo il vertice a Palazzo Chigi la strada della trattativa sembra tornata in discesa. Delrio (Pd) e D’Uva (M5S): fatti passi avanti. Conte farà la sintesi. Oggi vertice premier incaricato-Zingaretti-Di Maio. Grillo benedice l’intesa: occasione unica


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5' di lettura

Con il vertice a Palazzo Chigi tra la delegazione pentastellata, quella del Pd e il premier incaricato il dialogo per dar vita al nuovo governo è ripartito. L’ultimatum lanciato venerdì dal leader politico dei Cinque Stelle Luigi Di Maio nella Sala della Regina dopo il colloquio con Conte aveva congelato la trattativa per la formazione di un nuovo esecutivo giallorosso. Tanto che ieri mattina Giuseppe Conte era salito al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi invece il premier incaricato dovrebbe incontrare il segretario Dem Nicola Zingaretti e Di Maio che nel pomeriggio di sabato ha riunito lo stato maggiore del Movimento per fare il punto sulla situazione. Anche Beppe Grillo benedice l’intesa: occasione unica.

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Negoziati sull'ottovolante
Dunque dopo il gelo, il disgelo. La trattativa ha ripreso quota all'esito di uno stallo di parecchie ore, dovuto alle parole pronunciate da Di Maio al termine del colloquio con il premier incaricato. Al termine del faccia a faccia tra Conte e il Capo dello Stato Sergio Mattarella erano persino circolati in ambienti parlamentari della maggioranza timori che il premier stesse anche ipotizzando la possibilità di rinunciare al mandato conferito dal presidente della Repubblica. Ma dopo il vertice a palazzo Chigi la strada della trattativa è apparsa in discesa.

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Vertice a Palazzo Chigi, progressi sui contenuti
Al vertice di tre ore a Palazzo Chigi hanno partecipato oltre a Conte, i capigruppo di M5S Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e quelli del Pd Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Aperturista la linea espressa da entrambe le delegazioni. «Abbiamo fatto ulteriori passi avanti, e il presidente si incaricherà di fare una sintesi quasi definitiva», è stato il commento di Delrio. «Sul fronte politico - aggiunge Marcucci - c'è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga da qui a breve, ma non era sul tavolo» dell'incontro di Palazzo Chigi. Fonti pentastellate fanno sapere che nel negoziato il M5S ha ottenuto lo stop a nuovi inceneritori, lo stop a nuove concessioni sulle trivelle, la revisione delle concessioni autostradali, il taglio parlamentari nel primo calendario utile alla Camera, lotta all'immigrazione clandestina alla criminalità e all'evasione fiscale.

Specularmente, da parte del Pd vengono rivendicati i propri punti passati nel confronto con il potenziali alleato. A partire dal taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, da una nuova legge sull'immigrazione, dal blocco dell'aumento dell'Iva e dallo sblocco immediato delle infrastrutture.

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D’Uva: andiamo avanti, accordo? Prima possibile
«Abbiamo parlato di programmi e del documento che abbiamo già condiviso per vedere se si può andare incontro alle istanze di tutte le forze politiche interessate. Si sta lavorando per andare avanti. I tempi? Il prima possibile», afferma il capogruppo del M5S alla Camera Francesco D'Uva, all’uscita dall’incontro. Quanto poi al dibattito interno al Movimento dopo le dichiarazioni di Di Maio, il pentastellato è rassicurante. «Non mi risultano mal di pancia» nel M5S, «è chiaro che stiamo tenendo il punto sul programma, sull’agenda politica».

Intanto il leader della Lega Matteo Salvini manda un messaggio al presidente della Repubblica. «Presidente Mattarella, basta, metta fine a questo vergognoso mercato delle poltrone - si legge in una dichiarazione dell’ex vicepremier -, convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani». E tuona contro il "governo-truffa". «Dal Pd, che è il partito dei poteri forti, non ci aspettiamo nulla. Per i 5stelle, che è un partito entrato in Parlamento per rivoluzionare, cambiare e ribaltare, sedersi al tavolo con Renzi e Prodi è una fine triste».

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A Conte i contributi programmatici di LeU
Caustico in un tweet il senatore di LeU Pietro Grasso. «Da giorni le interlocuzioni sul programma del #Governodisvolta sono esclusivamente tra Pd e M5S. A questo si aggiungono le ultime polemiche, e i dubbi aumentano. Evidentemente l'intenzione è fare da soli, sia al governo che in Senato: altro che svolta! Auguri e buon lavoro!». Ma Palazzo Chigi prova a stemperare in vista di nuovi incontri. Il premier «ha ricevuto da LeU un documento contenente i loro contributi programmatici. Il documento è stato distribuito alle delegazioni presenti nell'incontro di oggi a Chigi».

Nuova mediazione di Conte
A Conte è spettato ancora una volta il compito, non facile, di superare l’impasse, di ricucire dopo lo strappo e far ripartire il negoziato. Dopo le parole di Di Maio, il Pd ha infatti chiesto di finirla con gli ultimatum. «Negli incontri siamo sempre stati costruttivi, ieri i 10 punti sono diventati 20 e si è si è detto o questi o non si fa il governo. A me sembra un ultimatum ed è totalmente inaccettabile che si pongano ultimatum al presidente del Consiglio. Adesso vediamo con che spirito ci si siede a questo tavolo, se con aut aut o volendo discutere per il bene degli italiani». Così Delrio, prima del vertice con Conte e la delegazione pentastellata a Palazzo Chigi. «Vedremo nelle prossime ore le valutazioni che Conte trarrà da questi incontri. È il premier incaricato e ha in mano le chiavi per trovare le soluzioni e proporle agli eventuali alleati di una coalizione», aveva sottolineato il componente della segreteria Pd Roberto Morassut.

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Zingaretti: con governo svolta risparmi fino 15 miliardi
In mattinata Zingaretti ha posto ancora una volta l’accento sulla discontinuità tra l’esecutivo che dovrebbe nascere e quello precedente. «L’apertura di una nuova possibile fase politica e di Governo - ha scritto in un post su Facebook - già ci ha fatto guadagnare 600 milioni di euro. In prospettiva potrebbero essere fino a 15 miliardi. Euro che tornano alle famiglie e alle imprese italiane. Ecco perché continuiamo a chiedere una stagione nuova e un governo di svolta. Per un Italia che scommette sul lavoro, l’ambiente, la scuola e la ricerca, gli investimenti pubblici e privati».

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La Lega osserva e incita alla piazza
La Lega assiste alla difficile trattativa tra gli ex alleati al governo e i Dem. Il governatore del Veneto Luca Zaia, intervenuto ieri sera alla festa del Carroccio a Conselve, in provincia di Padova, incita il popolo leghista a «a fare la rivoluzione». Oggi ha chiarito: conosco solo la rivoluzione della democrazia. «Chi mi conosce - ha detto - sa che quando parlo di rivoluzione io intendo la rivoluzione della democrazia, quel cambiamento, anche epocale, che viene dalla forza delle idee e dall’impegno politico. Se qualcuno pensa che io mi possa riferire alla iconografia e alla pratica della rivoluzione violenta e cruenta, o non conosce la mia storia politica, o è in malafede».

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