Il miracolo del Rione Sanità: la bellezza sotterranea di Napoli vista con i ragazzi della Paranza

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L’ultimo guantaio e i ventraiuoli


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“Ventraiuoli” (foto di Enrico Caracciolo)

Il quartiere sprizza napoletanità da tutti i pori: Omega è un antico laboratorio di guantai. L'ultimo rimasto. Alberto Squillace ha imparato il mestiere dal padre Mauro. E ora taglia e cuce guanti di pelle come al tempo dei Borboni. Lo fa in un palazzetto di 4 piani, per Dior, Chanel, Moschino, Yves Saint Laurent: 30mila paia l'anno. Negli ultimi anni i visitatori del Rione sono quintuplicati e si è sviluppata un'economia sociale che ha generato e tiene in vita a una rete di piccole cooperative e artigiani. Anche il commercio ne trae benefici. La pizza è un'attrattiva: quella da star, di Ciro Oliva, quella tradizionale di Concettina ai tre Santi (sant'Alfonso, Sant'Anna e San Vincenzo), quella soave di Francesco Rej, della Taverna di Totò. E così il fiocco di neve della Pasticceria Poppella: soffice pan brioche farcito con crema chantilly e ricotta. E fanno colore gli ambulanti del mercato di piazza dei Vergini (nell'antica Grecia i Vergini erano gli Eunostidi, uomini votati alla castità, devoti ad Eunosto, dio della temperanza), i “ventraiuoli” con le frattaglie e i “cuoppi” fragranti, pieni di ogni frittura.

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