Innovazione

L’umanoide ICub prende il volo, il nuovo robot è come Iron man

Quattro turbine per staccarsi dal suolo: a primavera cominceranno i primi test. In Val Polcevera sotto la guida dell’Iit una nuova area con laboratori per le collaborazioni industriali

di Raoul de Forcade

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 A fianco, quattro turbine consentiranno al robot umanoide iCub di volare. Sarà la macchina stessa a coordinarle automaticamente mentre sarà guidata a distanza da terra. Sopra, l’esoscheletro che permette di alzare pesi senza sforzare la schiena

4' di lettura

«Stiamo facendo Iron man con la robotica». Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, sintetizza così, con efficacia, le nuove frontiere del mondo dei robot. Frontiere che vedono iCub, la piattaforma umanoide più diffusa al mondo (ne esistono più di 40), che si allena per volare con quattro turbine agganciate al corpo, molto simili al sistema utilizzato, per alzarsi in volo, dal supereroe della Marvel. Ma già a portata di mano c’è anche l’esocheletro che permette a un uomo di alzare senza sforzo grossi pesi, proprio quel che l’armatura di Iron man consente di fare al suo inventore, Tony Stark. Insomma, il futuro della robotica italiana ha basi solide in Liguria, anche se probabilmente più sotto il profilo della ricerca, anche applicata all’industria, che non dal punto di vista delle aziende che producono robot, ancora in numero esiguo.

A incrementare il numero di queste ultime, peraltro, intende contribuire il progetto di Iit per la creazione di una robot valley in Val Polcevera che, partito nel 2019, si sta lentamente (a causa dei problemi creati dall’emergenza Covid) sviluppando. «Grazie a un accordo con Filse (la finanziaria della Regione Liguria, ndr) – spiega Metta - abbiamo appena aperto un nuovo spazio all’interno del Bic (il Business innovation center ligure, ndr) in Val Polcevera. Ci hanno consegnato un primo spazio da poco e inizialmente avremo a diposizione 1.500 metri quadrati. Ma stiamo già pensando di espanderci. Stiamo infatti ragionando sull’ aprire un’area dedicata alle startup: intendiamo avere al Bic tutti i laboratori per le collaborazioni industriali di robotica. E stiamo procedendo per portare lì i competence center (quello a guida toscana coordinato dal Sant’Anna di Pisa e quello ligure a guida Cnr, ndr) nonché il digital innovation hub, uno degli strumenti con cui l’Ue finanzia la connessione tra impresa e ricerca. Vorremmo organizzare un network tra i competence center e Liguria digitale (l’azienda di Ict della Regione, ndr) che diventerà il seme della robot valley. In Val Polcevera, peraltro, operano anche Ansaldo Energia e Leonardo, nostri partner in diversi progetti».

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2021-02-26 16:17:07 ILSOLE24ORE REGIONALI 9

Con la prima, prosegue Metta, «stiamo lavorando su robot che consentono di fare ispezioni alle turbine senza raffreddare completamente le macchine, in modo da risparmiare tempo, e arrivando in aree che, per un uomo, sarebbero raggiungibili solo smontando il macchinario. Con Leonardo, invece, abbiamo un joint lab con cui facciamo robot teleoperati da mandare in situazioni pericolose. Ma stiamo guardando anche al settore aerospace, per realizzare componenti di aerei in modo semiautomatizzato con i robot». Collaborazioni sono in atto anche con l’azienda biomedicale Esaote, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, con il gruppo Danieli e con la startup Movendo, nata proprio da Iit (si vedano i due articoli in questa pagina). Con la tecnologia di Iit, in collaborazione col gruppo bresciano Camozzi, sono nati anche i robot per il controllo infrastrutturale e la pulizia dei pannelli solari del nuovo ponte di Genova San Giorgio.

Nel settore della robotica, all’Iit operano circa 350 persone che arrivano a quasi 450 se si aggiunge anche il comparto dell’intelligenza artificiale. Tra i progetti più stimolanti di cui si è occupata parte di questa forza lavoro c’è la robotica umanoide. «Stiamo lavorando – dice Metta – a un robot volante. Abbiamo agganciato quattro turbine, in grado di sollevare 120 chili, ad iCub e cominciato le prove. Abbiamo iniziato a utilizzarlo agganciato a una struttura e non abbiamo potuto ancora fare i test di volo a causa del maltempo. Ma i primi partiranno in primavera. L’idea è di creare un robot che faccia grandi balzi, di fatto voli come quelli di Iron man, e che possa essere impiegato, ad esempio, nel raggiungere luoghi in cui sono avvenuti disastri, per fare operazioni come spegnere valvole e manipolare oggetti. Ma si può usare il volo anche per far arrivare sul luogo un veicolo che possa caricare persone e portarle lontano dal pericolo». Altra applicazione interessante della robotica umanoide, sottolinea Metta, deriva dalla collaborazione tra l’Iit e l’Inail: «Stiamo sperimentando un esoscheletro che, indossato, permette a un uomo di alzare pesi salvaguardando la schiena dallo sforzo. Ed è in progettazione, sempre con Inail, anche un esoscheletro completo. Inoltre stiamo cercando di arrivare alla produzione industriale per la protesi della mano di derivazione robotica, certificata Ce, che abbiamo messo a punto. Inail ha lanciato un bando per cercare un’azienda che faccia l’ingegneria di produzione e poi la metta sul mercato».

Un ulteriore utilizzo dei robot umanoidi è nel campo dell’autismo. «Stiamo usando iCub – conclude Metta – per supportare l’apprendimento dei bambini autistici presso il Don Orione di Genova. Ci siamo accorti che l’interazione con il robot, che tra l’altro ha l’aspetto di un bimbo, funziona: stimola i ragazzi affetti da autismo abbastanza da consentire loro di seguire un programma di insegnamento e non li spaventa come a volte succede, invece, con l’interazione con gli adulti umani».

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