Geopolitica

L’Unione Europea rilancia i rapporti con l’India e “congela” quelli con la Cina

Bruxelles ha ribadito che intende sospendere i suoi sforzi in vista di una rapida ratifica del recente accordo sugli investimenti con la Cina

dal nostro corrispondente Beda Romano

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen - Epa

3' di lettura

BRUXELLES – In un momento di rimescolamento delle carte sulla scena internazionale, l'Unione europea intende rilanciare il suo rapporto con l'India. In un vertice bilaterale sabato le parti dovrebbero annunciare un atteso ritorno al tavolo delle trattative in vista di un accordo commerciale. Nel frattempo, e la coincidenza non è banale, Bruxelles ha ribadito che intende sospendere i suoi sforzi in vista di una rapida ratifica del recente accordo sugli investimenti con la Cina.

Apertura verso New Delhi

«C'è un chiaro slancio per rafforzare le nostre relazioni strategiche nei campi del commercio, del digitale, del cambiamento climatico e dell'ordine multilaterale – ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen riferendosi all'India –. Sono incoraggiata dalla prospettiva di intensificare le nostre relazioni commerciali e di investimento, approfittando di un enorme potenziale a beneficio delle nostre imprese e dei nostri cittadini».

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Raffreddamento con Pechino

All'apertura verso New Delhi è corrisposta sempre ieri una mezza chiusura nei confronti di Pechino. Riferendosi alla ratifica del recente accordo sugli investimenti da parte del Parlamento europeo, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha spiegato: «Abbiamo per ora (...) sospeso gli sforzi di sensibilizzazione politica da parte della Commissione». L'uomo politico ha ricordato le recenti sanzioni e contro-sanzioni tra Cina ed Europa (si veda Il Sole/24 Ore del 24 marzo). «L'atmosfera non è favorevole alla ratifica dell'accordo», ha ammesso l'ex premier lettone, parlando all'agenzia AFP.

La presa di posizione, già espressa in precedenza, è stata ribadita in un momento in cui l'Unione si appresta a rilanciare il rapporto con l'India. Le parti iniziarono a negoziare un accordo commerciale fin dal 2007. Dopo 16 tornate di trattative inconcludenti, congelarono il negoziato nel 2013. C'era distanza sull'ammontare delle tariffe così come sugli investimenti.

Con l’India negoziato su tre capitoli

Nei giorni scorsi, la signora von der Leyen ha parlato al telefono con il primo ministro Narendra Modi, lasciando intendere che il rilancio delle trattative è ormai a portata di mano. Oggi un canovaccio della dichiarazione da pubblicare sabato dovrebbe essere fatto proprio dai Ventisette a livello diplomatico. Vi si legge: «Abbiamo concordato di riprendere i negoziati per un accordo commerciale equilibrato, ambizioso, completo e reciprocamente vantaggioso». Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, il negoziato dovrebbe riguardare tre capitoli: il commercio, gli investimenti e la tutela delle indicazioni geografiche. «Gli indiani non sono partner facili. Possono essere molto protezionistici. L'annuncio di sabato sarà solo il punto di partenza di un lungo iter», osserva una funzionaria comunitaria.

Non per altro nella bozza di dichiarazione si considera “imperativo” risolvere le questioni di accesso al mercato. Spiega Sunil Prasad, il segretario generale della Camera di commercio euro-indiana qui a Bruxelles: «I fattori dietro a questo riavvicinamento da parte indiana sono numerosi. Certamente, vi è la pandemia: l'economia è devastata e deve trovare nuovi motori. Non dimentichiamo poi che New Delhi non partecipa alla nuova iniziativa commerciale cinese, il Partenariato regionale economico globale (noto con l'acronimo inglese RCEP, ndr). C'è il desiderio di avere una sponda a Ovest».

Ricerca di una sponda ad ovest

Il RCEP raggruppa dieci paesi asiatici: oltre alla Cina, anche il Giappone, l'Australia e la Nuova Zelanda. L'intesa è ritenuta da molti osservatori lo strumento cinese per dirigere la regione. In questo senso, un accordo euro-indiano fa comodo ad entrambi nel loro rapporto con Pechino. Peraltro, c'è spazio di crescita nelle relazioni economiche. L'interscambio di merci era poco più di 60 miliardi di euro nel 2020 - quello UE-Cina era pari a poco meno di 585 miliardi di euro.Numerosi settori europei avrebbero da beneficiare da un accordo con New Delhi. Le auto e il vino sono oberati attualmente da tariffe elevatissime, del 100 e 150% rispettivamente, mentre gli appalti pubblici sono chiusi agli europei. A conferma del rinnovato interesse per il mercato indiano (1,3 miliardi di persone), proprio ieri Londra e New Delhi hanno annunciato che negozieranno per parte loro un accordo di libero scambio.

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