ECONOMIA CIRCOLARE

Dagli scarti delle mele un gel per l’industria alimentare

L’Università di Bolzano avvia progetto per realizzare l’oleogel dal potente effetto antiossidante utilizzabile per composti alimentari, pet food e come base naturale per la cosmesi

di Giambattista Marchetto

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Il prof. Matteo Scampicchio

L’Università di Bolzano avvia progetto per realizzare l’oleogel dal potente effetto antiossidante utilizzabile per composti alimentari, pet food e come base naturale per la cosmesi


2' di lettura

L'economia circolare “riscopre” gli effetti antiossidante degli scarti della lavorazione delle mele che, grazie al primo brevetto nato all'Università di Bolzano, possono sostituire alcuni ingredienti di sintesi nell'industria alimentare e cosmetica. Nei laboratori di scienze e tecnologie alimentari al Parco Tecnologico NOI del capoluogo altoatesino, i ricercatori del team guidato dal prof. Matteo Scampicchio hanno infatti estratto dagli scarti una cera con un potente effetto antiossidante. Dalla cera si estrae un oleogel che potrebbe essere usato come ingrediente per la produzione di composti alimentari, pet food e pure come base naturale per la cosmesi.

Scoperta nata per caso

Come in occasioni di precedenti ricerche e scoperte, Scampicchio e il suo team di ricercatori sono riusciti a estrarre valore dai residui delle lavorazioni di prodotti del territorio che altrimenti andrebbero smaltiti, con un costo per le aziende. Infatti, il punto di partenza di questa scoperta sono state le bucce delle mele, rimaste come residui di lavorazione delle industrie altoatesine di trasformazione alimentare.«Il brevetto, come spesso accade, nasce come frutto del caso - ammette Scampicchio –. Le nostre ricerche sono orientate ad estrarre valore dai residui delle lavorazioni di prodotti del territorio che altrimenti andrebbero smaltiti e le mele altoatesine sono un esempio classico. Il gruppo di ricerca stava verificando come estrarre polifenoli antiossidanti dalle bucce di mele per mezzo di CO2 supercritica, ma nel cilindro dei macchinari utilizzati si rinvenivano delle cere che lo ostruivano. Le abbiamo analizzate e abbiamo capito che quel materiale aveva delle potenzialità notevoli».

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Oleogel al posto della chimica

I ricercatori hanno analizzato il deposito e poi, miscelandolo con oli ricchi di acidi grassi insaturi (come l'olio di lino) hanno ottenuto un gel che rallenta i processi di ossidazione e che quindi potrebbe essere molto utile per una produzione di alimenti evitando l'impiego di ingredienti chimici come il BHT (butilidrossitoluene), BHA (butilidrossianisolo). Nell'industria cosmetica potrebbero rimpiazzare, ad esempio, il propilgallato. Nel laboratorio dell’università si è inoltre scoperto che la funzionalità antiossidante degli oleogel prodotti con la cera aumenta in funzione della velocità di raffreddamento della miscela contenente la matrice di acidi grassi insaturi in forma liquida.

Collaborazione con l'industria

Il brevetto italiano si riferisce sia al prodotto ottenuto, l'oleogel, che al procedimento di estrazione “green” per mezzo di CO2 supercritica: l'operazione non prevede infatti l'utilizzo di solventi Il processo di trasferimento tecnologico è iniziato immediatamente. «Abbiamo iniziato a collaborare inizialmente con una grande multinazionale svizzera, ma il rapporto si è interrotto per un problema di volumi minimi - riferisce Scampicchio -. Ora abbiamo un progetto avviato con l'altoatesina Vog Products, che tratta tonnellate di mele ogni mese e dunque ha a disposizione una quantità di scarti enorme. Sono interessati a valorizzarli». Attualmente i ricercatori stanno studiando la possibilità di ricavare l'oleogel anche da prodotti di scarto di cereali, legumi o semi di girasole, ma anche da bucce dell'uva, dai semi delle olive e dai fogli cerei usati dai mielificatori.


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