Arte

«L’Uomo Vitruviano» andrà in mostra al Louvre

Lo ha annunciato in un tweet il ministro Dario Franceschini dopo che il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra

di Stefano Biolchini


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2' di lettura

“Il TAR del Veneto respinge il ricorso e dichiara pienamente legittimo l'operato del @_MiBACT. Ora può partire le grande operazione culturale
italo-francese delle due mostre su Leonardo a Parigi e Raffaello
a Roma”. Lo scrive su twitter il ministro della cultura Dario Franceschini.

“Grazie a tale sentenza ora l'importante disegno di Leonardo potrà uscire dai depositi dove è nascosto ed essere finalmente esposto agli occhi di milioni di visitatori nel più famoso museo del mondo”, ha dichiarato il
presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando l'ordinanza del Tar del Veneto che conferma il prestito dell'Uomo Vitruviano al Louvre.
Un accordo vantaggioso per l'Italia - prosegue Rienzi - che riceverà in cambio due prestigiose opere di Raffaello che andranno ad inserirsi nelle prossime mostre sull'artista organizzate nel nostro paese”.

Codacons si era costituito in giudizio contro il ricorso di Italia Nostra e a difesa dell'operazione del Mibac.

Il ricorso di Italia Nostra contro il prestito dell'Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre “non presenta sufficienti elementi di fondatezza” e il Mibact non è incompetente perché intervenuto “in un momento in cui le
attività istruttorie, concernenti l'individuazione dell'opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse
” e il memorandum tra i ministeri di Italia e Francia “non costituisce di per sé un vincolo per l'azione amministrativa” afferma il Tar del Veneto nell'ordinanza.

Il “carattere identitario” dell'Uomo Vitruviano nell'elenco delle Gallerie dell'Accademia “non è assoluto e non esclude tassativamente l'opera dal
prestito” precisa il Tar nell'ordinanza con cui respinge l'istanza di Italia Nostra contro il prestito. I giudici amministrativi ricordano inoltre che “in passato sono state oggetto di prestito all'estero altre opere” tra cui “La Tempesta” di Giorgione e “Visioni dell'aldilà” di Bosch.

Gli approfondimenti tecnici svolti per il prestito dell'Uomo Vitruviano sono giunti alla conclusione “che le criticità possono considerarsi risolvibili con precise cautele sulla movimentazione, sulla riduzione del numero di giorni di esposizione e con condizioni di illuminamento limitate a 25 lux”. Lo nota il Tar. E ancora, la scelta di consentire l'esposizione ripetuta e ravvicinata nel tempo dell'opera (a Venezia dal 17 aprile al 14 luglio 2019; a Parigi dal 24 ottobre al 14 dicembre), secondo i giudici “potrà eventualmente comportare, per rispettare gli standard di lux/ora cumulabili per anno a cui l'opera può essere esposta, la sottrazione alla visione del pubblico della medesima per un periodo prolungato, per consentirne il riposo al buio”.

“Si è respinto un tentativo di creare un muro a difesa delle opere d'arte e ha vinto una cultura che apre, coinvolge e dialoga” ha poi aggiunto il presidente del Codacons Veneto, Franco Conte, commentando l'ordinanza del Tar che respinge l'istanza contro il prestito dell'Uomo Vitruviano.
“E' stata una causa importante - ha proseguito Conte - non solo per l'opera ma perché ha ribadito che l'arte è importante se è usufruibile, un punto che è stato espresso in udienza anche dall'Avvocatura di Stato. E' la prima volta che viene affrontato questo profilo, cioè la priorità di mettere a disposizione le opere rispetto a seppellirle nei forzieri. Tutto questo
ovviamente previa verifica di tutte le cautele, e i giudici hanno riconosciuto - ha concluso - che vi è sufficiente garanzia per la conservazione dell'opera”.

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