la rinascita di un centro storico

L’urbanizzazione che riscatta: il “modello” Matera per la Calabria

Paolo Verri, direttore di Matera 2019 : «Il centro storico di Cosenza ha uno straordinario potenziale inespresso e nasconde un valore enorme»

di Donata Marrazzo


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Paolo Verri (a sx) con Anna Cipparrone e Walter Pellegrini su Corso Telesio

3' di lettura

Come rinasce un centro storico abbandonato, degradato, “periferizzato”? Come può il nucleo antico (e dimenticato) di una città ritrovare la fisionomia perduta o acquisirne una nuova? Cosenza, ad esempio, può tornare a essere vitale come nel ‘500, «una piccola Wall Street» (la definizione è dello storico dell’architettura Fulvio Terzi), affollata di mercanti che venivano da Genova, Milano, Venezia, Firenze, Napoli per comprare lana, seta e legno? Può ritrovare quel fervore intellettuale che le valse l'appellativo “la dotta” o “l’Atene della Calabria”, con uomini nuovi e filosofi come Bernardino Telesio e Tommaso Campanella? Può ripartire da quell’idea modernissima di promuovere la cultura e le attività ad essa connesse che ispirò Giacomo Mancini, ministro della Repubblica e sindaco della città sul finire del Novecento?

Da Matera a Cosenza, il tour di Paolo Verri
«Il centro storico di Cosenza ha uno straordinario potenziale inespresso e nasconde un valore enorme»: con un tour fra edifici monumentali, archi, vicoli, rampe, “scise” e salite, Paolo Verri, editore, organizzatore culturale, esperto di sviluppo urbano, direttore di Matera 2019 (e del Salone Internazionale del Libro di Torino dal '93 al '97, della Fondazione Atrium per le XX Olimpiadi Invernali di Torino 2006), ha colto lo spirito dei luoghi. E ha concluso che «sì, si può fare». Come è stato per Matera, per il Rione Sanità di Napoli o il Vieux Port di Marsiglia.

Paolo Verri davanti alla croce aurea gemmata (stauroteca del XII sec.) nel Museo Diocesano

Esperimenti di rigenerazione in Calabria
In una regione, poi, in cui già da qualche anno si sperimentano forme di rigenerazione urbana e sociale contro lo spopolamento, come a Vaccarizzo di Montalto Uffugo (con “I live in Vaccarizzo”, progetto nato dall'applicazione della “Teoria U” del Presencing institute del Mit di Boston), a Belmonte (con le iniziative dell'associazione “La Rivoluzione delle seppie” in collaborazione con la London Metropolitan University), e nei borghi antichi di Conflenti, Grimaldi, Martirano Lombardo, Scigliano e Cleto (con valorizzazioni e recuperi curati dallo Iuav di Venezia), sembra del tutto possibile re-immaginare il centro storico di Cosenza.

Panoramica del centro storico di Cosenza dal tiburio del Duomo

Urban Center a Villa Rendano
Franco Pellegrini, direttore della Fondazione Giuliani (intitolata a due imprenditori cosentini di successo del settore dell'arredamento) ha voluto Verri in città: è pronto a realizzare un Urban center nelle stanze della bellissima Villa Rendano, che è sede della fondazione e di “Consentia Itinera”, museo multimediale dedicato alla storia della città, diretto da Anna Cipparrone. È convinto che la risorsa strategica per rinnovare l'immagine di Cosenza sia la cultura. «Ma è il territorio, con i suoi protagonisti, che deve essere disposto a lavorare in maniera nuova – spiega Paolo Verri, nel corso del suo partecipatissimo workshop a Villa Rendano su “Il valore della cultura, centri urbani e sviluppo sostenibile”. Noi forniamo un metodo, poi serve l’impegno collettivo. Rivitalizzare i luoghi è un esercizio democratico, una pratica condivisa, che richiede tutte le forme e i linguaggi del contemporaneo, a partire dal digitale».

Villa Rendano

Fondi per il centro storico
Il momento è quello giusto: su Cosenza (di cui è sindaco da otto anni l’architetto Mario Occhiuto) si concentrano importanti risorse economiche, a cominciare dai 90 milioni di euro deliberati dal Cipe, «per riqualificare il cuore delle città del Sud», come ha detto Franceschini agli inizi del 2018, destinando la stessa quota anche a Taranto, Palermo e Napoli. Ora che il ministro è tornato al Mibact, e dopo che il governo giallo-verde ha inserito i fondi in un contratto istituzionale di sviluppo, si attendono impulsi e indicazioni. Disponibili ulteriori fondi aggiuntivi per decine di milioni di euro. Per la produzione di contenuti culturali a Matera sono stati spesi 48 milioni di euro.

Idee da associazioni e comitati di quartiere
«La città è sensibile, pronta all'impegno civile, e la Fondazione vuole essere il suo punto di riferimento. C'è una grande richiesta di qualità urbana», spiega il direttore del progetto Villa Rendano, l'editore cosentino Walter Pellegrini. Associazioni e comitati di quartiere (“Piazza Piccola”, “Casco”, l'associazione “Prima che tutto crolli”, che ha proposto la legge regionale di iniziativa popolare per la valorizzazione dei centri storici calabresi, in via di approvazione) stanno dando contributi importanti. E così gli ordini professionali - ingegneri, architetti, avvocati - con proposte, studi e progetti. Per tutti però, al primo posto, c'è l'emergenza abitativa.

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Progetto Rock
Per trasportare da subito la città in una dimensione internazionale, il 22 novembre Cosenza si confronterà con Torino, Bologna, Marsiglia e Lisbona: lo anticipa Anna Martina, esperta di comunicazione urbana e territoriale che supporta l'attività della Fondazione Giuliani. Nell'ambito del progetto europeo “Rock - Regeneration and Optimization of Cultural Heritage in Creative and Knowledge cities”, per la pianificazione di azioni di rigenerazione nei centri storici degradati, faranno tappa a Villa Rendano Valentina Campana, direttrice dell'Urban Lab di Torino, Giovanni Ginocchini, direttore della Fondazione Innovazione Urbana di Bologna, il sociologo Roberto Falanga dell'università di Lisbona, l'architetto Frédéric Roustan, dell'Agenzia di pianificazione urbana di Marsiglia.

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