Giuslavoristi

L’uscita dall’emergenza tra smart working, Cig, sicurezza e benefit

Con il calo delle cause i professionisti rafforzano la consulenza alle aziende. I nodi: contratti da aggiornare e possibili risoluzioni dei rapporti

di Valentina Melis e Serena Uccello

3' di lettura

Meno contenzioso e più consulenza nel futuro dei giuslavoristi. Almeno, questa sembra la tendenza che si è consolidata nell’anno della pandemia, complice il blocco dei processi prima, e lo stop ai licenziamenti, poi, dal 17 marzo 2020, che durerà ancora fino al prossimo 30 giugno. Peraltro, le liti di lavoro sono calate costantemente negli ultimi dieci anni. Solo per avere un’idea, le nuove cause arrivate in tribunale in materia di lavoro privato erano oltre 105mila nel 2014 e sono state 66.911 nel 2020 (-36,3%). La stessa tendenza al calo delle cause si registra nel pubblico impiego: -23%nello stesso arco temporale. «Dal giudiziale arriva ormai meno del 50% del nostro fatturato», spiega Franco Toffoletto, managing partner dello studio Toffoletto De Luca Tamajo, fondato nel 1925, che oggi ha nove sedi (Milano, Napoli, Roma, Bergamo, Brescia, Bologna, Genova, Varese, Bari), nelle quali lavorano 27 soci e un centinaio di professionisti. «È probabile che con il venir meno del blocco dei licenziamenti il contenzioso aumenti, ma è la consulenza alle aziende il settore nel quale lo studio sta sviluppando i prodotti più innovativi». Tra questi prodotti, tutti all’insegna della digitalizzazione, c’è Total Reward statement, un tool che consente alle aziende di avere un quadro preciso della composizione e del valore degli strumenti di welfare e dei benefit non monetizzabili riconosciuti. Un prodotto che verrà commercializzato con Edenred, leader in Italia nel settore degli employee benefit. «Con questo strumento - dice Toffoletto - i lavoratori potranno valutare quanto ottengono in welfare e fare una comparazione più corretta fra le retribuzioni». Un altro prodotto digitale lanciato dallo studio Toffoletto, che a giugno uscirà con la sua terza versione, è Futhuro, un software che integra i servizi legali e la consulenza del lavoro. «Gli uffici Hr delle aziende - continua - devono occuparsi di attrarre, selezionare e mantenere i talenti e la gestione del personale può essere svolta dal nostro studio». Tra i soci di Toffoletto De Luca Tamajo figura infatti da anni il consulente del lavoro Roberto Corno.

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La consulenza è diventata centrale anche per l’aggiornamento dei contratti collettivi e aziendali, che hanno cominciato a recepire nuove disposizioni sul fronte della sicurezza, dello smart working, della salute. Ma anche per le uscite consensuali dei lavoratori dalle aziende, che sono avvenute durante l’ultimo anno, con il blocco dei licenziamenti. «Piuttosto che rimanere per mesi in Cassa - spiega Franco Scarpelli, ordinario di diritto del lavoro all’università Milano-Bicocca e tra i fondatori di Legalilavoro, network di nove studi legali in tutta Italia - molti lavoratori hanno preferito accordarsi con le aziende, sia individualmente, sia in base agli accordi collettivi previsti dal Dl 104/2020, per la risoluzione del rapporto. E il nostro studio ha lavorato tanto in questo campo, nel 2020». Legalilavoro conta 55 avvocati, in studi autonomi, a Milano, Firenze, Roma, Bari, Messina, Padova, Napoli, Ancona, Cagliari, ed è specializzato nella tutela dei diritti dei lavoratori e nella consulenza ai sindacati. «La deterritorializzazione imposta dallo smart working - spiega l’avvocato Giovanni Sozzi, di Legalilavoro Milano - ci ha consentito di raggiungere clienti e manager, anche stranieri, lontano dal nostro studio».

Forte vocazione internazionale anche per lo studio Tabellini, fondato negli anni ’50 del secolo scorso, con sedi a Torino e a Roma, che ha risorse dedicate alla consulenza nella gestione delle reti distributive. «La pandemia impone alle aziende di rivedere i tradizionali sistemi di distribuzione dei lori prodotti, in Italia e all’estero; e per il futuro l’approvazione del Recovery Plan - spiega l’avvocato Carlo Tabellini, managing partner dello Studio - fa presagire investimenti nel nostro territorio anche dall’estero. In questi ambiti, si apriranno spazi di consulenza per la gestione dei vecchi rapporti con venditori o distributori, la negoziazione dei nuovi e la creazione di nuove catene di distribuzione. Da non trascurare, poi, il fronte delle start up innovative, in cui giovani talenti cercano la consulenza di loro omologhi in campo legale, per essere assistiti nell’impostazione delle loro nuove organizzazioni di impresa».

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