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La 1000 Miglia riaccende la passione per il rombo dei motori italiani

di Giulia Paganoni


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3' di lettura

Mille Miglia di emozioni e motori. La 37esima rievocazione della Mille Miglia è stata una quattro giorni di scoperta di un'Italia nascosta attraverso gli oltre 1800 km del percorso di regolarità. Abbiamo seguito le auto storiche con una Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio in versione Racing, portandola a battesimo su strada.
530 cv della Giulia Quadrifoglio Racing riaccende la passione.
Quattro tappe che ci hanno portato da Brescia a Roma e ritorno, attraversando i paesaggi meravigliosi dell'Italia, assaporando i prodotti tipici locali e, soprattutto, sentendo l'entusiasmo della gente all'arrivo delle auto nelle piazze o semplicemente sulle rotonde lungo il percorso.

Dai bambini alle signore anziane, tutti pronti con lo smartphone a riprendere e catturare il passaggio delle auto. E poi l'adrenalina è stata tanta. Portare su questo percorso un'auto italiana e performante come Giulia Quadrifoglio Racing è stato, per noi de Il Sole 24 Ore, un'esperienza davvero formativa per comprendere quanto la passione per i motori e l'appartenenza alla nazione siano forti nel nostro paese. Difficile riconoscere il modello esatto, ma quando abbiamo detto dell'esclusività di quest'auto (solo 10 esemplari), le espressioni si sono fatte ancora più sbalordite e sentire il rombo dei 530 cavalli era ormai una domanda di rito. E poi, da sottolineare la preparazione in campo automobilistico. Alla domanda “cosa cambia rispetto alla Quadrifoglio?”, abbiamo risposto che ha 20 cv in più e senza riuscire a terminare la frase, ci è stato detto “ah, allora ha 530 cv!”. Una bella soddisfazione sapere che gli appassionati siano così preparati, complimenti a tutti i nostri lettori.

Giulia Quadrifoglio Racing, le prime foto in strada alla 1000 miglia

Giulia Quadrifoglio Racing, le prime foto in strada alla 1000 miglia

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Il meteo non ferma la passione.
La curiosità per la storia dei motori è viva nel nostro paese. Veder transitare in piccoli borghi auto da museo e con un pedigree di primo piano è stata davvero una bella emozione per tutti, dagli equipaggi alle persone accorse a vederne il passaggio. Per entrambe le categorie, vorremmo sottolineare la tenacia e la passione che ha portato loro a fronteggiare la pioggia e il sole battente.

Se nei primi tre giorni (da mercoledì a venerdì) il sole è stato protagonista nel cielo, sabato, nella tappa da Bologna e Brescia, le condizioni meteo erano davvero avverse. Addirittura a Parma, durante il break per il pranzo, nel giardino del Palazzo Ducale si erano formate pozzanghere enormi che sembravano laghi. Ma questo non ha fermato gli equipaggi con le barchette e nemmeno gli appassionati. Molto emozionante è stato l'ingresso a Travagliato, dove una folla di gente ha letteralmente riempito la piazza armati di ombrelli per proteggersi dalla pioggia.

Abbiamo visto e conosciuto un'Italia che vuole sentire il rombo dei motori e che si emoziona al passaggio di auto degli anni venti così come vuole conoscere la auto moderne e poterle toccare. Inoltre, l'orgoglio nazionale è ancora vivo e questo deve essere un segnale anche per i costruttori nostrani che sanno di poter contare ancora sulla passione per i motori e sull'appartenenza italiana. Non dimentichiamo che Fiat ha motorizzato il paese, Lancia è stata campione del mondo rally e Alfa Romeo ha introdotto innovazioni tecnologiche poi adottate dagli altri marchi nonché è stato il primo marchio a vincere il primo campionato del mondo automobilistico nel 1925.
La gara più bella del mondo ogni anno è quindi in grado di riaccendere la passione più bella del mondo, quella per le automobili.

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