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La «812» porta Ferrari in una nuova era

di Massimo Mambretti

3' di lettura

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Compie settant'anni e, come sempre, non solo continua a studiare nuove soluzioni e tecnologie ma è anche pronta ad affrontare nuove sfide. Insomma, la Ferrari non finisce mai di stupire, ma bada sempre a salvaguardare attentamente sia l'esclusività di ogni modello sia l'identità del brand. Considerando l'importante anniversario, che ricorda il primo vagito del primo motore V12 Ferrari, quest'annata promette molte novità. Sconfinano anche dal territorio della produzione, di serie o in tiratura limitata, poiché preludono anche a una nuova era strategica e industriale.

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Ad aprire la nuova stagione della Ferrari è la 812 Superfast. E' una granturismo a 2 posti che sostituisce la F12berlinetta e, quindi, si pone al vertice dell'offerta della casa di Maranello. Ma non è tutto, perché il nuovo modello è anche la Ferrari stradale più potente e performante della storia. In vendita a circa 300mila euro, è frutto dell'ennesima evoluzione della sintesi tra stile, aerodinamica, tecnologia e potenza che ispira lo sviluppo di ogni nuova Rossa e, quindi, ha una personalità che nessun'altra consanguinea può vantare. Infatti, è anche la Ferrari che s'avvale del più avanzato studio aerodinamico, il cui risultato è celato sotto vesti che solo a Maranello sanno confezionare.

L'esclusività della 812 Superfast è ben trasmessa anche dai dati salienti riportati sulla sua carta d'identità. Ovvero, gli 800 cv e i 718 Nm di coppia sviluppati dal nuovo V12 aspirato di 6,5 litri (quindi con una potenza specifica di 123 cv/l e tale da generare un rapporto peso-potenza di 1,9 cv/kg) oltre che la possibilità di toccare i 340 all'ora e di raggiungere i 100 orari in 2”9 e i 200 in 7”9, un impianto frenante carboceramico di nuova generazione che permette alla vettura di arrestarsi completamente partendo da 100 all'ora in appena 32 m. Inoltre, la nuova Rossa adotta un sistema di sterzatura del retrotreno evoluto da quello della F12 Tdf che genera la virtuale riduzione del passo per esaltare l'agilità e un servosterzo elettrico (al debutto su una Ferrari) calibrato per offrire un feeling di guida allineato ai canoni del marchio. Entrambi, come tradizione, sono integrati nel sistema Ssc by Ferrari che gestisce tutta la complessa rete elettronica della vettura che, con la 812 Superfast, giunge alla versione 5.0.

Mentre debutta la nuova granturismo muove i primi passi su strada un'altra Rossa: la Gtc4 Lusso T. È innovativa ai massimi livelli proprio come il modello da cui è stata estrapolata, ovvero l'unica Ferrari a quattro ruote motrici e sterzanti. Infatti, è la prima granturismo di Maranello con abitacolo a 4 posti spinta da un motore V8. Si tratta dell'unità biturbo di 3,9 litri con 610 cv e 760 Nm di coppia estrapolata da quella (meno potente) che spinge la decapottabile California T.

La Gtc4Lusso T, in vendita a 230mila euro, si rivolge a una clientela differente rispetto a quella che s'orienta verso la consanguinea, pur offrendo la stessa abitabilità e versatilità d'impiego. Infatti, non è equipaggiata con la trazione integrale ed è mossa da un motore V8 anziché V12 e, quindi, pesa meno del modello da cui deriva. Grazie a questo fattore offre prestazioni non lontane da quella della consanguinea che mette in campo 690 cv e garantisce lo stesso livello di agilità, tanto più che anch'essa ha il retrotreno sterzante.

Come anticipato, però, altre novità si delineano all'orizzonte di Maranello anche se, è bene precisarlo, i tempi e i modi sono ancora in via di definizione. In ogni caso, la più rilevante è la conferma che nella futura famiglia della Ferrari ci saranno anche modelli spinti da unità V6 turbo. Il primo dovrebbe essere la tanto ventilata, nonché attesa, Dino. L'ampliamento dell'offerta, inevitabilmente, prelude a un ragionato e progressivo upgrading della produzione, ovviamente anche con il contributo di altri inediti modelli, che potrebbe arrivare a 12mila unità all'anno. Lo ha dichiarato proprio Sergio Marchionne al salone di Ginevra sottolineando sia il fatto che la strategia è in fase di definizione sia che le potenzialità degli impianti di Maranello sono in grado di assicurare questa capacità produttiva.

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