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La A14 rischia la paralisi, ma sul viadotto di Cerrano rinvio al 12 dicembre

Prima i restringimenti di carreggiata e altre limitazioni per i sequestri delle barriere, i viadotti a rischio e le gallerie non a norma. Ora su uno di questi ponti si rischia anche lo stop ai mezzi pesanti, ma per ora è tutto rinviato al 12 dicembre. Le Prefetture di Marche e Abruzzo sono preoccupate per gli esodi natalizi

di Maurizio Caprino


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(ANSA)

3' di lettura

Il conto del degrado e delle manutenzioni sospette si fa sempre più pesante. C’è un altro viadotto di un’importante dorsale autostradale italiana che rischia di chiudere, perlomeno ai mezzi pesanti. È il Cerrano, poco a nord di Pescara su un’A14 che è già in crisi per gallerie non a norma, lavori in corsi e ponti sequestrati. In Liguria, altra area di crisi, pare si profilino giorni migliori. Ma potrebbero anche nascere nuovi problemi.

I due problemi del Cerrano
La notizia sulla possibile chiusura ai mezzi pesanti del viadotto Cerrano trapela dopo un weekend di braccio di ferro tra l’ufficio ispettivo territoriale (Uit) del ministero delle Instrastrutture (Mit) e Autostrade per l’Italia (Aspi).

Per il momento non si è arrivati ad alcuna decisione e il problema sarà esaminato giovedì 12 dicembre in un incontro tra la prefettura di Teramo e i rappresentanti del Mit.

Placido Migliorino capo dell'uit di roma

Il gestore assicura che c’è un monitoraggio continuo e le analisi effettuate evidenziano che non c’è alcun rischio statico. Diversa è l’opinione dell’Uit, guidato da Placido Migliorino, inviso a non pochi tecnici Aspi, come si è visto dalle intercettazioni della Procura di Genova nell’inchiesta sui report “edulcorati” proprio sui viadotti: lo chiamavano il mastino.

L’Uit ha riscontrato due problemi:

- le cerniere di taglio che uniscono le campate sono ammalorate e ossidate tanto da non garantire resistenza in caso di terremoto e da dover quindi essere smontate, risanate e rimontate, ma il relativo progetto è stato fermato dal Genio civile che vuole chiarimenti sulla resistenza sismica delle cerniere sostitutive da utilizzare durante i lavori (pare non sia stato dimostrato che i carichi pesanti siano compatibili con le caratteristiche di queste componenti);

IL VIADOTTO DI CERRANO

- in zona c’è una frana che è monitorata ma tocca le sottofondazioni dei piloni (i pali che sono la prima parte messa nel terreno quando si realizzano le fondazioni di un’opera), spostandole in modo da sollecitare anche le parti superiori in modo non previsto dal progetto (e queste sollecitazioni, invece, pare non siano monitorate).

I (sofferti) provvedimenti
Così l’Uit ha prescritto il divieto di transito ai mezzi pesanti, che però Aspi non ha adottato. Per questo la mattina del 2 dicembre le carte sono finite alla Prefettura di Teramo, che ha il potere di disporre lo stop al posto del gestore.

Una decisione delicata, che non si sa se sarà presa. Già dalle scorse settimane, vedendo i crescenti disagi per sequestri e cantieri, le Prefetture del sud delle Marche e dell’Abruzzo si sono preoccupate. Soprattutto in vista degli esodi natalizi, che potrebbero mandare in tilt il sistema.

Aggiungere a tutto questo la chiusura ai mezzi pesanti di un viadotto su un tratto importante come quello a nord di Pescara potrebbe anticipare questi problemi. Ma d’altra parte crolli ce ne sono già stati, per cui chi deve decidere sente anche il peso di questa responsabilità.

Il confronto su Genova
Alla fine di novembre in Liguria c’era ottimismo sul fatto che potesse essere riaperta qualche corsia in più sui due viadotti dell’A26 rimasti chiusi per qualche ora tra lunedì 25 e martedì 26 su sollecitazioni della Procura di Genova ad Aspi. Si era concordato di riaprire, sia pure a una sola corsia per senso di marcia.

Si pensava poi che gli ulteriori controlli (prove di carico, fatte sistemando camion a pieno carico sui viadotti) avrebbero presto fornito elementi per dare traffico su ulteriori corsie. Ma sono passati quattro giorni e nulla ancora è accaduto.

Anche in questo caso c’è un confronto tra Aspi e gli ispettori del Mit. Non solo: anche in questo caso per il ministero è in campo Migliorino, che è responsabile dell’ufficio territoriale di Roma e come tale ha competenza sul Centro-Sud, ma ora è stato incaricato di seguire anche la complicata partita ligure.

Per approfondire:
Il governo è davvero vicino a revocare la concessione ad Autostrade?
“Lavori di rinforzo parziali”. Indagini sul crollo del viadotto sulla A6

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