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La Angel Company investe a Cosenza

L’annuncio dell'imprenditore Vito Pertosa durante il road show Ambrosetti: «Assumeremo una cinquantina di giovani ingegneri e tecnici»

di Donata Marrazzo

3' di lettura

Vito Pertosa è talmente convinto che si può fare impresa, con successo, al Sud che ha deciso di investire in Calabria. Del resto, il fondatore di Angel Company, che progetta e sviluppa soluzioni ad alta tecnologia nei settori dell’aviazione, dello spazio, del trasporto, della mobilità elettrica, dell’internet delle cose e della cyber security, è partito da Monopoli per espandersi in tutto il mondo. E Monopoli è rimasto il quartier generale della sua holding high-tech, da cui presidia distretti tecnologici e poli di ricerca scientifica, con una squadra di 2000 persone, di cui 1400 ingegneri.

Ora approda a Cosenza dove gli hub dell’innovazione ruotano intorno all’Università di Arcavacata. E si tratta di vere eccellenze: «Conosco palmo a palmo la Calabria, 40 anni fa vendevo rimorchi agricoli con mio padre e avevo tanti clienti calabresi. Oggi sono un imprenditore e voglio investire in Calabria. C’è una bellissima università e tanti cervelli, ed è possibile sviluppare con facilità un hub della conoscenza che possa essere volano per la creazione di idee da trasformare in progetti concreti e sostenibili, sempre più attenti alla creazione di valore sociale per il Sud, con la massima attenzione all’ambiente e all’economia». Un progetto, quello del cavaliere Pertosa, che sarà inserito nel libro bianco “Verso Sud” di The European House Ambrosetti: una raccolta di proposte e visioni dai territori, per il rilancio del Mezzogiorno in chiave euro-mediterranea. Un road show partito da Gioia Tauro per riunire su una stessa piattaforma imprese, istituzioni e accademie, che si concluderà in primavera a Sorrento.

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«Assumeremo una cinquantina tra ingegneri e tecnici – conferma Pertosa –. Il confronto con il presidente della Regione Roberto Occhiuto è proficuo, stiamo definendo tutti i dettagli dell’operazione».

La Calabria sa anche mostrarsi attrattiva. E nonostante le sue fragilità siano note, c’è chi coglie segnali di vitalità. Come quelli che arrivano dal Porto di Gioia Tauro, con il suo primato nel transhipment e la nuova intermodalità. Il terminal automotive «si configurerà come centro di smistamento di auto elettriche provenienti dalla Cina», annuncia il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli. E per le imprese che vorranno insediarsi nella Zes di Gioia Tauro, Intesa San Paolo si dice già pronta a sostenerle.

Se pure il Pil registra forti contrazioni (- 8,8% nel 2020), dunque, in una nuova prospettiva geopolitica, economica e socio-culturale, che vede la regione in posizione baricentrica nel Mediterraneo, dalle stime di Ambrosetti risulta che l’impatto strutturale del Pnrr potrebbe abilitare un aumento duraturo del tasso di crescita medio del pil, fino a un +11,5% nel 2032.

Così le multinazionali, soprattutto quelle a forte vocazione tecnologica, investono con fiducia. Come la francese Atos, che con l’ingegnere Maurizio Ferrise annuncia la nascita di un polo di consulenza e di trasformazione digitale a supporto dello sviluppo tecnologico e delle competenze per imprese del territorio. Un nuovo campus, realizzato in collaborazione con l’Università della Calabria, che occuperà 150 innovatori, esperti in digital twin, high performance computing, metaverso, internet of things, big data e sostenibilità. Un progetto a cui guarda anche Baker Hughes, multinazionale americana specializzata in scambiatori ad aria, con sede a Vibo Valentia: l’ingegnera Francesca Marino ha dichiarato di voler essere accanto ai colossi dell’innovazione tecnologica presenti nella regione, come Atos, appunto, ed Nttdata, per ulteriori investimenti che potrebbero portare alla creazione di oltre 400 posti di lavoro. Negli ultimi cinque anni sono stati destinati all'impianto industriale calabrese 12 milioni di euro.

Nttdata, multinazionale con sede a Tokyo, Cosenza e Palo Alto, scommette da 21 anni sulla Calabria: «Abbiamo attinto a piene mani a tutti gli elementi di positività del territorio – spiega il vicepresidente Giorgio Scarpelli -. Quello che abbiamo fatto è stato proiettare la capacità tecnologica della Calabria verso un contesto internazionale, ma ora stiamo facendo il percorso inverso, portiamo qui le eccellenze mondiali, le migliori tecnologie anche per valorizzare le connotazioni tipiche del nostro territorio, tenendo ben presente la scadenza del Green deal». Un quadro da cui emerge una nuova agenda di sviluppo della Calabria. Il governatore Occhiuto accoglie con soddisfazione queste nuove, possibili e ambiziose prospettive e mette da parte, per una volta, le pressanti problematiche con cui deve misurarsi quotidianamente. Criticità che posizionano la regione nelle retrovie per occupazione, demografia, migrazione degli studenti universitari, investimenti pubblici e privati, infrastrutture, offerta ricettiva.

Dal presidente di Confindustria Calabria Aldo Ferrara, preoccupato dei deficit infrastrutturali della regione - e dell’effettiva realizzazione dell'alta velocità e degli interventi sulla Statale 106 - arriva un monito: «Urge una opera trasformazionale della nostra economia che freni lo spopolamento e l'invecchiamento dei territori, che rafforzi il sistema produttivo esistente e crei possibilità di investimenti».

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