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«La bambola assassina», il ritorno di un'icona horror degli anni Ottanta

di Andrea Chimento


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2' di lettura

Inizia l'estate, stagione spesso caratterizzata dalla presenza di molti film horror in programma nelle nostre sale. Questo primo weekend estivo non fa eccezione e, anzi, tra le novità più attese c'è il remake di un cult del genere terrificante per eccellenza: «La bambola assassina».
Rifacimento della pellicola del 1988 firmata Tom Holland (che ha avuto anche diversi seguiti), il film ha per protagonista Andy, un adolescente che si è appena trasferito con la madre in un nuovo appartamento. La donna regala al figlio un bambolotto giocattolo che rivelerà presto la sua natura malvagia.

Pur con alcune differenze, la trama è simile a quella del lungometraggio originale e questo non suscita particolare interesse verso uno sviluppo narrativo piuttosto prevedibile e, in alcuni passaggi, addirittura scontato.

Il regista Lars Klevberg (che si era fatto conoscere con «Polaroid», altro horror uscito poche settimane fa nelle nostre sale) conferma la sua inesperienza, regalando pochi spaventi e riuscendo a coinvolgere lo spettatore soltanto nelle prime battute.

La bambola assassina colpisce ancora

La bambola assassina colpisce ancora

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Alla lunga il film, infatti, finisce per annoiare, faticando a emozionare e, ancora di più, ad appassionare.

Da segnalare che tra i produttori figura anche Seth-Grahame Smith, scrittore di «Orgoglio e Pregiudizio e Zombie» e sceneggiatore di «Dark Shadows» di Tim Burton, che sarà anche nella produzione di «It – Capitolo due», horror tra i più attesi dell'anno, atteso in sala a inizio settembre.
Tra le novità del weekend, una menzione per «Arrivederci professore» di Wayne Roberts, con Johnny Depp.

L'attore americano interpreta un professore di mezz'età, a cui vengono diagnosticati pochi mesi di vita a causa di una malattia terminale. Da quel momento cambieranno non solo la sua esistenza, ma anche i suoi metodi di insegnamento.

Il film di Wayne Roberts punta tutto sul personaggio interpretato da Johnny Depp, più in forma rispetto alle sue ultime uscite e capace di dare una sufficiente intensità a una figura non semplice da interpretare.
Mescolando dramma e commedia, il film cerca di trattare con levità un argomento tanto tragico, ma l'unione dei due registri crea spesso più confusione che altro, non riuscendo adeguatamente ad approfondire i curiosi spunti del soggetto di partenza.

Rimane così la sensazione di aver assistito a un'occasione sprecata, dove una maggiore attenzione narrativa avrebbe certamente giovato, anche perché la regia è piuttosto anonima e il resto del cast non risulta credibile al punto giusto.

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