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La banalità del rimbalzo dei mercati

di Marco lo Conte

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(Adobe Stock)


2' di lettura

Non chiedete agli operatori di Borsa una previsione su come andranno i mercati in futuro: tutto induce alla cautela e a non sbilanciarci sul futuro (anche se ciascuno ha idee proprie che tiene per sé). Quando però guardiamo al passato tutto ci appare chiaro, tanto da prendere coraggio e spingerci a definire regole precise su come operare in Borsa. Eppure chi avrebbe previsto alla fine del 2018 che gli indici sarebbero ripartiti alla grande con l’inizio dell’anno nuovo? Il Dow Jones ha recuperato da inizio 2019 il 10%, lo Stoxx 600 il 12% e Piazza Affari oltre il 14%: rimbalzi record per il primo trimestre dell’anno, a dispetto delle ombre sull’economia globale. Avevamo appena digerito l’amarezza del bilancio 2018 - con la liquidità vincente su azioni e su bond nei 12 mesi - che già occorre cambiare paradigma e rivitalizzare l’idea secondo cui per chi opera in Borsa, i ribassi rappresentano ottime occasioni di acquisto. Concetto noto, ma mai del tutto acquisito. Il tema è il tempo che impieghiamo ad acquisire una lezione dai numeri che i mercati producono e prendere una decisione conseguente.

È quanto hanno fatto gli analisti di Dalbar, i quali hanno calcolato come l’investitore medio non sia riuscito a gestire la dinamica di mercato del 2018: complessivamente a fine anno ha perso il 9,42% contro il -4,38% dello S&P500. Ma se analizziamo il mese peggiore e il mese migliore dell’anno, le cose non sono andate meglio: a ottobre l’indice principale di Borsa ha perso il 6,84% contro il 7,97% del’investitore medio, mentre ad agosto il rimbalzo borsistico del 3,26% ha avuto come eco nel portafoglio di chi investe un misero +1,8%. Cosa è accaduto? Gli investitori riducevano le loro posizioni all’aumentare del rischio di mercato e in questo modo si mettevano in scia agli indici, subendone le oscillazioni, senza sfruttarne i rimbalzi, dal momento che erano fuori dal mercato. Il peggio del beta, cioè, senza traccia di alfa. Detto in modo meno tecnico e gergale, se si vuole guadagnare in Borsa (e altrove) la regola è sempre quella di comprare quando i prezzi sono bassi e di vendere quando i prezzi sono alti. Banale? Proviamo a ricordarcene quando i mercati torneranno a scendere: sempre se ci sarà una banca centrale a fornire liquidità ai mercati finanziari.

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