IL «DEBUTTO» DI Yi Gang

La Banca centrale cinese risponde alla Fed e alza i tassi a breve termine

di Rita Fatiguso

(REUTERS)

1' di lettura

La Banca centrale ha minimizzato, in un comunicato, la valenza politica della mossa, definendola naturalmente in linea con la mossa della Fed. Ma i mercati hanno reagito negativamente, alla chiusura lo Shanghai composite ha accusato una perdita dello 0,5% a 3,263.48 mentre le blue chip dell'indice CSI300 hanno perso l'1% a 4,020.35. Un ruolo non irrilevante in questa performance, ovviamente, lo si deve attribuire all'arrivo di nuovi dazi annunciati per oggi da Washington proprio contro la Cina.

La mossa della Banca centrale, è la prima adottata sotto la guida dell'ex numero due Yi Gang e segue di poche ore la stretta di 25 punti base decisa dalla Federal Reserve, nella forchetta tra l'1,50% e l'1,75%, lasciando aperte le attese di due nuovi interventi nel 2018. La Banca centrale ha quindi iniettato 10 miliardi di yuan (1,58 miliardi di dollari) nel sistema finanziario. Per il 2018 sono attesi modesti incrementi per permettere la prosecuzione del deleveraging in casa propria, senza perdere di vista completamente le mosse americane.

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Per la cronaca, anche la Hong Kong Monetary Authority, che sorveglia l'aggancio del dollaro di Hong Kong al dollaro Usa ha aumentato il tasso base di un quarto di punto al 2 per cento.

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