La proposta del procuratore antimafia

«La banca dati antimafia per scovare le richieste illecite di accesso al credito»

Al convegno Sinpref la proposta del procuratore nazionale Cafiero De Raho: monitoriamo le domande di finanziamenti, intercettiamo i soggetti illegali

di Marco Ludovico

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Al convegno Sinpref la proposta del procuratore nazionale Cafiero De Raho: monitoriamo le domande di finanziamenti, intercettiamo i soggetti illegali


3' di lettura

«In questa fase dobbiamo preoccuparci di proteggere l’economia sana». Il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, sottolinea il ruolo della Dna nella fase di accesso al credito per le imprese e la necessità di svolgere controlli. Per garantire e sostenere le imprese sane e contrastare ogni forma di inquinamento della criminalità organizzata.

Il convegno del Sinpref
Il Sinpref, l’associazione sindacale dei funzionari prefettizi, ha svolto ieri un webinar (convegno on line) dal titolo «Emergenza coronavirus: il ruolo del prefetto nella “fase due”». Dove ha invitato, oltre ai colleghi del territorio e del ministero guidato da Luciana Lamorgese, il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini; il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia; il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Cafiero De Raho, il presidente dell’Upi (Unione province italiane) Michele De Pascale. Osserva il presidente del Sinpref, Antonio Giannelli: «Lavoriamo al meglio e in silenzio. Con un impegno incondizionato. Anche a copertura delle tante carenze di organico di cui oggi nessuno si sta accorgendo».

L’impegno di Cafiero De Raho
Il procuratore nazionale antimafia sottolinea come «abbiamo proposto di mettere a disposizione la nostra banca dati antimafia nel quadro della ricognizione delle richieste di accesso al credito». Se gli interessati «producono documentazione adeguata sulla loro identità sociale e imprenditoriale, i nostri database possono fare subito una verifica. Segnalare alle prefetture posizioni tali da innescare interdittive antimafia. Nei casi più compromessi, accelerare in piena riservatezza il lavoro delle 26 procure distrettuali antimafia». Uno screening in grado di evitare accessi illeciti. E salvaguardare le domande legittime.

Il ruolo dei prefetti
Fa notare il prefetto di Torino, Claudio Palomba: «In questo scenario dove la ripartenza delle imprese è vitale per l’esistenza stessa dei territori ci sono alcune parole chiave dell’azione corale di tutti gli attori in campo a cominciare dai prefetti». Sono «velocità, legalità e semplificazione». Valori in grado di contribuire, sottolinea Palomba, «al connubio imprescindibile tra sicurezza e sviluppo». Poi, a condizioni verificate, ci vorrebbero «zone a burocrazia zero - sostiene il prefetto di Torino- e tavoli anticrisi suddivisi per settore».

La minaccia mafiosa in agguato
Il procuratore De Raho ribadisce come le mafie abbiano «una ricchezza senza fondo» per inquinare il mercato: «Solo dal commercio illegale degli stupefacenti si stima un ricavato di circa 30 miliardi l’anno per le organizzazioni criminali». Al contrario «la legalità è un fondamento essenziale dello sviluppo» e il lavoro delle prefetture «è straordinario»: non solo per l’azione delle interdittive antimafia ma anche per i controlli preventivi e successivi così come «un ruolo di coordinamento con risorse di persone e di tecnologie senza dubbio da rinforzare».

Sabatini (Abi): il sistema creditizio traino della ripresa
Il direttore generale di Abi, Giovanni Sabatini, snocciola i dati dell’impegno dell’associazione: «In poco più di un mese abbiamo emanato 38 circolari. La crisi di imprese e famiglie diventa subito crisi delle banche, lo sforzo è collettivo per tutti, con rispetto e fiducia reciproca. Guardiano i dati delle moratorie sui mutui a famiglie e imprese: 450mila nel decennio 2009-2019, 437mila negli ultimi quindici giorni». Sabatini sottolinea il valore da accentuare «dell’autocertificazione» così come l’opportunità di costituire «conti bancari dedicati per garantire la tracciabilità dei finanziamenti» con il rispetto delle normative antiriciclaggio. «Fino a inasprire, se occorre, l’apparato sanzionatorio».

Boccia: «Non disperdiamo i sacrifici dei nostri padri e nonni».
Appassionato l’intervento finale di Vincenzo Boccia (Confindustria): «In questa crisi ci ritroviamo nel riconoscimento di un’identità culturale, nazionale, corale tra tutti i soggetti in campo. Con la consapevolezza delle difficoltà e delle azioni da intraprendere, tutti, in una sequenza di priorità in prima linea senza eccezioni o differenze di valore». Perchè «la salute - osserva Boccia - è valore imprescindibile ma lo è anche la nostra economia affrontando una questione sociale per scongiurare, soprattutto, la tensione sociale». Sottolinea l’importanza «non solo di una fase due annunciata ma soprattutto di una fase tre: per sostenere il rilancio di una domanda pubblica con l’apertura di cantieri in tutta l’Italia». Ed evitare così che «la recessione si trasformi in depressione». Boccia esprime gratitudine «a tutti i prefetti». Risponde Giannelli: «La riapertura delle aziende e l’accesso al credito è una sfida per noi accettata senza batter ciglio. La vinceremo nell’interesse delle imprese sane, del territorio e della Nazione».

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