Credito

La Banca di Cagliari cresce e rafforza i servizi alle imprese

Una nuova filiale nell'area metropolitana del capoluogo della Sardegna per il piccolo istituto ondato nel 2004 che punta comunque a mantenere la tradizionale struttura agile

di Davide Madeddu

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La sede della Banca di Cagliari

Una nuova filiale nell'area metropolitana del capoluogo della Sardegna per il piccolo istituto ondato nel 2004 che punta comunque a mantenere la tradizionale struttura agile


4' di lettura

La filosofia è quella dei piccoli passi. Con un’attenzione particolare a territori, famiglie e imprese. È un po’ questa la strada che la Banca di Cagliari, istituto di credito cooperativo fondato nel 2004, segue dalla sua fondazione. Oggi l’istituto di credito cresce e comincia a varcare i confini del capoluogo sardo e guarda ai territori vicini. Alle due sedi di Cagliari, infatti, da qualche mese se ne è aggiunta una terza, in uno dei comuni limitrofi. Si tratta di Assemini, comune con 26 mila abitanti nell’area metropolitana di Cagliari, dove l’attività industriale del polo di Macchiareddu convive con l’agricoltura ma anche la manifattura. Un’apertura, quella dell’istituto di credito, che è segno di un’espansione, come chiariscono dalla dirigenza, costante. «Proprio recentemente abbiamo assunto due giovani che andranno a rinforzare l’organico - dice il presidente Aldo Pavan - e che opereranno nel nuovo sportello. La piazza di Assemini poi è importante perché si tratta di un’area molto attiva e dinamica in cui si potrà operare bene».

A far funzionare l'istituto bancario poi 35 dipendenti. Varia la clientela che si rivolge all'istituto di credito cooperativo del capoluogo sardo. «Nel corso degli anni siamo diventati punto di riferimento per famiglie e imprese, che nello specifico si dividono per il 70 per cento le imprese e per il restante 30 per cento le famiglie - aggiunge Pavan - non a caso abbiamo raggiunto risultati interessanti nelle nostre operazioni». Che nella maggior parte dei casi riguardano, soprattutto nel mondo delle imprese, finanziamenti.

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Forte di 2.800 soci e circa 6.000 clienti la Banca di Cagliari opera per un buon 70% con piccole e medie imprese mentre per la restante parte con le famiglie. Ma non solo. «Naturalmente ci sono poi molte realtà del terzo settore, dell’associazionismo culturale e sportivo -argomenta il presidente - oltre che industria, commercio e servizi dell’area di Cagliari». Ora, con l’apertura di un nuovo sportello l’istituto bancario punta a essere presente in altri ambiti. «Siamo una banca territoriale - aggiunge ancora - il che significa che abbiamo competenza nei comuni dove abbiamo gli sportelli e in quelli dei centri limitrofi. Con l'ultima apertura contiamo quindi di estendere i nostri servizi anche al settore agroalimentare, industriale, manifatturiero e dei servizi».

A sostenere la fiducia di una crescita progressiva anche i numeri che riguardano l’attività. L’ultimo bilancio si è chiuso con un utile netto pari a 2,307 milioni . Anche il capitale sociale è cresciuto passando dai quasi 5 milioni (nello specifico 4.942.000 euro) al 31 dicembre del 2018 a 5.108.000 del 2019. E l’operatività e rapidità nello svolgere le operazioni consentite dal fatto di «essere una struttura piccola e agile». Tempi rapidi che, argomenta il presidente «non vuol dire che diciamo a tutti di sì. Però anche quando si dice di no i tempi sono comunque rapidi e si cerca di avere un rapporto costante con le persone». Perché, come sottolinea Pavan «il rapporto umano non va mai trascurato».

C’è poi l’emergenza Covid con i relativi interventi a sostegno delle imprese. «Nel periodo più buio l’operatività non si è fermata un attimo -prosegue ancora il presidente della banca -. Per quanto riguarda il sostegno alle imprese abbiamo applicato le moratorie e usato gli strumenti previsti dal decreto relativi a scadenze mutui e spostato molto la nostra operatività sugli interventi assistiti da Confidi e garantiti dallo Stato».

Sul piano più pratico, sempre nell’ambito dell’emergenza, ci sono alcune iniziative che l’istituto di credito cooperativo porta avanti. Una è l’iniziativa in supporto della Croce rossa con cui si dà sostegno alle famiglie in difficoltà. «Siamo stati coinvolti e abbiamo aderito immediatamente, anche perché la situazione è preoccupante e il numero di chi ha bisogno di un supporto continua a crescere». C’è poi un altro ambito in cui Banca di Cagliari ha deciso di partecipare strettamente collegata all’emergenza coronavirus. Nello specifico si tratta di un’erogazione per l’acquisto di strumenti necessari per processare i tamponi. «Dopo una serie di consultazioni e alla luce dell’emergenza sanitaria che in Sardegna stava galoppando abbiamo deciso di acquistare i due macchinari per il policlinico universitario - prosegue il presidente - Oggi i due sistemi vengono utilizzati proprio per processare i tamponi dando un supporto fondamentale alla macchina sanitaria». Da qualche tempo la Banca di Cagliari ha deciso di entrare a far parte del gruppo Iccrea. «Diciamo pure che noi siamo una piccola banca che però può giovarsi del sostegno di un grosso gruppo - prosegue Pavan - dato che Iccrea è il quarto gruppo bancario d'Italia. Questo fatto ci permette di lavorare con più forza garantendo maggiore sicurezza ai nostri clienti». Quanto al futuro, il cammino è su due binari: «Consolidare e rafforzare le posizioni che si sono conquistate e su cui si sta operando ora - conclude - e allo stesso tempo raggiungere altri territori puntando all'espansione e alla crescita ma sempre con la logica dei piccoli passi e con un’attenzione al rapporto umano».

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