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La Banca nazionale svizzera lascia (a sorpresa) i tassi invariati

Atteso un ulteriore apprezzamento del franco

di Lino Terlizzi


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Berna. La sede della Banca nazionale svizzera (Bloomberg)

2' di lettura

Contraddicendo molte previsioni, la Banca nazionale svizzera non ha reso i tassi sul franco ancora più negativi. La politica monetaria della BNS continua ad essere molto espansiva, ma l'istituto centrale elvetico in occasione del suo esame trimestrale della situazione ha comunicato che il tasso guida sul franco resta a -0,75%. Nel frattempo, la BNS dà un po' di respiro alle banche, con un nuovo calcolo che aumenta la franchigia per i depositi sugli averi vista sui suoi conti e quindi con una riduzione di fatto dell'onere dei tassi negativi per gli istituti bancari.

Circa due terzi degli analisti consultati da agenzie e altri media alla vigilia avevano previsto un ritocco all'ingiù dei tassi, a quota -1%. Questo soprattutto perché nei giorni scorsi sia la Banca centrale europea sia la Federal Reserve avevano messo mano ai tassi: la prima abbassando i tassi già negativi, la seconda tagliando i tassi positivi.
Ma l'istituto centrale elvetico non si è mosso. Il rischio per la BNS ora è che un franco svizzero già molto forte abbia minori limiti e possa ulteriormente apprezzarsi sull'euro, sul dollaro, su altre monete. Nell'immediato peraltro il franco è salito poco, dopo l'annuncio della BNS: ha conquistato poche frazioni sull'euro (a 1,09) e sul dollaro Usa (a 0,99).

La BNS ha ridotto le previsioni sulla crescita e sull'inflazione in Svizzera. Il PIL elvetico secondo l'istituto centrale salirà quest'anno tra lo 0,5% e l'1% (non più 1,5%). L'inflazione dovrebbe essere quest'anno dello 0,4% (non più 0,6%) e il prossimo anno dello 0,2% (non più 0,7%). Visto il quadro internazionale segnato da incertezze politiche e dalla guerra dei dazi, anche la Confederazione elvetica registra un rallentamento economico.

Ma per la BNS evidentemente non si tratta di un colpo di freno grave, tanto che ha deciso di non ridurre ancora i tassi e di non aumentare la liquidità.
Resta il problema della forza del franco, che rischia di creare ostacoli all'export elvetico. Sui cambi però la BNS in linea di principio ha ancora a disposizione l'altro strumento principale per frenare la propria moneta, l'acquisto di valute estere. L'istituto centrale svizzero non esclude altri acquisti.

Il bilancio della BNS si è peraltro già molto ampliato con gli acquisti degli ultimi anni, ma la BNS ritiene di avere ancora margini per gli interventi sui mercati. Un altro motivo per cui la banca centrale elvetica non ha ridotto ulteriormente i tassi negativi è probabilmente il mercato immobiliare. La stessa BNS ha affermato che su questo mercato ci sono ancora squilibri. Tassi di interesse ancora più bassi per gli investimenti immobiliari aumenterebbero il rischio di favorire un surriscaldamento e la BNS vuole al contrario mettere paletti su questo versante.

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